Il cielo, il sole e l’altre stelle

Autore: Vincenzo Balzani

Tutti sanno che la scienza è importante. Spesso si dimentica che la scienza permette anche di apprezzare
in modo più approfondito le bellezze e la complessità del creato. Le cose che tutti ammiriamo, quali ad
esempio un cielo stellato, sono ancora più belle e più stupefacenti se vengono esaminate dal punto di
vista scientifico.
Guardando il cielo di notte, chi ha nozioni di astronomia e cosmologia può capire che una stella che oggi
vediamo in realtà potrebbe non esistere più perché la luce che vediamo potrebbe essere stata emessa da
quella stella milioni di anni fa, prima di estinguersi.
E’ la luce, infatti, che ci dà notizie sull’Universo. La luce essenzialmente è energia ed è un fenomeno fisico
che ha eccezionali proprietà. Esce dalla sorgente che la emette e si propaga, cioè viaggia nello spazio, con
una velocità incredibile, inimmaginabile: 300.000 km al secondo. Non c’è nulla più veloce della luce. Per
fare un confronto, ricordiamo che la velocità di propagazione del suono è di 1000 km/ora.
La luce emessa da una sorgente (ad esempio, il Sole) viaggia finché non incontra qualcosa che la assorbe e
che spesso la “usa”. Le piante verdi assorbono la luce e la usano per il processo di fotosintesi. il nostro
occhio, invece, usa la luce per “vedere”. Nella retina dell’occhio gli stimoli luminosi provenienti
dall’esterno provocano, infatti, reazioni chimiche che generano segnali che il nervo ottico trasmette al
cervello, dove questi segnali vengono elaborati; cosa che ci permette, appunto, di vedere.
La luce si muove in linea retta dalla sorgente che la emette ai nostri occhi. Il corpo celeste luminoso più
vicino alla Terra è la Luna: 380.000 km. La luce della Luna impiega 1,3 sec per arrivare sulla Terra. La
distanza fra i Sole e la Terra è molto più grande: 146,6 milioni di chilometri. Un aereo impiegherebbe 16
anni a compiere questo tragitto, mentre la luce impiega solo 8,5 minuti. Questo significa che quando
guardiamo il Sole, in realtà vediamo dov’era il Sole 8,5 minuti prima.
Le distanze fra i vari oggetti che popolano l’Universo sono così grandi che non conviene misurarle in
chilometri. Antares, una delle stelle più luminose, è lontana dalla Terra 10 milioni di miliardi di km: un
1 seguito da 16 zeri! E’ un numero troppo grande, troppo scomodo da usare. Allora si è deciso di
prendere come unità di misura delle distanze nell’Universo non il chilometro, ma l’anno luce, cioè la

distanza che la luce percorre viaggiando per un anno. L’anno luce equivale a quasi 10 mila miliardi di
km. Espressa in anni luce, la distanza fra la Terra e la stella Antares è di 1000 anni luce. Quindi, per
arrivare da Antares fino a noi la luce impiega mille anni e questo significa che guardando Antares, noi
in realtà vediamo dov’era Antares 1000 anni prima!
Come è grande l’Universo! E si sta espandendo! Di sicuro ci sono stelle così lontane che non abbiamo
ancora visto perché la loro luce, pur così veloce, non ci è ancora arrivata! E altre, che vediamo, ma che
si sono disintegrate da molto tempo.

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Nell’immagine è riprodotta NGC 4414, una tipica galassia spirale nella costellazione della Chioma di Berenice; possiede un diametro di circa 17.000 parsec e dista circa 20 milioni di parsec da noi. Telescopio spaziale HubbleNASA/ESA. (redazione)

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