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La mancanza di acqua collegata ai cambiamenti climatici

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di Luigi Campanella*

La mancanza di acqua collegata ai cambiamenti climatici (si pensi alle secche di fiumi e laghi, ed alla sofferenza dei bacini) ,agli sprechi,alla crescente richiesta,alla aumentata sensibilIta verso l’acqua in relazione alla protezione della salute,pone con drammaticità il problema della sua disponibilità.È chiaro che questo pone con urgenza l’individuazione delle fonti e per un Paese che è una penisola non si può non pensare primitariamente all’acqua marina e salmastra.I dissalatori sono impianti cne rimuovono sale ed impurità dall’acqua rendendola sicura per il consumo umano e per gli scppi industriali.Le tecniche si sono evolute nel tempo con migliori rendimenti e costi più bassi.Alcuni dati fanno meglio capire:acqua portata con veicoli mobili costo 14 euro per mc,tariffa media servizio idrico 3 euro per mc,acqua per uso umano ottenuta con il metodo dell’evaporaziome 3 euro per mc.acqua ottenuta mediante osmosi inversa 2 euro a mc.Costi energetici 22 kwh per mc in caso di desalimizzazione per evaporazoone,solo 3,5 kwh nel caso di osmosi inversa.La dissalazione per evaporazione avviene riscaldando l’acqua,raccogliendo il vapore e successivamente condensandolo;quella per osmosi inversa attraverso il passaggio del flusso di acqua tra membrane semipermeabili,ottenendo un’acqua osmotizzata.Ci sono però anche altre strade da battere per superare l’emergenza idrica che purtroppo si ripresenta con preoccupante continuità.Un altro strumento per contrastarla che si sta affermando con sempre maggiore convinzione è l’aumento dei bacini artificiali e degli invasi ( così vengono chiamati i bacini artificiali di minore superficie).L’ esempio ci viene dalla Spagna che trattiene il 35%dell’acqua piovana.Con.una auspicata collaborazione fra pubblico e privato si è sviluppato un programma di.invasi in alta quota.Questi in inverno sparano neve sulle piste vicino agli invasi,ma in primavera con il disgelo colmano i bacini.Quanto detto è semplice da capire,ma nella realtà per rendere vantaggioso il sistema è necessario interpretare il delicato equilibrio fra produzione di neve,irrigazione agricola ed energia idroelettrica:tutti hanno bisogno di acqua!!Le scelte sono delicate e purtroppo destinate a vedere contrapposizioni fra governo centrale ed Enti locali,a partire dalle Regioni.L’anno scorso in Valtellina fece discutere  il fatto che le dighe in quota non rilasciassero acqua per l’idroelettrico del fondo valle e si rese necessario l’intervento regionale.

* professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma

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