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In Iran persone a rischio della vita

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IRAN: DECINE DI PERSONE RISCHIANO L’ESECUZIONE IN RELAZIONE ALLE PROTESTE

©Francesca Maceroni AMNESTY INTERNATIONAL

LA STORIA

IL CASO

LE PROTESTE

TESTO DELL’APPELLO

Aggiornamento del 13/12/2022 – È stata eseguita il 12 dicembre la seconda condanna a morte di un manifestante iraniano, protagonista delle proteste scoppiate in seguito alla morte di Mahsa Amini: si tratta di Majidreza Rahnavard, wrestler professionista di 23 anni, messo a morte a Mashhad.


Aggiornamento del 9/12/2022 – All’alba dell’8 dicembre Mohsen Shekari, 23 anni è stato impiccato al termine di un processo che ha rappresentato una messinscena della giustizia. Shekari era stato arrestato appena tre settimane prima ed era stato accusato di reato di “inimicizia contro Dio” per aver “bloccato la circolazione stradale” nella capitale Teheran, “alimentato paura”“privato le persone della libertà e della sicurezza” e “intenzionalmente ferito un agente della sicurezza” con un coltello.


Decine di persone, tra cui tre minorenni, rischiano l’esecuzione in relazione alle proteste in corso in Iran.

Le autorità iraniane usano la pena di morte come mezzo di repressione politica per instillare la paura tra i manifestanti e mettere fine alle proteste. Almeno sei persone sono già state condannate a morte in processi-farsa.

Le persone sono state sottoposte a processi iniqui: sono stati negati i loro diritti a essere difesi da un avvocato di propria scelta, alla presunzione di innocenza, a rimanere in silenzio non rispondendo alle domande e ad avere un processo giusto e pubblico. Secondo fonti ben informate, numerosi imputati sono stati torturati e le loro confessioni, estorte con la tortura, sono state usate come prove nel corso dei processi. Le TV di stato hanno mandato in onda le ”confessioni” forzate di almeno nove imputati, prima dei loro processi.

I tre minorenni sono sotto processo in tribunali per adulti, in violazione della Convenzione dei diritti dell’infanzia, che l’Iran ha ratificato.

Amnesty International teme che oltre a queste decine di persone, molte altre rischino l’esecuzione, considerate le migliaia di rinvii a giudizio disposti finora. Il timore di imminenti esecuzioni è accresciuto dalle richieste da parte del parlamento e di altre istituzioni di avere processi rapidi ed esecuzioni pubbliche.

Firma l’appello e chiedi con noi lo stop delle esecuzioni!

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