“RESURREZIONE”

                               

Francesco Domenico Capizzi*

È ora di mettere un punto ai no-vax” dichiara perentorio l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, in una intervista al Messaggero del 31 agosto, e aggiunge: “La Regione sta studiando il modo per contestare ai no-vax le spese per le cure mediche. Lo faremo: queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio le libertà altrui devono assumersi la responsabilità delle proprie scelte e azioni fino in fondoun’idea a cui stiamo lavorando…ci sono modelli a cui faremo riferimento,  quelli della Lombardia, dove un tempo veniva spedito a casa del paziente, prima ricoverato e poi dimesso, una sorta di memorandum su quanto fosse costata la sua degenza all’ente regionale”.

Blair, in qualità di primo ministro britannico, la medesima minaccia l’aveva rivolta agli obesi, i quali, necessariamente, devono ricorrere a iter diagnostici e terapeutici  ad elevata complessità di vario tipo, molto più dei normopeso. Poi l’ipotesi di una rivalsa economica si inabissò nel mare della politica post-tacheriana, come è da pensare che accadrà oggi con il similare orientamento punitivo rivolto ai no-vax. 

Che dire? Sembra rigenerarsi lo spirito dantesco del “ ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa” (XXIX, Inferno), espressione meglio conosciuta in Italia nella traduzione di “chi è causa del suo mal, pianga se stesso“ e in Gran Bretagna come “as you make your bed, so you must lay on it”. E’ come dire che ognuno è il solo responsabile delle proprie azioni. Sensato! Se le condizioni attuali hanno origine e dipendono davvero dal solo individuo designato in qualche modo a sanare la sua colpa. Un insieme di ammonimenti e devianze legate all’individuo, lombrosianamente derivate dalla sua natura, che riguardano soltanto “lei-lui” e non anche altri, ad esempio le fondamenta dell’organizzazione sociale. 

Lev Tolstoj, in un’ardua iperbole, conclude il suo Resurrezione (Oscar Mondadori, 1991, pag. 580) con la convinzione che “…l’unico mezzo di salvezza dal male spaventoso di cui soffrono gli uomini consiste nel riconoscersi tutti sempre colpevoli di fronte a Dio e quindi non capaci di punire o correggere altri uomini.”. Noi oggi potremmo traslare le parole che sostanziano il pensiero del grande russo in disagio-malattia…Costituzione-Leggi-Società…Alla concezione individualistica delle vicende umane viene così opposta la responsabilità collettiva, di stampo tolstojano e husserliano-fenomenologico, evitando il rischio finale  di rendere colpevole e debitore colui che, seguendo difformità comportamentali in stili di vita e percorsi diagnostico-terapeutici stabiliti, finisce paradossalmente con l’autoinfliggersi sofferenze e malattie, con possibili riverberi su altre persone, i cui costi, non soltanto economici, ricadranno sulla comunità nel suo insieme e sulle Istituzioni sanitarie in primo luogo. 

E’ vero che nel Lazio sono 250.152 i residenti tra i 50 e i 79 anni che ancora si astengono dal prenotare la vaccinazione, che nell’intero Paese 3,5 milioni di ultra cinquantenni non risultano vaccinati e che l’evolversi della situazione socio-sanitaria potrebbe esigere nuove chiusure e confinamenti, ma bisogna considerare che le condizioni che conducono alle posizioni dei no-vax sono assimilabili, sul piano culturale e socio-sanitario, alle condizioni che producono e mantengono l’obesità, l’alcoolismo, il tabagismo, le tossicodipendenze, gli incidenti sul lavoro e stradali e le conseguenze di inondazioni, frane, incendi, dissesti ambientali, ecc. Certamente esistono responsabilità personali, ma siamo sicuri che non siano condivisibili, e in alcuni casi non discendano, da lascività di scuole, politiche e Istituzioni locali, regionali e nazionali, Ricerca finalizzata al profitto, Servizi sanitari e corpus medicus orientati soltanto a diagnosticare e curare, famiglie distratte, modi impropri di produrre e consumare, di corpi intermedi distratti, mass-media, associazionismi, ecc.?

E’ immaginabile che ogni “deviante” no-vax, tabagista, alcoolista, ecc. debba pagarsi in proprio le spese sanitarie? E quale collocazione verrebbe ad assumere il nostro Servizio sanitario con carattere fondante gratuito e universalistico?

E’ quanto mai urgente, semmai, che Politica e Istituzioni assumano la responsabilità di rendere davvero stringente il passaporto verde e varare una legge che renda, fatte salve le controindicazioni stabilite dal medico, obbligatorio il vaccino per chiunque mantenga una vita di relazione. Il comma 2 dell’articolo 32 della Costituzione lo permette e i dati statistici lo sostengono. Basterà citarne uno su tutti: il tasso di deceduti nei non vaccinati infettati dal Covid rasenta ormai il 99% della mortalità (ISTAT, agosto 2021).

  • già docente di Chirurgia generale nell’Università di Bologna e direttore delle Chirurgie generali degli Ospedali “Bellaria” e “Maggiore” di Bologna 

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