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Il movimento pacifista/disarmista ricorda l’evento con un digiuno il 6 e il 9 agosto

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Hiroshima e Nagasaki : 75° anniversario dell’olocausto nucleare

Il movimento pacifista/disarmista ricorda l’evento con un digiuno il 6 e il 9 agosto

Venticinquennale del digiuno alla memoria proposto nel 1990 dal circolo “Chico” Mendes di Bologna

I ”vincitori” che non hanno chiesto “perdono” fino ad oggi, quantomeno, sottoscrivano il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari !

Alle 8.15 del 6 agosto 2020: dieci minuti di silenzio…

“Noi scienziati in questi anni ci siamo spinti a limite della                                                   

 temerarietà.Abbiamo conosciuto il peccato”

Robert Hoppenheimer

In un paese ancora sotto shock per i postumi della pandemia occorre mantenere lucidità e memoria e non insistere su tattiche di rimozione che costituiscono terreno di coltura di nuove guerre e nuovi genocidi.

Alle 8.15 del 6 agosto 1945 ,destino della seconda guerra mondiale già deciso , un aereo militare B 29 USA (Enola Gay) sgancia il primo ordigno bellico nucleare su Hiroshima causando, nell’immediato, 200.000 morti; 75.000 morti sono attribuiti agli effetti istantanei del bombardamento su Nagasaki del 9 agosto; di recente il fisico Angelo Baracca è intervenuto (Blog La Bottega del barbieri) sulla intrinseca dinamica bellica voluta dagli USA con un “Giappone già in ginocchio” e con un bombardamento /olocausto nucleare che nulla aveva a che fare col dichiarato ed  ipocrita obiettivo di “risparmiare vite americane” delle quali , non  a caso, gli USA , vollero anche “masochisticamente” tornare a far strage con la guerra di invasione contro il Vietnam, una guerra di devastazione  “persa in partenza”, alcuni decenni dopo; la riflessione riproposta in questi giorni-di un uso “politico” dell’olocausto nucleare finalizzato ad avere maggiore influenza nel tavolo dei “vincitori”-non riguarda solo Hiroshima; lo abbiamo già detto ; la subalternità politica e culturale dei governi italiani nei confronti della potenza economica e militare USA ha indotto il “silenzio” ; ma oggi , anche nel territorio di Bologna, si devono gestire gli effetti della strategia militare USA; lo abbiamo già denunciato anni fa, grazie al “reperto” di memorie partigiane “trascurate”  : i bombardamenti USA non furono “dosati” in funzione della sconfitta della occupazione militare nazista (obiettivo rispetto al quale il nostro pacifismo/disarmismo non giunge a scivolare verso il masochismo o la rassegnazione) ma furono usati anche per contenere il peso della eroica resistenza partigiana; abbiamo citato a questo proposito-parlando di bombardamenti eccessivi- le memorie di Renato Romagnoli; ora , dopo una lunga serie di rinvenimenti di bombe-fortunatamente inesplose visto che colpivano più civili italiani che militari nazisti-ancora si evidenzia come il territorio del comune di Casalecchio sia disseminato di ordigni; nel 2013 per gli interventi di bonifica si dovette evacuare 6.000 persone; il penultimo ritrovamento è stato di  7 bombe a inizio maggio ; l’ultimo ritrovamento , zona via Garibaldi, ha riguardato un ordigno USA AN-M64 per la cui bonifica si profila la necessità di evacuare 40.000 persone; questo stillicidio di ritrovamenti , che ha riguardato in particolare anche altri comuni del bolognese (ma abbiamo notizie da Borgotaro a Brindisi,a Ravenna) , comporta la necessità di una ricostruzione puntuale (una sorta di  “anagrafe” dei ritrovamenti)  sia al fine di una maggiore capacità previsionale ma anche ai fini di richieste di risarcimento per danni di guerra “evitabili” ; ma se questo può apparire (e lo è) un percorso “difficile” , su un punto in particolare –che richiamiamo col nostro digiuno- non vogliamo transigere: ALMENO LA RIFLESSIONE SULL’OLOCAUSTO NUCLEARE PORTI FINALMENTE L’ITALIA (E NON SOLO!) A SOTTOSCRIVERE IL TRATTATO ONU DI NON PROLIFERAZIONE !!!

In questi difficili mesi di pandemia ci siamo posti,con rammarico, una domanda retorica: 

come mai l’Italia avesse gli arsenali pieni di bombe nucleari ma i magazzini (fatto ovviamente  scontato in  assenza di un “piano pandemico”) vuoti di dispositivi di protezione individuali che avrebbero non certo annullato ma arginato e mitigato la epidemia, riducendo sensibilmente la mortalità ;

c’era “urgenza” di stoccare ordigni nucleari, mentre la protezione da rischi biologici era superflua ?

IN QUESTA DOMANDA C’E’ LA IMPLICITA CONCLUSIONE : LA NOCIVITA’ PER IL PAESE DEL CETO DEI DECISORI POLITICI  

DOPO ANNI DI RIMOZIONE E DI SERVILISMO NEI CONFRONTI DEGLI USA, ALMENO OGGI, IL GOVERNO ITALIANO SOTTOSCRIVA IL TRATTATO ONU per la PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI !

Anche in ricordo e per rispetto- ancorché tardivo -delle vittime dell’olocausto nucleare, una strage, come tutte le altre, “evitabile”.

DOBBIAMO CREARE LE CONDIZIONI PERCHE’ I CITTADINI GIAPPONESI E DI TUTTO IL MONDO POSSANO PERDONARE !

Primi firmatari:

Vito Totire, rete nazionale per l’ecologia sociale

Daniele Barbieri, blogger, La Bottega del barbieri, Imola

Maurizio Portaluri, Sanità pubblica, Puglia

Corrado Seletti, Per il futuro delle nostre valli, BVT, Parma

Patrizia Beneventi  e Claudio Orsi,Lega animalista, Ferrara

Andrea Bianconi,circolo “Chico “Mendes, Bologna

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