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Le nuove linee guida dell’OMS per il Covid

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Covid: le nuove linee guida dell’Oms su mascherine, cure, test e isolamento

OMS, ANSA 13 gen 2023 – 17:5011 f

Ansa

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha aggiornato le linee guida per il Covid. Per prima cosa, è tornata a sottolineare l’importanza delle mascherine e ne raccomanda l’uso “per chiunque si trovi in uno spazio affollato, chiuso o scarsamente ventilato”. Novità anche per quanto riguarda le raccomandazioni sul periodo di isolamento se si è positivi e su quando effettuare i test. L’Oms, poi, “ha esteso la sua forte raccomandazione per l’uso dell’antivirale orale Paxlovid (nirmatrelvir-ritonavir)”

Le mascherine “continuano a essere uno strumento chiave contro il Covid-19: sono consigliate a seguito di una recente esposizione a Covid, quando qualcuno ha o sospetta di avere Covid, se si è ad alto rischio di Covid grave e per chiunque si trovi in uno spazio affollato, chiuso o scarsamente ventilato”, spiega l’Oms

L’Oms continua quindi a raccomandare l’uso delle mascherine “in situazioni specifiche e l’aggiornamento ne raccomanda l’uso indipendentemente dalla situazione epidemiologica locale, data l’attuale diffusione del Covid a livello globale”

Ma l’Oms sottolinea che ci sono anche altri casi in cui può essere suggerito l’uso della mascherina, sulla base di una valutazione del rischio. I fattori da considerare, spiega, includono le tendenze epidemiologiche locali o l’aumento dei livelli di ospedalizzazione, i livelli di copertura vaccinale e di immunità nella comunità e il contesto in cui si trovano le persone

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Per quanto riguarda isolamento e test, l’Oms consiglia che un paziente Covid “possa essere dimesso dall’isolamento in anticipo se risulta negativo a un test antigenico rapido”

Senza test, per i pazienti con sintomi le nuove linee guida dell’Oms suggeriscono 10 giorni di isolamento dalla data di insorgenza dei sintomi. In precedenza, l’Oms consigliava ai pazienti di essere dimessi 10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi più almeno altri tre giorni da quando i loro sintomi si erano risolti

Per coloro che risultano positivi al Covid ma non presentano alcun segno o sintomo, invece, l’Oms suggerisce ora 5 giorni di isolamento in assenza di test, rispetto ai 10 giorni precedent

Nell’aggiornamento delle linee guida, l’Organizzazione mondiale della Sanità ribadisce che l’isolamento delle persone con Covid “è un passo importante per impedire che altri vengano infettati. Questo può essere fatto a casa o in una struttura dedicata, come un ospedale o una clinica”

Le evidenze considerate dal gruppo di esperti dell’Oms per l’elaborazione delle linee guida hanno mostrato che “le persone senza sintomi hanno molte meno probabilità di trasmettere il virus rispetto a quelle con sintomi. Sebbene con una certezza molto bassa, le evidenze hanno anche mostrato che le persone con sintomi dimesse dall’isolamento al giorno 5 dopo l’insorgenza dei sintomi rischiavano di infettare tre volte più persone rispetto a quelle dimesse al giorno 10”

Riguardo alle cure, l’Oms “ha esteso la sua forte raccomandazione per l’uso dell’antivirale orale Paxlovid (nirmatrelvir-ritonavir)”. In particolare, secondo l’Oms, le donne con Covid-19 non grave incinte o che allattano “dovrebbero consultare il proprio medico per determinare se devono assumere questo farmaco, dati i ‘probabili benefici’ e la mancanza di eventi avversi segnalati”. Paxlovid è stato raccomandato per la prima volta dall’Oms nell’aprile 2022: ne raccomanda “vivamente” l’uso in pazienti Covid-19 lievi o moderati ad alto rischio di ricovero

L’Oms ha esaminato le evidenze su altri 2 medicinali, sotrovimab e casirivimab-imdevimab, e mantiene “forti raccomandazioni contro il loro uso per il trattamento di Covid. Questi anticorpali monoclonali mancano o hanno una ridotta attività contro le varianti virali circolanti”. Esistono “6 opzioni terapeutiche comprovate per i pazienti con Covid: 3 impediscono il ricovero ospedaliero nelle persone ad alto rischio e 3 salvano la vita in quelle con malattie gravi o critiche. Fatta eccezione per i corticosteroidi, l’accesso ad altri farmaci rimane insoddisfacente”

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