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Cattocomunista

Guido Miglioli: il mito, l’ideologia e la storia
di Daniele Menozzi

La possibilità per i credenti di una contemporanea adesione a comunismo e cattolicesimo – che già aveva animato discussioni politico-culturali nel corso della prima metà del Novecento – ha acquisito particolare rilievo nella stagione postconciliare. Nel dibattito pesavano le censure romane. Nell’enciclica Divini redemptoris del 1937, Pio XI era giunto a proclamare il comunismo «intrinsecamente perverso». Non scioglieva il nodo la decisione della maggioranza dei padri al Vaticano II d’evitare un formale ribadimento della condanna. Ma tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta un evento imprevisto – il crollo del sistema sovietico – finiva per togliere attualità alla questione.

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