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“Caino”: commento al libro di Saramago Premio nobel

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“Caino” un libro di Josè Saramago

Premio Nobel per la Letteratura

Commento di Francesco Domenico Capizzi*

Ancora nel secondo dopoguerra Saramago non avrebbe potuto, senza ostacoli, esibire pubblicamente “Caino” in Italia, edito da Feltrinelli nel 2009: la “società cristiana” esigeva “l’ordine sociale” dettato da stantie sacralità dalle origini clericali e  da clericalismi nelle loro vaste articolazioni d’ispirazione fondamentalista, palesi e criptiche, strutturali, mediatiche e politico-amministrative.

Nel 1965 la fantasiosa ragione dell’inagibilità in sicurezza del teatro capitolino di prosa, prima, e la forzata deformazione interpretativa delle norme concordatarie costituzionali, immediatamente dopo, formarono i pretesti ufficiali, neppure velati da parte del prefetto di Roma, per ordinare la sospensione immediata della pièce teatrale “Il Vicario”, diretta da Gian Maria Volonté. La figura di Pio XII, il “Pastore angelico”, veniva  caricata della responsabilità di consapevoli omissioni e perduranti passività in discriminazioni e persecuzioni e genocidi perpetrati dai nazi-fascisti sulle Comunità ebraiche di tutta l’Europa, con epicentro in Germania es Italia, a Roma in particolare inizialmente.

La fede cattolica da secoli si era secolarizzata, istituzionalizzata avendone edificato un poderoso sistema politico-amministrativo omnicomprensivo, etico e morale assorbente la libertà di pensiero e d’espressione, la autodeterminazione e il libero arbitrio personali, diritti che Saramago nel suo libro nega risultino effettivamente concessi dal Signore-Dio secondo la sua lettura critica del Testamento.

A Caino viene affidato il ruolo dell’Umanità intera che soggiace, sofferente, vittima della predeterminazione divina, niente affatto caritatevole, accogliente e paterna, ma piuttosto cinica e addirittura sanguinaria fino al patteggiamento esplicito e diretto con Satana in persona della vita e della morte di individui e moltitudini e perfino a stabilire ed imporre, controllandone le effettive esatte esecuzioni, efferate stragi di intere popolazioni ignare ed innocenti.

Saramago, in definitiva, si dimostra sintonico, senza farne riferimento esplicito nel suo libro, con il movimento dei Catari, iniziato a partire dal III secolo, nel giudicare malvagio e malefico il SignoreDio che  parla ed agisce nel “Vecchio testamento”, del tutto contrapposto al “nuovo”.

Forse, per coerenza mal posta, il Legato pontificio,  la cui azione oggi definiremmo fondamentalista e, meglio, criminale, che armava la mano delle milizie cattoliche assassine urlando “Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i Suoi!”, autorizzando e benedicendo così lo sterminio totale e definitivo dei Catari e dei Bogomili nel XII secolo, ispirava la sua orribile azione a queste parti controverse vecchio-testamentarie, fra cui, e fra le tante, fanno parte i copiosi frammenti citati da Saramago? L’estrema follia di Abramo nel rispondere positivamente all’ordine ricevuto e quasi compiuto di sacrificare il proprio unico figlio, l’obbedienza disumana di Giobbe e di Noè, la strage atroce e per giunta indiscriminata di Sodoma e Gomorra…  

Saramago dà anche l’impressione, in definitiva, di volere espandere, a partire dal suo libro, un’ombra di dubbio su alcuni passi cruciali del “Testamento”: Il Signore è il mio pastore non manco di nulla, su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce… (Salmo 22, 1-6); “Io metto la speranza nel Signore e spero nella sua parola, come chi veglia attende l’aurora così io attendo il Signore, presso il Signore grande è la grazia, presso di lui copioso il perdono“ (Salmo,12-19); “ L’anima mia confida nel Signore, chi confida nel Signore è visibile per sempre come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre” (Salmo 125, 13-15).

     Nelle ultime righe conclusive del libro lo scrittore portoghese descrive Dio nel momento in cui, di presenza, si rivolge a Caino: “Tu sei Caino, malvagio e infame uccisore del tuo stesso fratello”. E di rimando Caino: “Non tanto malvagio e infame quanto te: ricordati dei bambini di Sodoma… adesso puoi anche uccidermi”. Ma Dio, nelle numerose asimmetrie delle azioni compiute assistite da moltitudini di Angeli, mantiene intatta la sua determinazione di proteggere Caino fino alla sua morte naturale . Forse perché“…i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie “?(Isaia 55, 8). 

*già docente di Chirurgia generale nell’Università di Bologna e direttore delle Chirurgie generali degli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna

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