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Centenario della nascita di Franco Basaglia: le idee e la prassi del movimento anti-manicomiale non moriranno mai

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Centenario della nascita di Franco Basaglia
Le idee e la prassi del movimento antimanicomiale non moriranno mai
Molti di “noi” non sapevano della singolare coincidenza: 11 marzo dell’omicidio di Francesco Lorusso e compleanno di Franco Basaglia;
non siamo superstiziosi ma la tentazione di una forma di pensiero magico emerge;
coincidenza casuale? evidentemente si ma comunque occasione per riflettere sui nessi tra il movimento del ’77 e il movimento per la demolizione dei manicomi;
due movimenti di liberazione che più che entrare in sinergia hanno camminato affiancati sorridendosi l’un l’altro e riconoscendosi simili/fratelli ma , purtroppo, senza riuscire a sedimentare un impegno in lotte comuni e soprattutto durature nel tempo;
intendiamoci quella del superamento dei manicomi è stata una rivoluzione frenata dal trasformismo, dai “basagliani a parole ” ma manicomialisti nei fatti, dai conflitti di interesse, dalle strategie capitalistiche delle multinazionali dello psicofarmaco che hanno individuato nella domanda di salute e benessere mentale una occasione di mercato; ovviamente il mercato va oltre il farmaco e si nutre di “tecnologie” e “psicoterapie”, di cliniche private e di residenze più o meno coatte ; di recente l’ordine degli psicologi ha fatto una convenzione con cui ha individuato una occasione di profitto persino nel lutto da morte sul lavoro offrendo “generosamente” uno sconto del 30% sulla tariffa professionale massima…questa convenzione è stata presentato in una sala del parlamento italiano nel corso del 2022 …
anche il cosiddetto bonus psicologo adottato da alcuni governi italiani in cerca di consensi si colloca sul terreno della gestione privatistica del disagio psicosociale che invece deve essere ricondotta alla sanità pubblica senza concessione alle corporazioni e senza dispersione di fondi e risorse;
non possiamo non dirci “basagliani” anche se, volendo dirla in politichese, abbiamo aderito alla corrente basagliana di sinistra che ha fatto riferimento a Giorgio Antonucci; ma non è il momento (non lo è mai stato) di enfatizzare divergenze che rischiano di preludere a divisioni controproducenti ;
recentemente è stata fatta la ennesima scoperta della acqua calda; alcune fonti, pare credibili, hanno denunciato che le divergenze tra Malcom X e Martin Luther King
sono state enfatizzate ad arte, ricorrendo alla diffusione di notizie false, dalla CIA; vero o non vero la questione fa riflettere: oggi come mai è necessaria la massima sinergia tra i movimenti che contestano e criticano le istituzioni totali dal manicomio al carcere alle REMS ai CCPPRR a quelle “case di riposo” più simili a penitenziari che a strutture residenziali accoglienti e inclusive ;
senza chiedere a nessuno di mediare o di rinunciare alla propria autonomia va ricercata il massimo di unità di azione : marciare separati, se necessario, ma colpire uniti ;
oggi , centenario della nascita di Franco Basaglia l’Italia, nonostante la forte spinta propulsiva del movimento antimanicomiale è ridotta ad essere un “terricomio” in cui le sbarre fisiche sono sostituite dalla contenzione chimica; la segregazione, le violenze, i pestaggi sono all’ordine del giorno ; negli SPDC -strutture ospedaliere pubbliche di psichiatria-la contenzione fisica è in uso nel 90% dei reparti ; il movimento no restraint rilanciato dai basagliani dopo la morte di Elena Casetto in un SPDC non è riuscito ad estendersi alla maggioranza ; ancora più critica è la situazione per quel che riguarda gli psicofarmaci con picchi paradossali di overdose e di abuso nelle carceri , nei CCPPRR ma anche nella strutture per anziani
OCCORRE COSTUIRE UN MOVIMENTO PER LA DEMOLIZIONE DEFINITIVA DELLE ISTITUZIONI TOTALI
Per la costruzione di questo movimento facciamo appello a chiunque motivato per convinzioni politiche o per posizione sociale e professionale ma facciamo appello anche alle organizzazioni di base dei lavoratori e a tutti gli “onesti” che non intendono tollerare abusi e repressione ma vogliono lavorare per una capacità collettiva di presa in carico del disagio con empatia , dolcezza e capacità di inclusione, senza segregazione , contenzione chimica, catene , camice di forza, mezzi di contenzione , pistole taser, violenza e morte .
Al sadismo della psichiatria istituzionale sostituiamo la musica della taranta.
Vito Totire, portavoce Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria F.Lorusso via Polese 30 40122-Bologna
Bologna, 11 marzo 2024

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