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Ancora morte sul lavoro in Lombardia e…ovunque

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Ancora morte sul lavoro in Lombardia e…ovunque

di Vito Totire*
Tre morti in poche ore ; la strage di lavoratori non si ferma ; purtroppo lo slogan che abbiamo lanciato il 26 maggio 2022 fondando a Modena la RETE NAZIONALE LAVORO SICURO è rimasto anche esso lettera morta;
è più che evidente che anche noi siamo stati inefficaci, una goccia nel mare; questo non attenua la nostra rabbia e ci induce anzi ad aumentare gli sforzi anche per concretizzare i nostri programmi; certo non siamo fermi in quanto una delle nostre principali proposte QUALE QUELLA DI RILANCIARE LA PRASSI DEI GRUPPI OPERAI OMOGENEI per la valutazione preventiva del rischio , sta facendo concreti passi avanti come dimostra il convegno tenutosi a Vignola con Si.Cobas il 20 gennaio 2024;ovviamente quello che abbiamo costruito fino ad oggi non basta assolutamente ed è ben lontano dalla capacità di scalfire una realtà non solo nazionale ma planetaria, diffusamente inquinata da condizioni di lavoro letteralmente schiavistiche ; gli ultimi eventi sono inquietanti e drammatici:

Scoperchiata in provincia di Bergamo una “nicchia” di lavoro nero in condizioni bestiali interno alla filiera per la produzione di borse di lusso ; è stato registrato anche un evento mortale oltre a lavoro nero sottopagato e ad ambienti pesantemente insalubri

Domenica 21 gennaio (!) alle ore 5 nell’area esterna della acciaieria Feralpi di Lonato del Garda muore carbonizzato un lavoratore di 51 anni di una azienda che gestisce un appalto ; si chiamava Fabrizio Bignotti , residente a Castiglione delle Stiviere ; non conosciamo, se non da notizie giornalistiche, i dettagli della dinamica mortale ma gli interrogativi sono i “soliti” : quanto cala la parabola della sicurezza nella catena di appalti e subappalti ? il lavoro notturno era evitabile ? si è tenuto presente il distress lavorativo a carico di un lavoratore ultracinquantenne residente in provincia di Mantova che alle ore 5 di una domenica mattina era già al lavoro in provincia di Brescia ? DVR e DUVRI (DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO E DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE) ERANO ADEGUATI E SE , EVENTUALMENTE,ADEGUATI ERANO CONOSCIUTI DAL LAVORATORE o sono rimasti, come spesso accade, “in un cassetto “ ? certo potrebbero sembrare domande marginali in un sistema giudiziario in cui ormai un omicidio colposo plurimo viene “sanzionato” (per modo di dire) con pene inferiori a quelle per un furto aggravato di bicicletta

Lunedì 22 gennaio muore un lavoratore edile di origini albanesi , alle ore 7 del mattino, caduto da un “parapetto ammalorato” (secondo le cronache) ; non conosciamo al momento il nome di questo lavoratore ma anche qui sarebbe inutile e anzi MISTIFICANTE invocare la “sfortuna” ; col progresso delle conoscenze e delle tecnologie constatare che un operaio muore per “colpa” della legge di gravità e di un parapetto marcio che si può facilmente monitorare prima di appoggiarvisi , fa rabbrividire

Abbiamo notizia , sempre dalla Lombardia, del suicidio di un agente penitenziario di 47 anni che lavorava presso il carcere di Opera (presunto “carcere modello” ) , padre di una bambina piccola ; gesto plateale agito in un supermercato ; non sappiamo quasi niente di questo ennesimo tragico evento ; certo colpisce il fatto che la notizia giunga a poche ore da quella del rinvio a giudizio di alcuni imputati per il suicidio (qualche anno fa) di un agente penitenziario del carcere di Turi (Ba) ; si tratta di eventi correlati alla attività lavorativa ? certo si tratta di un settore in cui il tasso di suicidi è abnormemente alto rispetto ad alti comparti lavorativi ; pur trattandosi di un comparto “difficile” per varie ragioni, che non affronteremo in questa sede (ma che dobbiamo comunque approfondire), occorre tuttavia evitare di tacere sui rischi subiti da questi lavoratori che non vanno abbandonati ad un sindacalismo che consideriamo corporativo e poco lungimirante.
Lutto dopo lutto la nostra rabbia cresce e dobbiamo trasformarla in capacità di indagine, di intervento e di prevenzione ;
dobbiamo organizzare un “telefono verde” per la raccolta di segnalazioni, PER ESEMPIO ATTRAVERSO LE RADIO LIBERE DI MOVIMENTO
dobbiamo, ovunque possibile, organizzare ASSEMBLEE OPERAIE DI GRUPPO OMOGENEO
dobbiamo rafforzare le nostre , ora troppo labili, capacità di ARRIVARE IL GIORNO PRIMA
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna
retenazionalelavorosicuro@gmail.com
333.41147329
Bologna, 22.1.2024

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