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“La legalità è un sentimento”

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“La legalità è un sentimento. Manuale controcorrente di educazione civica”

di Nando dalla Chiesa.
Nel loggiato del castello di Formigine (MO) il prof. Nando dalla Chiesa ha presentato venerdì 07.07.2023 il
suo ultimo libro in merito a cosa sia la legalità e come venga interpretata, frutto di una serie di conferenze
tenute nelle scuole e durante le lezioni all’università.
La legalità è un sentimento ma può essere anche un conflitto e non è soltanto un insieme di norme riferite
ad un determinato momento poiché l’approccio fondato sulle regole talvolta, come nel nostro paese, è un
approccio debole.
Io posso spiegare ad una persona cosa non si deve fare (esempio parcheggiare nel posteggio riservato ai
disabili, non essendo un disabile), ma se quella persona non ha il sentimento della solidarietà allora non
serve, e alla prossima occasione sarà incurante della mia spiegazione.
Lo spirito di legalità di un paese si costruisce in un modo netto e preciso, e non basterà di certo un’ora di
educazione civica introdotta nelle scuole perché funzioni.
L’educazione alla legalità più che obbedienza richiede capacità di sostenere ed esercitare il conflitto in
modo coraggioso, aperto e costruttivo; è un processo mai uguale che si nutre di suggestioni, valori, letture,
esempi, viaggi e sentimenti; ed è proprio da tale processo che sgorgano le disposizioni mentali e d’animo
che partono verso una solida legalità.
Una buona educazione alla legalità si sviluppa grazie ad un grappolo di sentimenti, modi di sentire e di
valori, e di forme di percezione della società intorno a noi, e di noi in mezzo agli altri, cioè qualcosa che non
ha a che fare con i codici, che può trascriversi nei codici, che può essere legittimato e promosso, ma che ne
nasce fuori e può restarne fuori per sempre.
Quando al prof. Nando dalla Chiesa viene posta la domanda come si sente dopo 41 anni dalla scomparsa
del padre, risponde che grazie al “metodo dalla Chiesa”, il metodo lavorativo di suo padre4, lo Stato è
riuscito a catturare il latitante Messina Denaro; ricordiamo che questo metodo consiste nel saper aspettare,
non fare colpo subito, non fare passi falsi, allargare il più possibile le indagini e tener conto del contesto e
non del singolo episodio.
Nel caso del latitante Messina Denaro, il contesto ha coinvolto la provincia trapanese e la mafia ha ricevuto
un duro colpo psicologico forte; ciò significa che nessuno riesce ad evitare che lo Stato gli arrivi addosso.
Può avere tutte le protezioni che vuole, ma alla fine lo Stato arriva.
Ora però non bisogna dimenticare la situazione dell’ndrangheta: questo è il grande rischio, cioè tornare alla
Sicilia, quando in questo momento è il nord con l’ndrangheta che fa affari con i quali ci smangia non solo la
Sicilia, ma il paese.
A 41 anni dalla morte del Generale dalla Chiesa la rai ha trasmesso la fiction “Il nostro Generale” dedicato al
padre assassinato, frutto di uno straordinario lavoro di ricerca storica realizzata grazie e con la consulenza
del giornalista Giovanni Bianconi, l’archivio storico della Rai e l’Arma dei Carabinieri.
“Un gesto importante per me”, risponde il prof. Nando dalla Chiesa, perché la magistrale interpretazione di
Sergio Castellitto, e non solo sua, mi sono finalmente rivisto la mia storia, non di certo quella raccontata per
decenni dai giornalisti in cerca di fantasie.
Questa è la mia storia.
Questo è mio padre

a cura di Marina Cagossi, bibliofila

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