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Viviamo in due mondi, della civiltà e della scienza e quello naturale

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di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza, Roma

Viviamo contemporaneamente in due mondi, quello umano, fatto di gente, paesi, città, strade, rotte aeree con cui interagiamo tutti i giorni : è il mondo della civiltà e della scienza; ma c’è poi un altro mondo, quello naturale fatto di monti, colline, mari, foreste che ci fornisce le risorse con cui vivere, a cominciare dall’aria che respiriamo.il primo mondo è influenzato in maniera determinante dal secondo Ad esempio l’Inghilterra con.ls sua natura(piovosa, ma. non fredda, con miniere di ferro e carbone) è stata ideale sito per la rivoluzione industriale. Questa dipendenza ha portato come conseguenza il sovrasfruttamento delle risorse naturali con le relative conseguenze in termini di inquinamento ambientale, di acidificazione degli oceani, distruzione delle foreste, diffusione ubiquitaria dei rifiuti plastici in tutte le possibili situazioni geoambientali, riduzione marcata della biodiversità. Ma ci sono conseguenze meno dirette ed altrettanto gravi: ad esempio l’acidificazione dei  mari ha ridotto le risorse idriche incidendo sulla economia di alcuni paesi e sulla quantità di alimenti a disposizione. Ecco perchè è venuto il momento che la scienza con un approccio interdisciplinare faccia prevalere gli studi applicati al recupero della natura da questa situazione critica rispetto a quelli più speculativi: l’etica, dagli antichi Greci definita la scienza del comportamento, deve quindi entrare anche nella scelta dei temi di ricerca a volte preferiti per la maggiore possibilità e facilità di successo e per il minore presumibile tempo richiesto per arrivare ad una pubblicazione.

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