Cinque anni fa ci lasciava Pietro Pinna

Pietro Pinna mentre arringa i militari all'esterno di una caserma (marcia antimilitarista Milano-Vicenza 1973 - foto Valerio Minnella)

* Pietro Pinna mentre arringa i militari all’esterno di una caserma (marcia antimilitarista Milano-Vicenza 1973 – foto Valerio Minnella)

Dal “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo (riceviamo e pubblichiamo – 13/04/2021).

CINQUE ANNI FA CI LASCIAVA PIETRO PINNA, OBIETTORE DI COSCIENZA, ANIMA DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO CONTRO TUTTE LE GUERRE, GLI ESERCITI E LE ARMI

Cinque anni fa, il 13 aprile 2016, moriva Pietro Pinna – Piero per quanti lo conobbero, gli furono amici e compagni di lotte nonviolente -, iniziatore del movimento dell’obiezione di coscienza alla macchina militare, collaboratore di Aldo Capitini nell’ideazione e prima realizzazione della marcia per la pace Perugia-Assisi e nella creazione del Movimento Nonviolento di cui lungo l’intero secondo Novecento e in questo inizio del XXI secolo e’ stato generoso e inesausto animatore, una delle figure piu’ nitide e piu’ luminose dell’impegno per la pace e la nonviolenza in Italia.
Lo ricordiamo come uno dei nostri maestri piu’ grandi, come uno strenuo e magnanimo educatore dell’umanita’ al vero e al bene.


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Una minima notizia su Pietro Pinna
Pietro Pinna, nato a Finale Ligure il 5 gennaio 1927 e deceduto a Firenze il 13 aprile 2016, e’ stato il primo obiettore di coscienza al servizio militare per motivazioni non confessionali ma specificamente nonviolente, ed e’ una delle figure di riferimento per i movimenti e le iniziative per la pace e una delle personalita’ piu’ illustri della vita civile italiana. Di origine sarda, Pinna viveva a Ferrara quando, alla fine del 1948, fu chiamato alle armi. Diventato fortemente antimilitarista dopo aver vissuto gli orrori della seconda guerra mondiale, e influenzato dal pensiero di Aldo Capitini, decise di rifiutare di prestare il servizio di leva, passando alla storia come il primo obiettore di coscienza d’Italia per motivi politici. Processato per disobbedienza, fu condannato al carcere una prima volta per dieci mesi, e successivamente per altri otto. Al processo venne difeso dall’avvocato Bruno Segre, che diventera’ uno dei piu’ famosi difensori italiani nel campo dell’obiezione di coscienza. Venne infine riformato per “nevrosi cardiaca”. Pinna in seguito divenne uno dei piu’ stretti collaboratori di Capitini, con cui organizzo’ la prima Marcia per la Pace Perugia-Assisi nel 1961 (e dopo la scomparsa del filosofo perugino le tre successive), e con Capitini fu fondatore del Movimento Nonviolento di cui fu anche segretario nazionale dal 1968 al 1976. Ha continuato ad operare nel Movimento Nonviolento per tutta la vita e ad essere direttore responsabile della rivista “Azione nonviolenta”. Infaticabile promotore della nonviolenza, per le sue storiche, luminose azioni dirette nonviolente per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione, pago’ piu’ volte in prima persona con il carcere le sue scelte. Il 17 gennaio 1973, gia’ segretario del Movimento Nonviolento, in seguito ad una affissione contro la celebrazione delle Forze armate il 4 novembre (“Non festa ma lutto”), fu arrestato a Perugia e condannato per direttissima per vilipendio alle Forze armate. In seguito alle manifestazioni avvenute in suo sostegno in diverse citta’, venne liberato quattro settimane dopo su istanza di grazia dell’allora Presidente della Repubblica. Nell’aprile del ’79 fu condannato dalla Corte d’Appello di Trieste ad una pena di otto mesi di reclusione per blocco stradale, pena successivamente condonata. Con Carlo Cassola e Davide Melodia fu animatore della “Lega per il disarmo unilaterale”. Fu tra gli organizzatori della Marcia Catania-Comiso (24 dicembre 1982 – 3 gennaio 1983) per protestare contro l’installazione della base missilistica statunitense, prima azione concreta di lotta nonviolenta contro le installazioni militari in Italia. Nel 2008 e’ stato insignito del Premio Nazionale Nonviolenza. Nel 2012 la Facolta’ di Giurisprudenza dell’Universita’ di Pisa gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienze per la Pace.
Tra le opere di Pietro Pinna, fondamentale e’ “La mia obbiezione di coscienza”, Edizioni del Movimento Nonviolento, Verona 1994; numerosi suoi contributi sono stati pubblicati in vari volumi, oltre ai molti suoi scritti apparsi su “Azione Nonviolenta”. Cfr. anche le interviste riprodotte ne “La nonviolenza e’ in cammino” n. 381 e 472, “La domenica della nonviolenza” n. 21 (ripubblicata anche in “Notizie minime della nonviolenza in cammino” n. 252), “Notizie minime della nonviolenza in cammino” n. 285; tutte disponibili on line.
Opere su Pietro Pinna: pressoche’ tutti i testi che si occupano di pace, obiezione di coscienza e nonviolenza in Italia ricordano la sua figura.
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