INSUFFICIENZA DELL’IMPEGNO IN PENSIERI E A PAROLE

di Manfredi Lanza*

Il nostro, come ogni altro tempo storico, è gremito di problemi e preoccupazioni di vario ordine. Di piccoli problemi e preoccupazioni personali, regionali, nazionali. Di grandi problemi che varcano i confini e si estendono al mondo intero e all’intera umanità. Soprattutto i secondi, a causa del processo di globalizzazione, si sono fatti più presenti e pressanti tra ventesimo e ventunesimo secolo.

Certo, noi italiani dobbiamo vedercela con le annose e croniche deficienze dei nostri sistemi politici e burocratici. Da sempre, siamo angariati da una serie di meschine disfunzioni organizzative. Ma non è il caso di affogare nel mare e caos dei gretti e volgari tira e molla tra partiti, di appassionarci agli scambi di invettive tra personaggi di modesta levatura che costantemente si prendono a pesci in faccia nei mass media.

Vogliamo continuare a divertirci o roderci il fegato, a seconda dei temperamenti, constatando la compromissione delle nostre Destre parlamentari con movimenti neofascisti e neonazisti sempre meno clandestini, la litigiosità ed impotenza delle nostre Sinistre imbevute di astratta ideologia, la necessità ricorrente di far appello ad autorevoli manovratori estranei al gioco dei partiti nelle emergenze per palliare all’inadeguatezza del nostro sistema democratico? 

Ci sono questioni più generali ed internazionali che prevalgono, o dovrebbero prevalere; che meriterebbero dedicassimo loro il meglio della nostra attenzione e di un’attenzione non meramente passiva: la demografia in esponenziale crescita in un mondo dalle risorse limitate, la fame nel mondo, i divari abissali di civiltà, istruzione, tecnologia, l’iniquità dovuta ad una distribuzione del tutto ineguale dei bisogni e delle ricchezze nell’umanità sia in senso geografico che in senso sociale, la povertà e miseria dilagante in ampie regioni accompagnate da mala sanità e mortalità precoce.

Mi si consenta di soffermarmi su due puntuali emergenze di particolare attualità nel quadro internazionale.

Possiamo rimanercene in poltrona a constatare come delle ragazzine, in molti casi meno che ventenni, si sforzino con ogni lecito mezzo a loro disposizione di costringere schiere nutrite di politici e funzionari strapagati e inadempienti ad occuparsi seriamente di minacce che gravano sul pianeta a seguito di orientamenti errati e spregiudicati ostentatamente seguiti dalle generazioni dei loro predecessori?

Possiamo accontentarci di prendere nota passivamente della vera e propria persecuzione di cui sono oggetto e vittime, nell’Occidente sedicente democratico, giornalisti che hanno sacrificato le loro carriere ad un’informazione del pubblico che travalichi i limiti imposti dalle segretezze di Stato, rivelando retroscena impressionanti dell’azione dei governi?

Aspettiamo forse che siano gli angeli cherubini a proteggere Greta Thunberg e a rendere efficaci le sue iniziative di propaganda, spezzando le reni ai tanti, tantissimi difensori ad ogni costo di interessi avversi, ostinati fautori dell’immobilismo, diffidenti e nulla facenti per lunga abitudine o vocazione?

Aspettiamo altresì che i medesimi scendano dal cielo con le loro spade di fuoco a fare schermo ad Assange contro la prepotenza dei servizi del Gigante americano? 

A chi solo menziona questi temi o ne dibatte in assoluta e privata tranquillità andrebbe obiettato che il predicare bene in pectore non è gran che e diviene indecente su argomenti come questi. A Greta va offerta fattiva collaborazione. Ad Assange occorrerebbe assicurare o far assicurare concreta protezione. Se non lo possono fare validamente gli individui in quanto tali, qualcosa potrebbe invece tentare un’organizzazione o un’associazione, basata sulla passione del dialogo, dello scambio, dell’aggregazione, piuttosto sfrenata nel nostro paese e spesso senza utile frutto.

Uno sforzo collettivo per fare effettivamente, massicciamente, fronte a simili problemi di primaria ed urgente rilevanza consentirebbe semmai di superare il mero coinvolgimento intellettuale, virtuale e, in definitiva, immaginario del singolo in siffatte questioni di portata mondiale.

  • Già funzionario del Parlamento europeo
  • L’immagine. Migliaia di ragazze e ragazzi in manifestazione contro il Global Warming . Berlino 24 settembre 2021.

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