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Suicidi in Italia circa 4000/anno: cordoglio di circostanza e prevenzione zero ?

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Agente “suicida” a s. Lazzaro di Savena; cordoglio di circostanza e prevenzione zero ?

di Vito Totire*
Apprendiamo la brutta notizia da una agenzia di stampa; il sentimento più ovvio è quello del lutto e della partecipazione alla sofferenza che l’irreparabile gesto testimonia; ma non basta;
una fonte giornalistica recita , come spesso accade : “ nulla ha mai lasciato presagire questo terribile gesto” ; chi può oggi affermare questo ? ; temiamo che si tratti di parole di circostanza utili inconsciamente a “rassicurare” con la frequente tattica della rimozione psicologica; sono parole che tuttavia rischiano di alimentare ulteriore senso di sconforto e di impotenza ;
per rispetto della sofferenza patita dalla persona (sappiamo che aveva 35 anni, sesso femminile, disponibilità di pistola di ordinanza) e per l’inevitabile sentimento di lutto che l’evento evoca , tuttavia dobbiamo tuttavia interrogarci e fare alcune riflessioni:

Il centro per la prevenzione del suicidio (Los Angeles) fin dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso evidenziò che nel 75% degli eventi la persona che adotta la condotta suicidaria aveva avuto un colloquio con medico curante nei tre mesi precedenti

Ovviamente il medico curante non è l’unico (possibile) sensore in grado di percepire il rischio e la eventuale mancata percezione non è una sua “colpa”

I sensori, se empaticamente ed umanamente attivati, possono essere numerosi : colleghi di lavoro , familiari, amici, medico aziendale se esiste un retroterra di burn-out, persino vicini di casa

Nulla da dire perché nulla sappiamo sulla esistenza di fattori di rischio lavorativi o extralavorativi , si tratta di ragionare collettivamente per concorrere alla elaborazione di un lutto che evidentemente riguarda tutti in una comunità piccola come un comune

Noi non siamo orientati né avremmo mezzi e strumenti per fare una indagine (certamente non quella giudiziaria) ma ci mettiamo a disposizione della comunità locale per contribuire a rispondere collettivamente alle domande che emergono nella mente di ognuno, domande che confliggono con la idea della imprevedibilità e della impossibilità di fare prevenzione

MANCA IN ITALIA UN PIANO NAZIONALE PER LA PREVENZIONE DEL SUICIDIO ; non molto tempo fa , stando alle cronache , risulta essersi verificato un altro suicidio, sempre a s. Lazzaro ; non si tratta certo di coincidenze significative, è solo che è bene tenere viva la memoria ; la esigenza urgente di un piano di prevenzione fu riconosciuta da una mozione parlamentare approvata nelle ultime settimane del governo Draghi nel 2022 , primo firmatario Romaniello ; in quella mozione , commentata da Concita De Gregorio il 16.6.2022 sul quotidiano La Repubblica vengono citati i gruppi di popolazione più a rischio: tra questi anche “gli esponenti delle forze armate e corpi di polizia” oltre ad altri come le persone private della libertà ( tutti o “quasi tutti” siamo consapevoli della tragedia delle carceri e dei CCPPRR italiani) , le persone discriminate, le donne vittime di violenza; la mozione citava , ma come stima per difetto, 4000 suicidi all’anno in Italia
Vogliamo porci delle domande a s. Lazzaro ?
Certo facevamo meglio a porci domande “il giorno prima” ma rimuoverle anche “il giorno dopo” sarebbe perseverare nella indifferenza , nella mancanza di umanità e nel cinismo.
Vito Totire, medico psichiatra, portavoce Centro “Francesco Lorusso” via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 21.2.2024

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