La Bestia, la ricompensa e l’Apocalisse dell’Occidente

Particolare da: Happiness di Steve Cutts

Una persona cammina per strada, svagata. Poi, innescato da chissà cosa, compare nella sua mente un gelato al cioccolato. Potrebbe scivolare via come tanti altri contenuti mentali, invece no, ne irretisce altri, il sapore amaro e freddo, la consistenza cremosa, il cono di cialda tra le mani, la lingua che raccoglie lembi di aromatico gusto, e infine si compone nella mente la rappresentazione vivida del piacere che procurerebbe mangiare davvero un gelato. Si mobilitano motivazioni all’azione, si cerca una gelateria. Ecco, nel linguaggio comune diciamo che la persona “ha voglia” di un gelato. Se al posto dell’immagine del cono ci fosse una bevanda alcolica, e il soggetto fosse un etilista, la rappresentazione del piacere sarebbe assai più viva, venata quasi di sofferenza, e la voglia diventerebbe brama, o, tecnicamente all’inglese, craving

In tutte le sue gradazioni di intensità il sistema della ricompensa e i suoi effetti sul comportamento riguardano ogni essere umano, e questo ci accomuna anche al più vasto regno animale. Nulla di strano, si potrebbe obiettare, sennonché da circa un secolo pubblicitari e studi di marketing hanno iniziato a lavorare sodo per far passare attraverso il sistema della ricompensa ogni loro campagna, titillando in modi sempre più raffinati l’umana sensibilità e spingendola verso schemi di azione sempre più brevi e immediati. 

Basta osservare con attenzione un qualunque spot televisivo per accorgersi che in esso sono incapsulati interi trattati su questo basilare schema umano, che ne riproducono e stimolano le movenze con immagini e richiami costruiti a tavolino. Con un paragone azzardato, potremmo dire che i messaggi di questo genere sono simili agli interferenti endocrini, sostanze presenti nell’ambiente che alterano la normale funzionalità ormonale dell’apparato endocrino, una forma di inquinamento particolarmente subdola. Potremmo definirli interferenti motivazionali. Decenni di esposizione a questo inquinamento che effetto possono avere avuto? 

Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della Bestia o il numero del suo nome.

(Apocalisse di S. Giovanni)

La Bestia del 21° secolo è… la “voglia”, l’ipertrofia del sistema della ricompensa. Schiere di persone incardinate sulla “voglia”, poco propense, o addirittura incapaci di procrastinare la gratificazione. Una umanità regredita all’infanzia, se non addirittura al roditore, una umanità che da un secolo viene iperstimolata in almeno due sistemi motivazionali: la ricompensa e la paura. Sulla prima puntano soprattutto le forze del marketing, sulla seconda prosperano carriere politiche, non solo di dittatori. Ma della paura parlerò altrove. 

In un secolo l’inquinamento da interferenti motivazionali è diventato sempre più schiacciante, e l’avvento dello smartphone ne ha moltiplicato parossisticamente i canali. Una ingente mole di ricerche sull’uso e l’abuso dello smartphone sembra convergere su una serie di problematiche a esso connesse. Ne ho raccolto una video-sintesi qui.

C’è da aver paura: una epidemia di individui, soprattutto giovani e giovanissimi, bloccati in una inerzia che impedisce loro di completare gli studi, di curare la salute, di fare esercizio fisico, spesso anche di attivarsi per cercare e mantenere un posto di lavoro. Non appaia eccessivo affermare che il dilagare dello smartphone, come vettore del più vasto inquinamento da interferenti motivazionali, si stia portando via una generazione. Per essere più precisi: si sta portando via la porzione più vulnerabile di una generazione, mentre altri si salveranno protetti da varie condizioni di resilienza. 

Che scenario si profila dunque sul piano sociale? Una massa di roditori ancorati alla ricompensa piccola e immediata, consumatori anestetizzati, con al vertice una élite di turbo-cervelli con studi e master di alto livello, immuni dall’inquinamento che la loro stessa classe ha immesso nella società. 

Sono probabilmente molti gli indicatori che confermano che questa è la direzione in cui ci stiamo muovendo, ma soprattutto uno svetta sugli altri proprio perché riguarda le nuove generazioni: il piano che da almeno vent’anni sta cercando di trasformare surrettiziamente la scuola della Costituzione, che forma cittadini e rimuove ostacoli, in una fabbrica di robot con il cervello da roditore e privi di spirito critico, da inserire nelle linee di produzione. L’Apocalisse dell’Occidente.

L’immagine dell’articolo è un particolare tratto dal film Happiness di Steve Cutts

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