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“Basta mostrare una <bella faccia> per potersi dichiarare Greenwashing”?

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di Corrado Seletti, Associazione Perilfuturodellenostrevalli, “Ambiente e Salute sempre in primo piano”

Ieri si è tenuta senza tanti clamori la giornata della Terra, certo è che salvare la Terra dovrebbe essere un obiettivo Comune, sorretto da altrettanti azioni comuni, da svolgere ogni giorno da parte di ogni cittadino:

– evitare gli sprechi e l’inquinamento della risorsa idrica, Acqua che beviamo, ad esempio;

– ridurre gli imballi e l’utilizzo delle plastiche altro esempio;

– garantire la salubrità della risorsa Aria, che respiriamo, esempio ulteriore;

– garantire la tutela del suolo: — cemento + terra + boschi + prati verdi spontanei + fiori spontanei + biodiversità + api + impollinatori + flora e fauna – pesticidi e fitofarmaci;

– il consumo consapevole, il ciò che basta per nutrirci, evitando gli sprechi;

– azioni giornaliere, se ci pensiamo, anche utili alla riduzione drastica di produzione di rifiuti, che in gran parte vengono riciclati, ma ciò non  giustifica lo spreco.

Via di questo passo, azioni comuni che: moltiplicate X gli abitanti del mondo evoluto, X 365 giorni l’anno, X sempre nel corso della vita, risolverebbero il problema alla radice.

Ovvietà, qualcuno obietterà? No, è la legge dei grandi numeri, quella utilizzata dalle multinazionali e dalle catene commerciali per creare profitto a danno della sostenibilità!

PER questa ragione siamo contro ogni forma di Greenwashing:

– “Pratica messa in campo da molte Aziende e produttori ( anche enti e istituzioni) di beni e servizi per veicolare il messaggio che le proprie azioni sono improntate alla tutela della sostenibilità ambientale, tali da indurre i consumatori ad acquistare i propri prodotti o servizi facendo credere che tali sono sostenibili per l’ambiente”;

– “spesso evitando ad esempio di menzionare l’impatto negativo sull’ambiente circostante del proprio ciclo produttivo aziendale nel suo complesso”;

– “senza mai porsi cioè nella logica di riconversione ai fini Ambientali dell’attività d’impresa”;

– “necessiterebbero al riguardo maggiori verifiche e controlli da parte degli Enti preposti, utili a:

* Smascherare le contraffazioni e/o le autocertificazioni fallaci;

* Tutelare i consumatori;

* Certificare la provenienza della materia prima utilizzata;

* Verificare che i diritti sindacali fondamentali di chi lavora all’interno di ogni tipologia di filiera produttiva siano rispettati”.

Occorre perciò (sarebbe opportuno) fare emergere l’evitamento classico, quello per il quale in gergo si dice: 

“Basta mostrare una “bella faccia” per potersi dichiarare Greenwashing”.

“Resta sempre ancora molto da fare”

Un caro e cordiale saluto

Corrado Seletti 

Associazione Perilfuturodellenostrevalli 

“Ambiente e Salute sempre in primo piano”

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