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Luigi Bettazzi. “Ogni essere umano ha il diritto di vivere in maniera umana dignitosa, in un mondo che è fatto per tutti”

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«Penso che sia un dovere di lealtà saper leggere e presentare la verità piena di una realtà nella quale, dietro le evidenze finanziarie che giustificano movimenti politici e guerre, si nascondono retroscena antiumani, presentati come inevitabili conseguenze di politiche che ignorano una verità intuitiva, che cioè ogni essere umano che viene al mondo ha per ciò stesso il diritto di vivere in maniera umana dignitosa, in un mondo che è fatto per tutti.» Mons. Luigi Bettazzi, “Io e noi. Riflessioni politiche e religiose”.

di Giancarla Codrignani*

Approfitto di parole così fondamentali per non perdere umanità nel corso dell’evoluzione antropologica per ribadire una scelta personale critica che è mio stile relazionale. Ritengo il cell. un magnifico strumento tecnologico avanzato nel settore della comunicazione virtuale. Nelle comunicazioni privilegio il treno sulla macchina, ma non censuro l’automobile e ho avuto la patente perché sono garantita dal codice della strada e tutti convengono che i trasgressori da regole necessarie a impedire il caos vadano penalizzati. Mentre debbo accettare che lo strumento che è fondamentale se voglio seguire un figlio che vive negli Emirati o in Australia, ma anche la nonna che vive in un pensionato in città sia diventato responsabile della corruzione morale che ha invaso “la mente” e, quindi, “la coscienza” di quanti chiaccherano innocentemente (salvo definire troia una donna o corrotto un politico che non lo è), passano il pomeriggio a diffondere non solo pettegolezzi, ma anche chiacchere tranquille con amiche o amici. Basterebbe riascoltarsi per avere compassione di sé, non fosse che, se si tratta di studenti, di impiegati che spezzano il lavoro con un collega di due tavoli più in là, di pensionati che non hanno altre risorse. I bambini gratificano i nonni per la solita capacità meccanica dei piccoli pappagallini: un tempo se gli regalavi un gioco meccanico lo spaccavano per vedere come è fatto dentro, mentre al cell. accedono come a oggetto di culto (quale, purtroppo è per i genitori). Senza avere – né ovviamente insegnare – presa di distanza, uso corretto per ricerca di informazioni, in graduale perdita di numero di parole. Pronti a votare seguendo i social. Pronti a perdere la libertà versando ogni volta che spinge un tastino denaro ai grandi gestori Zuckemberg, Amazon, Bezos o Musk. Sono una che non boicottava i pompelmi israeliani (una volta usava), ma mi prendo il lusso di sottrarre la mia responsabilità al danno della mancanza di regole.

°politologa, giornalista, già docente di lettere antiche, Bologna

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