IL PORTALE DELL’ABBAZIA DI NONANTOLA: UN LIBRO DI PIETRA. IL RACCONTO DEI MAGI

Beppe Manni Gazzetta di Modena

E’ appena stato pubblicato a cura di ArcheoNonantola il libro della prof. Gabriella Malagoli: “Le Pietre raccontano, il portale dell’abbazia di Nonantola fra il divino e il fantastico”: si trova presso il Museo Benedettino. Il Portale rappresenta insieme alle pergamene e ai codici conservati nel Museo, la memoria storica del monastero che ebbe grande importanza nel Medio Evo. Le sculture all’entrata dell’Abazia insieme alle tre absidi e alcuni capitelli della cripta, contemporanei alle opere di Wiligelmo nel Duomo di Modena (XI secolo), sono le uniche parti autentiche rimaste della costruzione degli anni 1000. Il Portale nella parte sinistra racconta la storia della nascita dell’Abazia: la donazione ad Anselmo delle terre paludose di Nonantola (centuria romana), l’incontro con il papa, la morte e la sepoltura del fondatore. Nello stipite destro troviamo il racconto della nascita e infanzia di Gesù.

Le pietre ‘raccontano’, dice l’autrice del libro. Gli affreschi e i bassorilievi che incontriamo nelle cattedrali sono la ‘Biblia pauperum, un catechismo, un libro per i ‘poveri’ che non sapevano leggere. Ma anche una rappresentazione dei fatti biblici, ricchi di simboli e insegnamenti per tutti. E’ necessario possedere il codice per comprenderli. 

Proviamo a leggere e interpretare la settima formella che rappresenta l’adorazione dei Magi. Maria ha in braccio Gesù: l’aureola e il trono dove è seduta Maria, significano che Gesù benedicente è il Dio-salvatore. Maria vestita di panneggi reali è ormai venerata dal popolo cristiano come madre di Dio. I Magi non sono re ma sapienti. Vengono dall’oriente guidati dalla stella (in alto nell’incrocio dei due archi). La buona novella di Gesù è annunciata ai pastori e agli stranieri. Ma la formella ci dice altro. I copricapo dei tre sapienti e i loro calzari sono di foggia orientale. I doni che portano prima di altri significati allegorici, sono le merci preziose, ori e spezie, che passando per Costantinopoli arrivavano in Italia e a Nonantola. Il monastero nell’anno mille era infatti nel pieno del suo splendore: quasi mille monaci, uno scriptorium, una ricca biblioteca con pergamene e codici ‘tesori’ conservati nel Museo. Un crocevia tra nord Europa, Bisanzio, Roma, Modena e Venezia. Centro agricolo di grandi riforme agrarie: in quegli anni (1058) l’abate Gottescalco inventò la Partecipanza con la distribuzione delle terre ai contadini. Qui si fusero insieme la cultura longobarda, franca e latina. Come testimoniano l’evangelario Matildico, le pergamene di Carlo Magno, pezze di antichi tessuti e il reliquiario di un presunto pezzo della Santa Croce che viene da Costantinopoli, e alcuni capitelli della cripta di ispirazione bizantina.

Questo e altro ci racconta il portale dell’Abazia di Nonantola. 

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