Manifesto – Appello sul Diritto alla Salute

  • Al Presidente del Consiglio dei Ministri prof. Giuseppe Conte
  • Al Ministro della Salute on. Roberto Speranza
  • Alla Sottosegretaria al Ministero della Salute on. Sandra Zampa
  • Al Vice Ministro della Salute on. Pierpaolo Sileri
  • Alla Ministra all’Istruzione On. Lucia AzzolinaAl Ministro di Università e Ricerca on. Gaetano Manfredi
  • Al Ministro dell’Ambiente gen. Sergio Costa
  • Al Ministro dello Sviluppo economico on. Stefano Patuanelli
  • Alla Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali on. Teresa Bellanova
  • Ai Gruppi parlamentari
  • Al Presidente della Giunta della R.E.R. dr. Stefano Bonaccini
  • Alla Vicepresidente della Giunta E.R. dr.ssa Elena Schlein
  • All’Assessore alle Politiche Sanitarie della Regione Emilia-Romagna dr. Raffaele Donini
  • Ai Gruppi consiliari della Regione Emilia-Romagna
  • Al Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni italiani dr. Antonio Decaro
  • Al Sindaco di Bologna e Presidente dell’Area metropolitana dr. Virginio Merola
  • All’Assessore alla Sanità del Comune di Bologna dr. Giuliano Barigazzi
  • All’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna dr. Matteo Lepore
  • Al Presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna dr. Giancarlo Pizza
  • Al Presidente dell’Ordine dei Medici nazionale dr. Filippo Anelli
  • Alla Cittadinanza tutta
  • Ai Mezzi di informazione

MANIFESTO-APPELLO SUL DIRITTO ALLA SALUTE:

LA MEDICINA PARLI, LA POLITICA E LE ISTITUZIONI ASCOLTINO E AGISCANO CON DECISIONE ED URGENZA

  Politica e Istituzioni rischiano di restare estranee ai bisogni essenziali dei cittadini, primo fra tutti il diritto alla salute inteso come pieno benessere, non solo come assenza di malattia.

  La Medicina moderna, al pari delle dinamiche politico-istituzionali, ha finito con il perseguire un suo sviluppo (clinico-tecnologico) piuttosto che un complessivo progresso (sociale) nel contrastare le profonde radici delle incalzanti malattie cronico-degenerative: neoplasie (oltre 1.000 al giorno, con un incremento in quattro decenni del 62% delle pancreatiche con tassi di guarigione dopo le cure dell’8% entro i primi 5 anni con un crollo al 3% entro i successivi 5 come riportato da “The Lancet Global Burden Disease, 2019”), affezioni cardiocircolatorie e respiratorie, obesità, cirrosi, patologie infettive ed autoimmuni e da stress psico-fisici, ecc.. Queste risultano sostenute in larga parte da fattori culturali e da significativi disagi sociali, trascurati nella trasmissione del sapere medico e nelle Istituzioni sanitarie incentrate in attività e ricerche diagnostico-terapeutiche per un sovrastante empirismo orientato verso alterazioni anatomiche, geometrie e formule matematiche.

  In sostanza, il Servizio sanitario diagnostica e cura malattie evitabili ab initio (l’80% secondo l’OMS), ne trascura i fattori  che le favoriscono e le sostengono, Intanto molte, troppe persone inconsapevoli continuano ad ammalarsi e a perire perché le cause patogene, indovate nelle pieghe della Società, vere fabbriche della malattia, conservano e diffondono intatta la loro straripante violenza mentre il diritto costituzionale alla Salute viene confuso con elevati livelli di farmaci e servizi, complessità tecnologiche e gestionali che fanno imprimere alle Strutture ospedaliere, intese come fabbriche della salute, le ragioni oggettive della malattia con un involontario suggerimento: la salute si preserva apportando modifiche al corpo con tecnologie e terapie sofisticate al punto da esonerare le Istituzioni dalla loro primitiva missione ideale come i mezzi di locomozione esonerano dal  camminare e ne superano l’esigenza.

  Nella percezione comune le malattie vengono così assunte ad evento ineluttabile e fatale come la forza di gravità e i movimenti tellurici... E intanto oltre un terzo della popolazione, inconsapevole, è colpita da malattie cronico-degenerative ed acute, in costante crescita, in larga parte evitabili (prevenzione primaria) oltre che prevenibili (prevenzione secondaria=diagnosi precoce), non facilmente guaribili, più spesso trattabili con terapie riequilibratrici e palliative il cui costo diverrà presto incompatibile con l’universalismo del Servizio sanitario per vari fattori, fra cui il progressivo invecchiamento della popolazione.

      La peste nera del secolo del progresso, suo misterioso lato oscuro e corollario innominabile, indicata per allusioni e parafrasi, avanza alimentata da almeno 150 cancerogeni e particolati sparsi nell’ambiente; da 30 milioni di tonnellate di amianto (letale per 10-12 persone al giorno) sul nostro territorio; da 52 miliardi di sigarette fumate da italiani ogni anno, fin dall’età scolare, con rischi connessi di malattie gravi che raggiungono il 3.000%  e 90.000 decessi; per la permanenza di estreme diseguaglianze sociali che costringono ampi strati della popolazione ad inaccettabili livelli di vita e che riducono la stessa percezione di malattia; per assenza di informazioni serie su errati stili di vita che conducono ad abusi di farmaci, psicofarmaci, stupefacenti ed alcoolici, zuccheri, proteine e grassi animali causa dell’esposizione di 10 milioni di italiani al rischio di cirrosi e di 5 milioni di obesi candidati a malattie gravi, a partire dall’età scolare, con ridotte aspettative di vita, ecc.

  Sul piano socio-economico basterà citare un solo dato, e non il maggiore: nonostante i 25 miliardi annui che l’Italia spende (OMS, 2016) per gestire le conseguenze degli eccessivi consumi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre ad un aumentato rischio di declino cognitivo prima dei 65 anni e di decessi  alcool-connessi di 75.000 persone. Va aggiunto che il consumo di oltre 10 gr/die di alcool aumenta in modo significativo l’incidenza di tumore alla mammella in pre-post-menopausa e che dosi di oltre 20 gr/die favoriscono le neoplasie dell’apparato digerente senza contare le combinazioni sommatorie dirette con i prodotti del tabacco e con una erronea alimentazione (International Agency for Research on Cancer, 2018). 
  Di fronte a questa situazione, catastrofica, il compito di donne e uomini di tutte le Istituzioni è “seminare dubbi, non raccogliere certezze”. 
  La Medicina parli in Scienza e Coscienza, la Politica e le Istituzioni ascoltino e agiscano per il bene comune con decisione ed urgenza.

  Fra le priorità: informazioni dirette, dettagliate ed inequivocabili alla cittadinanza, fin dalle Scuole primarie, sulle conseguenze dei diversi stili di vita; invito formale, fatta salva l’autonomia didattica, che la trasmissione del sapere medico evidenzi le origini delle malattie, la loro evitabilità e prevenzione; un sostegno serio della Ricerca epidemiologica e di base che contenga l’obiettivo di individuare i fattori scatenanti il processo patogenetico; un piano articolato e strettamente cadenzato per l’eliminazione di amianto, combustioni fossili (in Italia oltre 90 mila decessi prematuri per anno, Agenzia Europea per l’Ambiente, 2017) e cancerogeni circolanti; l’avvio di indagini sui possibili effetti nocivi delle onde elettromagnetiche; lotta alle complesse ragioni della diffusa povertà economica e culturale; favorire il trasporto sicuro, efficiente e puntuale con assenza di emissioni tossiche; privilegiare la “produzione pulita” di alimenti e merci di ogni genere; varare programmi nazionali di prevenzione primaria e secondaria ben motivati davanti alla cittadinanza; istituire incisivi controlli permanenti sulla sicurezza in strade (oltre 160.000 incidenti con 3.200 letali annui) e luoghi di lavoro (un decesso ogni 3 giorni); affrontare il disagio e le patologie, incipienti e conclamate, prevedibili nelle età avanzate con provvedimenti che favoriscano aggregazioni, mobilità, assistenze attive e mirate a contrastare la solitudine, la povertà e il decadimento fisico e mentale. 
  Cordiali saluti
  • Francesco Domenico Capizzi, già docente di Chirurgia Generale nell’Università di Bologna e direttore di Chirurgia generale negli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna;
  • .Vincenzo Balzani, professore emerito di Chimica generale e sopramolecolare nell’Università di Bologna;
  • Ferdinando Bersani, docente di Fisica nell’Università di Bologna,
  • Direttore della Scuola di Bioelettromagnetismo del Centro E. Majorana in Erice;
  • Monica Bini, docente di Lettere nel Liceo “Augusto Righi”, Bologna; . – Ernesto Burgio, European Cancer and Environment Research Institute, Bruxelles;
  • Maria Teresa Cacciari, docente di Lettere nel Liceo “Augusto Righi” Bologna;
  • Giancarla Codrignani, parlamentare in tre Legislature, docente, politologa, giornalista, Bologna;
  • Claudio Cordiano, professore emerito di Chirurgia generale nell’Università di Verona, presidente emerito della Società Italiana di Chirurgia
  • Luciano Corradini, già sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione, professore emerito di Pedagogia generale nell’Università di Roma;
  • Francesco Corcione, docente di Chirurgia Generale nell’Università Federico II di Napoli, presidente emerito della Società Italiana di Chirurgia, Membro Onorario della Acadèmie Nationale de Chirurgie de France;
  • Adriana Destro, docente di Antropologia culturale nell’Università di Bologna;
  • Michele Del Gaudio, magistrato, deputato emerito;
  • Ludovico Docimo, docente di Chirurgia generale nell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, presidente onorario della Società Italiana dei Chirurghi Universitari, Napoli;
  • Giorgio Dragoni, docente di Fisica nell’Università di Bologna;
  • Anne Drerup, docente di Materie letterarie, Bologna;
  • Giovanna Facilla, dirigente scolastico IC19, Bologna
  • Mirella Federici, amministrativa, Ospedale S.Orsola-Malpighi, Bologna;
  • Alessandra Ferretti, docente di Storia dell’Arte, pittrice, Bologna;
  • Vita Fortunati, docente di Letteratura inglese nell’Università di Bologna;
  • Claudio Franceschi, docente di Immunologia nell’Università di Bologna;
  • Giancarlo Gaeta, docente di Storia del Cristianesimo antico nell’Università di Firenze;
  • Gian Massimo Gazzaniga, già direttore della Chirurgia generale dell’Ospedale Galliera di Genova, presidente emerito della Società Italiana di Chirurgia;
  • Giuseppe Giliberti, docente di Fondamenti del Diritto europeo nell’Università di Urbino, presidente della Rete Italiana per il Dialogo Euro-Mediterraneo;
  • Elda Guerra, Docente di Storia, Bologna
  • Paolo Inghilesi, medico, dirigente sindacale, Bologna;
  • Raniero La Valle, giornalista, saggista, Roma;
  • Enzo Lucisano, docente di Chirurgia generale nell’Università di Bologna;
  • Marina Marini, docente di Biologia applicata nell’Università di Bologna;
  • Corrado Melega, già direttore di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Maggiore di Bologna;
  • Daniele Menozzi, professore emerito di Storia contemporanea nella Scuola Superiore Normale di Pisa;
  • Francesco Minni, docente di Chirurgia generale nell’Università di Bologna e direttore di Chirurgia generale nel Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna;
  • Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte moderna nell’Università di Siena;
  • Luigi Pepe, docente emerito di Matematica nell’Università di Ferrara;
  • Davide Peretti Poggi, pittore, docente nell’Università “Primo Levi” di Bologna
  • Mauro Pesce, docente di Storia del Cristianesimo nell’Università di Bologna, presidente del Centro italiano di Studi superiori sulle Religioni;
  • Emilio Pisano, dirigente della Chirurgia vascolare dell’Ospedale Maggiore, Bologna
  • Adriano Prosperi, professore emerito di Storia dell’Età della Riforma e della Controriforma nella Scuola Superiore Normale di Pisa, membro dell’Accademia dei Lincei;
  • Paolo Pombeni, professore emerito di Storia dei Sistemi politici europei nell’Università di Bologna, politologo, editorialista;
  • Giovanni Ravenna, avvocato del Foro Bologna;
  • Laura Renzoni Governatori, docente di Diritto nell’Università di Bologna ;
  • Miriam Ridolfi, già assessore al Comune di Bologna, docente di Filosofia e dirigente nel Liceo “Augusto Righi” di Bologna:
  • Claudia Rizzi,  medico internista, Bologna;
  • Gino Rubini, già dirigente sindacale Cgil Emilia Romagna, editor della rivista online “Diario Prevenzione”, Bologna;
  • Maria Sabatino, docente di Lettere antiche e dirigente nel Liceo “Augusto Righi” di Bologna;
  • Stefania Scarponi, docente di Diritto del lavoro nell’Università di Trento
  • Carmelo Sidoti, medico, odontoiatra, Padova;
  • Roberto Tersigni, già direttore delle Chirurgia generale dell’Ospedale S.
  • Camillo di Roma, presidente emerito della Società Italiana di Chirurgia
  • Renzo Tosi, docente di Letteratura greca nell’Università di Bologna;
  • Ildo Tumscitz, medico, psicoterapeuta, Bologna;
  • Maria Luisa Verlato, psicologa e psicoterapeuta, Padova
  • Alessandra Bonoli, docente di Ingegneria delle Materie prime nell’Università di Bologna;
  • Maria Stella Acerno, presidente del Centro per l’Educazione ai Diritti Umani, Genova;
  • Lucia Alberghini, dirigente farmacista nell’AUSL di Bologna;
  • Amedeo Alonzo, direttore della Chirurgia generale dell’ASL di Novara;
  • Franco Amendolagine, bancario, Corato
  • Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Bologna;
  • Antonino Arcoraci, docente di Fisica, Vicenza;
  • Aldo Bacchiocchi, già Sindaco di San Lazzaro di Savena, Bologna
  • Claudia Balzani, assistente sociale nel Comune di Bologna;
  • Alberto Bellini, docente di Conversione dell’energia, Università di Bologna;
  • Giuseppe Basile, dirigente Dipartimento Protezione Civile Sicilia, Palermo;
  • Giuseppe Bartolotta, medico pediatra, S. Stefano di Camastra, Messina;
  • Renza Bertuzzi, docente di Italiano e Storia, Bologna;
  • Sergio Boschi, responsabile della Chirurgia dell’obesità della AUSL di Bologna;
  • Pierre Cailhol, manager informatico, Nizza;
  • Carlo Cacciamani, Dipartimento Protezione Civile, Roma
  • Romano Camassi, ricercatore nell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, Bologna;
  • Sergio Castellari, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Bologna;
  • Lucia Catania, docente di Lettere, Padova;
  • Salvatore Catania, chimico, direttore laboratorio Bromatos, Palermo;
  • Daniela Cavalcoli, docente di Fisica della Materia, Università di Bologna;
  • Marco Cervino, fisico, epidemiologo ambientale nell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima di Bologna
  • Crescenzio D’Ambrosio, docente nel Liceo artistico “Giorgio de Chirico” di Torre Annunziata Napoli;
  • Concetta Rita Di Blanca, dirigente Tim-Telecom, Palermo;
  • Gaetano Di Noto, dirigente Unicredit, Palermo;
  • Maria Cristina Facchini, direttore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Bologna;
  • Massimo Famularo, tecnico specializzato in telecomunicazioni, Camugnano, Pistoia;
  • Davide Ferrari, direttore di Casa dei pensieri, Bologna;
  • Angelo Genovese, docente di Tutela Ambientale nell’Università Federico II di Napoli;
  • Michele Gerbino, geologo, docente, S. Stefano di Camastra, Messina;
  • Alfredo Laudiero, docente di Storia dell’Europa Orientale nell’Istituto Universitario Orientale di Napoli;
  • Flavio Fusi Pecci, direttivo della Società Astronomica Italiana, Bologna;
  • Sandro Fuzzi, associato Senior, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Clima;
  • Antonino Gerbino, avvocato del Foro di Messina;
  • Ilaria Gerbino, ingegnere, dirigente Italconsult, Palermo;
  • Gian Vito Graziano, geologo, docente, già Presidente del Consiglio Nazionale Geologi, Palermo;
  • Angelita Izzo, biologa, Nizza;
  • Aldo L’Abbate, dirigente indotto FIAT, Messina;
  • Alfredo Natoli, geologo, docente, Messina;
  • Dario Amedeo Martino, ingegnere aeronautico, Palermo;
  • Giuseppe Niosi, geologo, docente, Messina;
  • Giovanni Nolasco, avvocato, dirigente Regione Lombardia;
  • Raffaele Palmieri, docente di Filosofia, Bologna;
  • Mauro Pasquini, restauratore di pianoforti, fortepiano e harmonium, Bologna
  • Laura Pastore, tecnica specializzata in telecomunicazioni, Camugnano, Pistoia;
  • Maria Patti, docente di Materie letterarie, S. Stefano di Camastra, Messina;
  • Giuseppe Pirronello, medico, ASP Messina;
  • Domenico Pontillo, geologo, Montagnareale, Messina;
  • Mario Porrello, docente di Fisica, Padova;
  • Tonino Ricciardo, Avvocato del Foro di Messina;
  • Silvana Rossi, export-import manager, pittrice, Bologna;
  • Maria Russo docente di Economia aziendale in Vicenza;
  • Salvatore Scaffidi Muta, architetto, area metropolitana di Messina;
  • Leonardo Setti, ricercatore in “Nuovi modelli di sistemi integrati per la
  • Gestione dell’energia” nell’Università di Bologna;
  • Carmelo Sidoti, medico odontoiatra, Loreggia, Padova;
  • Paolo Terracciano, docente di Lettere, Bologna
  • Margherita Venturi, docente di Chimica generale nell’Università di Bologna;
  • Maria Luisa Verlato, psicologa e psicoterapeuta, Padova;
  • Antonio Volpe, dirigente scolastico e presidente dell’Associazione dirigenti della Scuola del Lazio, Roma;
  • Enrico Zanaroli, dirigente scolastico, Valsamoggia, Bologna