AFGANISTAN 2

                   

dal  blog voglio capire  di GIANCARLA CODRIGNANI

Gli Stati Uniti si confermano deliberatamente in caduta libera. La ritirata fu decisa da Trump con gli “accordi di Doha”, quando era al governo il Presidente Ghali, senza emissari dei talebani. Speriamo ci fossero clausole segrete: per ora Biden ripete che il ritiro è stato una scelta per non svenare il suo paese. 

Una conseguenza lascia storditi: i paesi islamici dell’area, anche quelli che non si schierano diventano tutti amici dei talebani I fondamentalisti si sono dimostrati quelli che vincono e anche l’Iran fa conto di non essere sciita. Il super ricco Qatar, piccolo com’è, è il paese cerniera….

All’origine di tutto l’occupazione sovietica. E poi la “ritirata”: non ebbe gli stessi effetti che ha oggi per il popolo statunitense quella degli Usa (che non è ancora ben chiara): quella dell’Urss nel 1989, fu disastrosa per i sovietici e per i partiti comunisti. Ma è quella vittoria degli afgani sul “paese di Satana” che iniziò la rivendicazione “talebana” e, dopo, anche al miliardario Osama bin Laden vennero strane idee di investimenti, rese barbaramente concrete l’11 settembre. Oggi occorre distinguere Al Qaida da Isis e Isis K (Isis Korasan) l’ultima e la più fanatica. Tutte formazioni venute alla ribalta dopo l’89.

Il vero talebano è stato Trump che siglò gli “Accordi di Doha” (febbraio 2020) con i Talebani cui diede riconoscimento ufficiale, impegnando Biden ad affidarsi al governo Ghani, sperando di avergli dato armi sufficienti per difendersi e destinate a finire in mano islamista. Nuovi incontri di Trump a Doha per rivedere regole andarono in nulla per attentati che li bloccavano. Corresponsabile resta  la massa. populista che ha invaso Capitol Hill americano, spettacolo che non si doveva vedere.

Gli afgani come i pakistani, sono pashtun per il 45 % , distinti in 60 tribù e 500 clan; minoranze sono gli Azhara, i Tagichi, gli Uzbeki, i Beluci. Ci saranno dei “resistenti”? il figlio del mullah Omar almeno dovrebbe esserlo. Interessante, ma attenzione alla guerra civile delle fazioni.

L’impostazione laica del Corano, ormai presente nelle città grandi, è tragica, per due ragioni: intanto l’islam è teocratico, la religione è anche politica, va applicata e chiunque si senta investito dalla volontà di Dio (mentre è solo la “sua” interpretazione) può diventare imam. In secondo luogo l’Islam non ha un centro teologico in cui stabilire la verità: il massimo luogo teologico è l’università di al-Azhar al Cairo, privo del sigillo religioso che ha la moschea de La Mecca. Per fortuna i cattolici hanno un Vaticano centrale.

Evidente l’esigenza di un esercito europeo: forse la richiesta di un coordinamento interforze sarà l’unica cosa buona che uscirà da questi giorni. Se ci si riuscisse di avere una politica della difesa comune, di necessità si dovrà avere comune la politica estera, che è quel che conta.

La partecipazione italiana è stata davvero, si dice, preparata e generosa: pochi gli interventi armati, tanti quelli orientati a costruire ospedali, scuole e uffici, con buon impatto con la gente. In vent’anni hanno partecipato più o meno 50.000 uomini e donne, con 54 morti e oltre 200 feriti.

Chi ha visto il soldato talebano, vestito con le divise e le armi americane che si fa un selfie, si rende conto che non sono più gli stessi di vent’anni fa: le tecnologie hanno una loro ideologia e non si sa quanto a lungo durerà il divieto di fare musica e vedere film. Anche impiegare la sharia non sarà così tranquillo.

FMI e BM (fondo monetario e banca mondiale) hanno sospeso i servizi. E i talebani chiudono i prelievi dai conti privati degli afgani.

C’E’ DA RIFLETTERE:

La cultura è plurale. Nella globalizzazione, fin qui non “culturale”, emergono dagli abissi le differenze: le crociate per salvare il sepolcro di Cristo debbono essere state così disumane che gli occidentali sono chiamati ancora “crociati”. Le storie sacre ci dicono che ancor prima abbiamo sacrificato Ifigenia e la figlia del sacerdote Iefte ad un potere coperto dalla religione. Da una famiglia pakistana che viveva da anni in Emilia Saman è stata condannata e uccisa perché se una ragazza si ostina a volere la libertà come un’italiana, non deve vivere. Anche le  viscere di una madre diventano talebane.

Dunque i talebani sono dei banditi, degli assassini, dei devianti, ma credono giusto quello che fanno. Ma sull’universalità dei diritti umani chi ne gode fa poca politica (nemmeno la nostra  educazione è davvero “buona”) e facciamo troppe guerre, senza capire da quelle già combettute. Nella seconda guerra mondiali gli americani vennero a salvare l’Europa. Né noi né loro cerchiamo la prevenzione e miglioriamo soprattutto la qualità delle armi.

Le fughe sono giuste soprattutto se si è collaborato con l’Occidente. Molti, che vivevano in una delle città grandi, sono rimasti: la maggioranza è “dentro”. Non debbono essere lasciati soli: gli uffici internazionali, i governi, i contatti con le organizzazioni non governative che ci lavoravano debbono mantenere presenza e controllo. Perché gli afgani  debbono poter andare a scuola e lavorare anche se, soprattutto se  donne. E seguire il coraggio dove si manifesta: le donne sono le più pronte: se gli si dà un filo di solidarietà tessono, come ha mostrato in questi anni la loro associazione femminista Rawa.

La libertà. In concreto la prima libertà è quella di espressione del pensiero. E di opinione, di stampa e di media. Dobbiamo correggere il nostro spirito talebano prima che sia troppo tardi. Non tutti conoscevano Durigon: non doveva neppure entrare al governo. Negli Usa torna il pensiero puritano ed è stata denunciata per sfruttamento della pornografia infantile la copertina riedita di un vecchio disco dei Nevermind in cui un neonato emerge dall’acqua attirato da un dollaro attaccato a un amo, ma gli si vede il pisellino. Sempre più giornalisti vengono denunciati e politici come Salvini li vorrebbero zittire.

Esiste potenzialmente un'”internazionale islamista. Divise tra loro, con interessi ben dentro il sistema occidentale, ma resta, se non l’avversione ideologica, la resistenza contro la democrazia. I paesi, come la Tunisia, che hanno ormai una storia democratica, vedono rispuntare i Fratelli mussulmani a condizionare il governo. Appunto inTunisia il Presidente ha preso provvedimenti drastici.

Sono trascorsi trent’anni dal golpe di agosto contro Gorbaciov, la cui perestroika avrebbe tradito il socialismo, mentre “il partito” voleva stare tranquillo al Cremlino, padrone del potere. Che comunque franava, e non per il bene del popolo. L’Europa si adeguò perché, contro il proprio bene, non volle capire. Infatti si adeguava al presidente Bush a cui stava bene la “guerra fredda”. Sempre “America first”. Ingenuo l’umanista Gorbaciov? o sordi al futuro di pace soprattutto gli europei?

E’ stata una vera gioia ascoltare Draghi proporre il difficile G 20 sull’Afganistan sostenendo “il secolo europeo può cominciare“! Si sentono tutti così, europei? Lo vediamo il Pd fare campagna  della nostra cittadinanza europea mentre va (a rischio) alle amministrative delle grandi città? Qualcuno, bontà sua, parla di accoglienza dei profughi….

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