CADE IL MURO DI BERLINO. MA ALTRI MURI E RETICOLATI

(Beppe Manni Gazzetta di Modena 17.11.21)    

IL 20 Novembre 1961, veniva costruito il muro di Berlino. 155 Km di cemento per dividere Berlino Ovest da Berlino Est. 28 anni dopo il 9 novembre  del ‘98 viene abbattuto: la Germania è di nuovo unita mezzo secolo dopo la fine della guerra. Questa nazione ha saputo fare un esame di coscienza sulla sua responsabilità, ricucire gli strappi e curare le ferite. Operazione che l’Italia non ha voluto fare e i ‘muri’ costruiti nel XX secolo dopo due guerre mondiali, sono ancora alzati e sanguinanti. La Costituzione, espressioni delle diverse forze politiche, dettò i fondamenti di una democrazia pacificatrice. Ma ancora oggi esistono ‘cortine di carne’: muri invisibili e incomunicabili tra partiti e ideologie; tra cattolici e laici; tra destre e sinistre; tra fascisti e democratici ecc, che ci impediscono di collaborare insieme per il bene dei cittadini tra ‘Quelli che un muro ed una fossa serra’ direbbe Dante. Muri, muraglie, reticolati, barriere; ma anche muretti vicini a noi e tra noi: siepi, recinzioni, porte blindate, videocamere, per difendersi ed escludere. Sono l’espressione della paura e del sospetto. Nell’autunno del 1989 i berlinesi delle ‘due città’ in una giornata di festa, abbatterono il muro con picconi e martelli. Mi vengono in mente altri episodi simbolo di liberazione. Nel 1947 i ragazzi di don Zeno abbatterono i reticolati del Campo di Concentramento di Fossoli per occupare le baracche e fondare Nomadelfia, la città della fratellanza. Nel 1978 Basaglia insieme ai suoi ‘matti’ demolirono i muri dei manicomi e liberarono gli internati. Per non dimenticare le migliaia di scarriolanti che dalla fine dell’800 demolirono le mura della città di Modena per aprire la città ai nuovi arrivati che venivano ad abitare le nostre periferie. Abbattere i muri e colmare i fossati, costruire ponti e strade, togliere i balzelli delle dogane, voleva dire superare la paura di un nemico alle porte, dialogare con l’altro, con i contadini delle campagne prima, con i meridionali e i montanari poi e oggi con gli immigrati. Gi stranieri, i ‘barbari’ moderni. Non bisogna essere degli storici per sapere che le invasioni, la mescolanza di popoli, la contaminazione delle culture, anche se creavano resistenze e lotte hanno prodotto fusioni ricche di frutti. Un esempio per tutti: la nostra ricca civiltà occidentale è il frutto della mescolanza della cultura latina, germanica, araba e cristiana. Purtroppo ancora si mantengono e si costruiscono muri e reticolati. Non solo la Grande Muraglia Cinese contro i Mongoli, ma tra stati e stati, contro gli immigrati per difendere la propria identità. Oggi esistono sulla terra 40 mila Km di muri, pari alla sua circonferenza. Apriamo porte, costruiamo ponti, ferrovie e ciclabili, non muri e autostrade. 

la foto è di Gino Rubini, Porta Brandeburgo 9 novembre 2018

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