IN RICORDO DI GIOVANNI FALCONE

di MICHELE DEL GAUDIO


Torre Annunziata, 23 maggio ’92… Sono sgomento… anche la
strada è squarciata. Piango… come quando morì mia nonna! È
un amico sincero, anzi ha un atteggiamento protettivo nei miei
confronti, perché sono giovane, un “giudice ragazzino”, e a
volte con gli occhi esitanti. Quando ci salutiamo mi stringe
forte al petto… per rassicurarmi… Lo fa anche nel marzo scorso,
a Roma, alla fine di una riunione del Movimento per la
Giustizia… Lo accompagno alla macchina… per godere della sua
compagnia… mi ferma una ventina di metri prima, non so
perché… mi abbraccia con delicatezza … mi emoziono… se ne
accorge sorridendo… È primavera, ha la giacca sul braccio e la
cravatta slargata… lo guardo mentre si allontana e finché
l’Alfetta non svanisce nel fiume del traffico…

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