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Ius scholae: una speranza, un diritto per tanti

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Hajar Drissi

Attivista
ActionAid Italia

Sono Hajar Drissi, ho 24 anni e da 5 sono un’attivista di ActionAid. Oggi voglio raccontarti di una campagna fondamentale per la mia vita e quella di più di un milione di giovani e bambini nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri: quella per la riforma della legge sulla cittadinanza, che il 24 giugno grazie ad ActionAid ha incontrato il presidente Mattarella. Non avere la cittadinanza nel proprio Paese significa essere discriminati.
Ne so qualcosa. È una discriminazione che inizia da bambina quando devi saltare giorni di scuola per andare in questura a rinnovare il permesso di soggiorno, e continua quando devi rinunciare a opportunità di studio, formazione o di lavoro. Sempre accompagnata dalla sensazione di non essere riconosciuta dal tuo stesso Paese, come quando ai tuoi coetanei arriva la tessera elettorale e a te no. Finalmente c’è una nuova proposta di legge, lo Ius Scholae, che permetterebbe di acquisire la cittadinanza a bambini e giovani che hanno concluso almeno cinque anni di scuola in Italia. Ma la riforma è ancora osteggiata da molti. Per questo abbiamo lanciato la campagna #italiaDIMMIdiSì, per chiedere alla politica di dare risposta agli 877.000 minori iscritti alle scuole italiane e ai giovani maggiorenni nati e cresciuti in Italia ancora senza cittadinanza. #ItaliaDIMMIdiSì ha deciso di scrivere un finale romantico alla storia d’amore tra noi giovani cresciuti in Italia e il Paese che sentiamo nostro: chiederemo ai parlamentari di presentarsi all’altare per sentirci dire finalmente un “sì” a un diritto che ci permetterebbe di amare e vivere questo Paese liberamente.
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