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ACQUA POTABILE CON ZERO CANCEROGENI !!!

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22 MARZO 2023 GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA !
VOGLIAMO UNA ACQUA VERAMENTE POTABILE : CON ZERO CANCEROGENI !!!
ACQUA PUBBLICA , E NON SOLO,ANCHE “SICURA”

APPELLO NAZIONALE/INTERNAZIONALE


La spaventosa siccità registrata a livello mondiale è foriera di nuovi disastri tra cui la adozione di rimedi peggiori del male che vanno verso la ulteriore privatizzazione capitalistica della risorsa;
il contesto planetario è tragico per quel che riguarda la risorsa acqua e non solo dal punto di vista quantitativo ma anche qualitativo ; le risorse disponibili, comunque scarse, sono spesso aggredite da eventi avversi; poche settimane fa negli Stati Uniti un “incidente” ferroviario ha causato un inquinamento che all’improvviso ha privato della disponibilità di acqua potabile una area con 32 milioni di abitanti; le fonti circa l’indice di gradimento dell’ acqua del rubinetto ( penosamente definite da alcuni come ”acqua del sindaco” , terminologia politicamente inquietante e sostanzialmente fantozziana) sono ondivaghe : alcune sostengono che solo il 29% dei cittadini beve acqua del rubinetto; secondo altre(Cittadinanza attiva) invece solo il 29.4% si fida del rubinetto anche se questa percentuale pare fosse del 41% nel 2002; è ovvio che il consumare o no questa acqua dipenda anche da fattori economici ; anche per questo insistiamo da anni per avere accesso ai dati dell’acqua “potabile” erogata nel carcere di Bologna; furono effettuati dei campionamenti nel 2019 , come apprendiamo dal secondo report semestrale di quell’anno, ma quali inquinanti furono monitorati ?

vediamo la situazione dell’acqua “potabile” a livello locale;
dopo le solite e inevitabili insistenze siamo riusciti ad ottenere alcuni dati raccolti dalla sanità pubblica di Bologna; altri interlocutori tacciono; tra questi la Ausl Romagna a cui abbiamo chiesto i dati sull’amianto nella acqua definita (non da noi) “potabile”; abbiamo denunciato la condotta da “non responder” della suddetta Ausl nel nostro convegno del 13 marzo a Ravenna in occasione dell’anniversario della strage della Mecnavi ed abbiamo dato mandato ai nostri referenti di insistere sulla richiesta dei dati anche in considerazione del fatto che i pochi dati accessibili a noi comuni mortali e relativi a Ravenna sono a dir poco inquietanti vale adire nell’ordine di milioni di fibre ( Ravenna è l’unica città in cui risulta essere stato monitorato l’amianto con TEM-microscopia elettronica a trasmissione); le recenti scosse di terremoto per esempio andavano monitorate alla luce della esperienza di Carpi dove al riscontro, occasionale di 1000 fibre di amianto ha fatto seguito (dopo il terremoto del 2012) un inquinamento anche fino a 100.000 (centomila);

peraltro, nel menzionato convegno, abbiamo socializzato i dati a nostra conoscenza sulla presenza di ftalati ( interferenti endocrini e sospetti cancerogeni) nelle acqua superficiali della E-R; anche in questo caso i picchi sono nel territorio romagnolo ravennate;

veniamo ai dati di Bologna; sono assolutamente incompleti e in alcuni punti illeggibili, ma ragioniamo su quello che , al momento, siamo riusciti ad ottenere;
una precisazione: per evitare distress, tempi lunghi, richieste ripetute numerose volta , abbiamo suggerito, da tempo, che i dati siano pubblicati on line; risposta: forse, vedremo di organizzarci !!!due sono i filoni che , da decenni , cerchiamo di approfondire anche se gli inquinati su cui ragionare costituiscono uno spettro più ampio; i due filoni sono:

AMIANTO
Abbiamo ripetuto centinaia di volte a partire quantomeno dal 1999 che l’acqua per essere considerata potabile deve essere totalmente indenne da amianto ; del fatto concreto che i residenti a Bologna hanno bevuto sono responsabili Hera , Arpa, Ausl e tutti i “decisori” politici che hanno avallato lo status quo compresi i magistrati che hanno avuto notizia della distribuzione di acqua inquinata da amianto e non sono intervenuti ; ovviamente tutti invocheranno la “copertura” ricevuta dal’Iss di sanità che, tuttavia, a nostro avviso si è effettivamente espresso in maniera da legittimare la tolleranza nei confronti dell’amianto presente nell’acqua mostrando però assenza del necessario livello di autonomia nei confronti del potere politico ed economico; al momento siamo riusciti sono a sapere che nel 2022 i campionamenti nel territorio della Ausl di Bologna sono stati 41 e che il riscontro di amianto ha oscillato da 0 a 1526 fibre ; in passato i livelli registrati sono stati superiori ; il microscopio usato certamente SEM ; tipo di fibre se crisotilo o anfiboli non lo sapremo mai; siti di prelievo: non comunicati ; quanti positivi ? Mistero; in anni precedenti siamo riusciti a conoscere i siti dei campionamenti, le percentuali dei positivi e qualche volta il tipo di amianto riscontrato (dato importante in quanto, pur essendo tutti gli amianti cancerogeni, il riscontro di anfiboli (crocidolite/amosite) potrebbe costituire elemento di priorità nella definizione di un programma di bonifica anche se oggi un piano effettivo di bonifica non è nelle intenzioni dei decisori politici (decisori virtuali visto che il vero decisore rimane Hera che ha i questi decenni continuamente usurpato il ruolo dei sindaci i quali hanno rinunciato al loro ruolo di autorità sanitarie locali per misconoscenza dei fatti, per disinteresse rispetto alla salute pubblica e per opportunismo.

TUMORI POTENZIALMENTE CORRELATI ALL’AMIANTO
Nonostante i nostri tentativi non siamo riusciti ad ottenere informazioni sulla incidenza di tumori delle vie biliari che potrebbero essere patognomonici di esposizione ad amianto; i dati sono “sotto chiave” ; siamo stati contattai da una sola persona indirizzata a noi da soggetti qualificati ma questa persona, che certamente, ha ingerito acqua inquinata in passato non ha voluto avviare le pratiche volte all’accertamento della eziologia ;
dobbiamo fare dunque appello ai cittadini e ai medici , in particolare ai medici di base che costituiscono una rete di monitoraggio estesa e capillare; OVVIAMENTE L’APPELLO E’ RIVOLTO A TUTTA ITALIA E A TUTTO I MONDO ( urbi ed orbi …)

Hera ha di recente definito “buona e soprattutto sicura” l’acqua distribuita;

EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA visto che da tempo nessuno , tra i decisori politici, ha accennato al benché minimo dubbio; ma la antica saggezza popolare suggerisce di “non chiedere all’acquaiolo se l’acqua è buona”;
contestualmente Hera ha ribadito un programma di investimenti che ammonta a 4.1 miliardi nei prossimi anni ma non ci ha dato quale parte di queste risorse è destinata alla bonifica del cemento amianto , né ci ha detto quale percentuale di cemento amianto è rimasta “in servizio” oggi a 31 anni dalla legge 257/1992, nei 230 comuni serviti i cui risiedono 3.6 milioni di cittadini ; Hera gestisce 35.000 kilometri di reti acquedottistiche ( o forse il numero include le reti della fognatura ? per le quali non conosciamo la entità della presenza di amianto che, per ovvie ragioni, è in qualche modo meno problematica, comunque, verosimilmente i 35.000 citati riguardano solo acquedotti visti i dati che conosciamo meglio di Bologna, con i quali possiamo fare paragoni );

fatto sta che se noi abbiamo lanciato con forza nel 1999 l’obiettivo amianto zero nell’acqua “potabile” solo oggi ( ottobre 2021) la UE pone con chiarezza il tema della bonifica: si direbbe” alla buon’ora …” cogliendo tuttavia di sorpresa le istituzioni che avevano fatto finta di niente nei 30 anni precedenti ; non che le istituzioni , dopo la risoluzione della UE, siano uscite dalla loro condizione di totale catatonia !
sul tema (delle bonifiche e dei tempi delle stesse) incombe un inquietante silenzio;

addirittura la regione E-R (seminario sul mesotelioma 2 marzo 2022) ha dichiarato di …avere avviato il censimento !!! TRENTA ANNI DOPO IL VARO DELLA LEGGE 257/1992 –NORME PER LA CESSAZIONE DELL’USO DELL’AMIANTO…

IL PNRR , IL GOVERNO DEI MIGLIORI E IL GOVERNO ATTUALI (DEI PEGGIORI…) NULLA HANNO DA DIRE !
Eppure Cesare Maltoni contattò i dirigenti di un antenato di Hera (nel cui cervello destro evidentemente non è rimasto nulla…) invitando a non usare e non installare le tubazioni in amianto; la risposta dell’antenato ( Acoser o Amga…) fu: professore , grazie della informazione ma l’uso dell’amianto è legale …quella è la porta…

QUANDO SI DICE: MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE…
Abbiamo citato , come patognomonico della esposizione ad amianto , il tumore delle vie biliari; tuttavia l’amianto delle tubazioni ha un impatto anche indoor e quindi occorre monitorare ad ampio raggio anche oltre lo specifico tumore citato e con particolare attenzione certamente ai mesoteliomi peritoneali (e ai mesoteliomi in generale) ;
è ovvio il seguito che noi daremmo alle segnalazioni che ci dovessero giungere:

  • Valutazione del nesso eziologico e costruzione di una mappa epidemiologica territoriale (J.Snow docet..)
  • Avvio procedure risarcitorie
  • Eventuali segnalazioni penali

Queste nostre intenzioni prevedibili e peraltro dichiarate non facilitano certamente l’accesso ai dati; peraltro attraverso fonti istituzionali avremmo accesso solo a dati anonimi ( certo questo darebbe molto impulso alla ricerca) ma ci sfugge ogni informazione utile per sapere se chi ha constatato ha avviato le procedure necessarie ; né possiamo escluderlo considerato che il nesso eziologico (ancora ipotetico secondo alcuni) è stato citato, ancora una volta, in un recente seminario ECM presso l’ordine dei medici di Bologna il 14 gennaio 2023 (seminario sui tumori del pancreas).Erano presenti circa 150 medici di Bologna ,non sofferenti di ipoacusia né fisica né psicosomatica.

ORGANOALOGENATI
Altra “questione” su cui interveniamo da tempo ancora più remoto rispetto all’amianto; abbiamo ricevuto il quadro sinottico dei campionamenti effettuati nel corso del 2022 ; non sono facilmente leggibili, per quanto pare evidente che al rubinetto dei cittadini sia giunta acqua “potabile” a norma di legge; di difficile lettura il dato su una fontana pubblica ad Anzola Emilia dove sarebbe stato superato il livello di 30 microgrammi (il che vorrebbe dire, in Italia, “acqua ufficialmente non potabile” ); approfondiremo anche se in passato, per un evento analogo verificatosi a Grizzana Morandi ci siamo trovati di fronte al classico “muro di gomma”: nessuna risposta dagli enti istituzionali; nel 2022 a Grizzana Morandi è stato registrato (fontana pubblica) 6.5 mcg. di trialometani ; si vede che in passato è sfuggita una zaffat di cloro in più nei processi di “potabilizzazione” ;

comunque :

  • permane un grave inquinamento in particolare da tetracloroetilene (1) in alcuni pozzi (Fossolo e Tiro a segno); in uno dei pozzi di Tiro a segno si è giunti a campionare 109.4 microgrammi /litro ; altri picchi eccedenti i 10 microgrammi sono stati registrati in pozzi di Borgo Panigale e del Fossolo
  • campionata addirittura trielina (2) ancorché in quantità minore rispetto al tetracloroetilene sia al Fossolo che a Tiro a Segno
  • permane la distribuzione di acqua in cui i livelli di sostanze clorurate eccede il microgrammo : ancora Fossolo, Gaggio Montano, Savigno, Grizzana Morandi , Monte s. Pietro

Si pongono (ripropongono) problemi gi affrontati in passato:

  • certo trielina e tetracloroetilene dei pozzi sono quasi completamente abbattuti dai filtri a carbone attivo; diciamo quasi completamente perché alcuni riscontri non sono chiari (il discorso è chiaro cioè quando si parla di pozzi ma quando si cita come sito del campionamento “ uscita impianto di trattamento” o “ rete anche contatore Hera” la questione è da approfondire; sicuramente come abbiamo già detto, non viene certamente distribuita acqua con livelli superiori a 10 mcg. di organo clorurati di origine industriale, e qui veniamo ad un altro punto che coincide, purtroppo, con un interrogativo retorico, al punto successivo
  • chi ha inquinato i pozzi di organoclorurati di origine industriale ? NON ERA , NEI DECENNI PASSATI, UNANIMEMENTE CONDIVISO LO SLOGAN : CHI INQUINA PAGA ? Pare più verosimile che chi ha inquinato non paghi e chi è stato inquinato beva( quel che è rimasto dopo i filtri) e paghi i costi della depurazione operata a monte; è dunque necessario ed urgente che i trattamenti di depurazione vengano monitorati anche per valutarne costi,effetti ed impatto evitando di far credere che “scampato il pericolo, non è successo niente”; ci siamo chiesti per esempio: con che ritmo i filtri vengono ricambiati e come vengono smaltiti ?
  • la magistratura non ha mai indagato sugli inquinatori dei pozzi ? non sarebbe sorprendente un disinteresse sull’inquinamento del sottosuolo e sulle falde idriche vista la condotta che l’apparato giudiziario ha avuto a proposito della nostra denuncia sul rinvenimento di cemento-amianto seppellito in zona due Madonne ; nessuna indagine ? possiamo contare sulla protezione divina (appunto le Madonne sono due , per l’amianto dell’ex-Norma di Casalecchio ci pensa s.Biagio…)

IN CONCLUSIONE:

  • VOGLIAMO UNA ACQUA VERAMENTE POTABILE CIOE’ CON AMIANTO ZERO (IL LIVELLO ACCETTABLIE DI AMIANTO è MAC 0, WELLS, ACCADEMIA DELLE SCIENZE NE YORK, 1965)
  • VOGLIAMO UNA ACQUA VERAMENTE POTABILE CON ZERO PRESENZA DI SOSTANZE CLASSIFICATE IARC 1 o 2A o 2B
  • VOGLIAMO UNA ACQUA CON SOSTANZE CLORURATE E/O ORGANOALOGENATI ANCHE SE NON CLASSIFICATI IARC COMUNQUE INFERIORI A 1 mcg
  • VOGLIAMO UNA ACQUA VERAMENTE POTABILE E NON NOCIVA PER TUTTI COMPRESE LE PERSONE PIU’ VULNERABILI (3)

PROPONIAMO SUL TEMA UNA ISTRUTTORIA PUBBLICA COMUNALE da tenersi entro il 2023

AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute, RETE NAZIONALE LAVORO SICURO, circolo “Chico” Mendes, Centro per l’alternativa alla medicina, Lega animalista Ferrara, ANTROPOLOGIAINMOVIMENTO, ASSOCIAZIONE John Snow “epidemiologo scalzi”

via Polese 30 40122-Bologna

  • Tetracloroetilene: classificazione IARC 2 A-probabile cancerogeno per l’uomo
  • Tricloroetilene (trielina) :classificazione IARC 1-cancerogeno accertato per l’uomo
  • Una recente indagine dell’ISglobal di Barcellona ha ipotizzato che in Italia su 27.297 tumori della vescica (nel “mirino” dei ricercatori anche il tumore della prostata) 266 potrebbero essere stati causati dai THM-trialometani, diversi dagli organoalogenati di derivazione industriale e prodotti dall’incrocio tra cloro usato per la “potabilizzazione” e sostanze organiche presenti naturalmente nell’acqua


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