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Contro il cancro: contrasto a tabacco e alcool

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Risoluzione del parlamento europeo

Lotta al cancro. Alcol e tabacco vanno contrastati. Sì alle medicine complementari se approvate dalle autorità pubbliche. E poi diritto all’oblio e prezzi farmaci più trasparenti. La risoluzione del Parlamento Europeo

Poiché oltre il 40 % di tutti i tumori è prevenibile mediante azioni coordinate “in relazione ai determinanti della salute di carattere comportamentale, biologico, ambientale, professionale, socioeconomico e commerciale”, i deputati chiedono misure di prevenzione efficaci a livello nazionale ed europeo. Le misure raccomandate includono il finanziamento di programmi che incoraggiano le persone a smettere di fumare. Nel testo si evidenzia anche che il consumo nocivo di alcol è un fattore di rischio per molti carcinomi differenti. LA RISOLUZIONE

Il Parlamento europeo, lo scorso 16 febbraio, ha adottato le sue raccomandazioni finali per una strategia globale e coordinata dell’UE nella lotta contro il cancro. La relazione della commissione speciale del Parlamento sulla lotta contro il cancro (Beca) è stata approvata con 652 voti favorevoli, 15 contrari e 27 astensioni.
 
Poiché oltre il 40 % di tutti i tumori è prevenibile mediante azioni coordinate “in relazione ai determinanti della salute di carattere comportamentale, biologico, ambientale, professionale, socioeconomico e commerciale”, i deputati chiedono misure di prevenzione efficaci a livello nazionale ed europeo, fondate su competenze scientifiche indipendenti. Le misure raccomandate includono il finanziamento di programmi che incoraggiano le persone a smettere di fumare. Nel testo si evidenzia anche che il consumo nocivo di alcol è un fattore di rischio per molti carcinomi differenti, e si chiede di inserire nell’etichettatura delle bevande alcoliche informazioni su un consumo moderato e responsabile di alcol.
 
Il testo approvato ha subito alcune modiche in tema di alcol. Le prime bozze della risoluzione prevedevano la possibilità di inserire i rischi legati al cancro anche nelle etichette, cosa che ha sollevato diverse polemiche soprattutto da parte di Italia e Francia, tra i maggiori produttori ed esportatori di vini.  Inoltre, si prevedeva anche il divieto per i produttori di alcolici di sponsorizzare eventi e società sportive, ma anche in questo caso una serie di emendamenti ha ridotto il divieto ai soli eventi dedicati ai minori.

Il Parlamento chiede poi l’adozione di sistemi europei di etichettatura obbligatori sulla parte anteriore delle confezioni dei prodotti alimentari e la fissazione di valori limite di esposizione professionale per almeno 25 altre sostanze.
 
Quanto al fumo, si prevede di estenderne il divieto anche ai prodotti emergenti, quali le sigarette elettroniche e i prodotti del tabacco riscaldato limitandolo agli spazi esterni. Si invita la Commissione a dare seguito alle valutazioni scientifiche dei fattori di rischio per la salute riconducibili alle sigarette elettroniche, ai prodotti del tabacco riscaldato e a nuovi prodotti del tabacco, compresa la valutazione dei rischi legati all’utilizzo di tali prodotti rispetto ad altri prodotti del tabacco, e a “elaborare un elenco di sostanze contenute e rilasciate da tali prodotti a livello europeo”. Nella risoluzione si ritiene che le sigarette elettroniche “potrebbero aiutare taluni fumatori a smettere gradualmente di fumare; è al contempo dell’avviso che le sigarette elettroniche non dovrebbero essere attraenti per i minori e i non fumatori; invita pertanto la Commissione a valutare, nel quadro della direttiva sui prodotti del tabacco, quali aromi delle sigarette elettroniche esercitano un fascino particolare sui minori e i non fumatori e a proporre un divieto per tali aromi, nonché su tutti gli aromi caratteristici dei prodotti del tabacco riscaldato e dei nuovi prodotti del tabacco”.
 
I deputati sono preoccupati per il fatto che i pazienti debbano ancora affrontare difficoltà quando cercano di accedere ai servizi sanitari e partecipare a sperimentazioni cliniche in altri Paesi dell’UE. Chiedono pertanto la revisione del quadro legislativo UE per consentire la mobilità e l’accesso ad attrezzature e cure altamente specializzate. Dovrebbe esserci un unico insieme di norme per l’autorizzazione e il rimborso dell’assistenza sanitaria transfrontaliera, compreso il diritto a un secondo parere. Anche la cooperazione multinazionale e il modo in cui sono condotte le sperimentazioni cliniche transfrontaliere devono essere più efficaci.
 
Per contrastare le carenze e rendere le cure oncologiche più accessibili e abbordabili a livello UE, i deputati sostengono con forza l’estensione delle procedure di appalto congiunte, in particolare per i farmaci antitumorali e i trattamenti oncologici per tumori rari, infantili e nuovi. Chiedono inoltre di diversificare la catena di approvvigionamento dei farmaci antitumorali, monitorare più da vicino le carenze e creare una riserva strategica di medicinali anticancro essenziali.
 
Un articolo della risoluzione è poi dedicato alle medicine complementari dove si sottolinea che sottolinea il fatto che “la medicina integrativa scientificamente riconosciuta e approvata dalle autorità sanitarie pubbliche può apportare benefici ai pazienti in relazione agli effetti concomitanti di diverse malattie e ai loro trattamenti, come nel caso del cancro”. E sottolinea inoltre “l’importanza di sviluppare un approccio olistico, integrativo e incentrato sul paziente e di incoraggiare, se del caso, l’uso complementare di tali terapie sotto la supervisione di professionisti del settore sanitario”.

Tra le altre principali raccomandazioni contenute nella relazione figurano:
– garantire il “diritto all’oblio” (in base al quale gli assicuratori e le banche non dovrebbero tenere conto della storia clinica delle persone affette da cancro) a tutti i pazienti dell’UE dieci anni dopo la fine del trattamento (e fino a cinque anni per i pazienti che sono stati diagnosticati prima dei 18 anni di età);
– aggiungere altri tipi di cancro (oltre al cancro al seno, al collo dell’utero e al colon-retto) al nuovo programma di screening sostenuto dall’UE;
– assicurare una maggiore trasparenza del settore farmaceutico, in particolare per quanto riguarda le componenti di definizione dei prezzi, i criteri di rimborso e i prezzi netti dei medicinali nei diversi Stati membri.

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