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Allarme spondiloartrite assiale: colpisce 1/150 persone

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Allarme spondiloartrite assiale: colpisce 1/150 persone

World AS Day 2024 REUMATOLOGIA REDAZIONE DOTTNET

“Il sintomo più tipico della spondiloartrite assiale è la lombalgia più comunemente nota come mal di schiena. Attenzione ai segnali dietro ai quali si potrebbe nascondere una possibile diagnosi di spondiloartrite assiale. Quest’ultima è una malattia infiammatoria cronica che colpisce la colonna vertebrale, rendendola meno mobile e flessibile con conseguente limitazione dei movimenti. Nei casi più gravi la colonna vertebrale si fonde fino a formare una struttura unica, con l’impossibilità per il paziente a svolgere alcune attività della vita quotidiana come ad esempio il sollevare la testa per vedere il cielo. La patologia colpisce, a livello globale, una persona su 150, in particolare uomini e manifesta, in genere, i principali segni e sintomi tra i 20 e i 40 anni. Il mal di schiena a livello lombare, spesso associato con dolore all’anca o al gluteo, rappresenta di solito il primo segnale dell’insorgenza della spondiloartrite assiale. Purtroppo spesso questo sintomo così comune nella popolazione viene sottovalutato dai pazienti stessi e ciò, unito al cronico problema della lunghezza delle liste di attesa, può portare anche a un periodo di 8 anni prima di poter avere una corretta diagnosi. Ma non è tutto, le persone sperimentano anche un’eccessiva rigidità. In molti casi il dolore e la rigidità iniziano lentamente e compaiono poi gradualmente con intensità sempre maggiore nel corso di settimane e/o mesi con le persone che possono sperimentare giorni o settimane di dolore molto forte alternati a periodi di dolore quasi nullo. Oltre alla colonna vertebrale, possono essere coinvolte le articolazioni sacroiliache (tra osso sacro e bacino) e le inserzioni di tendini e legamenti sulle ossa soprattutto a livello di calcagno e cartilagini costali. La  spondiloartrite assiale può provocare, inoltre, alcune complicanze quali: l’artrite periferica, che causa infiammazione e dolore in altre articolazioni, quali polsi, caviglie, gomiti e ginocchia; le malattie infiammatorie croniche intestinali (quali ad esempio la malattia di Crohn e la colite ulcerosa) che causano dolore e infiammazione all’intestino; l’uveite, un’infiammazione dell’occhio che si manifesta con dolore all’occhio, aumentata sensibilità alla luce e visione annebbiata e, per ultima, ma non meno importante, la psoriasi, una malattia cronica della pelle che comporta un’infiammazione cutanea e un disordine di crescita dei cheratinociti, i quali portano alla formazione di placche rilevate, di colore rosso acceso, rivestite da squame biancastre che colpiscono, in particolare aree quali i gomiti, le ginocchia e il cuoio capelluto. Anche per la spondiloartrite assiale una diagnosi precoce è vitale per poter assicurare alle persone il trattamento corretto: Segni e sintomi della possibile insorgenza della spondiloartrite assiale possono essere confusi, spesso, con altre condizioni quali ad esempio il mal di schiena, portando a ritardi nella diagnosi e nei trattamenti che possono anche causare una disabilità permanente. In questo senso è fondamentale concentrarsi sull’individuazione e lo studio dei principali segnali e sintomi dell’insorgenza della malattia dato che il riconoscimento e la comprensione precoce di questi indicatori possono avere un impatto significativo sulla vita delle persone colpite. Sottolineando l’importanza di questo tema, miriamo quindi a educare, in questa giornata di sensibilizzazione, i pazienti, il pubblico e gli operatori sanitari sui principali segnali d’allarme associati alla spondiloartrite assiale, quali mal di schiena persistente, rigidità e affaticamento. Se sottovalutati questi sintomi, così comuni nella popolazione, possono allungare, e di molto, i tempi per arrivare a una corretta diagnosi. Una maggiore consapevolezza può accelerare la diagnosi, consentendo un intervento e una gestione tempestivi, migliorando in definitiva la qualità della vita delle persone affette da spondiloartrite assiale.  Non esiste una cura definitiva per questa patologia, ma alcuni farmaci sono oggi in grado di ridurre l’infiammazione e il dolore, alleviando i sintomi. Per il trattamento della spondiloartrite assiale si possono utilizzare in particolare sia farmaci anti-infiammatori per controllare le fasi iniziali del dolore e dell’infiammazione che farmaci biologici quali anti-TNFα (es. etanercept, adalimumab, infliximab, golimumab), anti-IL17 (Secukinumab) oppure i JAK inibitori (upadacitinib, tofacitinib) in grado di controllare il processo infiammatorio sia a livello osseo (colonna vertebrale, articolazioni periferiche) di cute (in caso di psoriasi) e intestino (in caso di malattie infiammatorie intestinali).

La disponibilità di trattamenti farmacologici efficaci e sicuri nel trattamento della spondiloartrite assiale ha rivoluzionato l’approccio alla gestione dei nostri pazienti a cui oggi possiamo assicurare una migliore qualità della vita. In questo contesto diventa fondamentale non solo la correttezza della diagnosi ma anche la sua precocità.  L’esordio del mal di schiena prima dei 45 anni, la presenza di rigidità mattutina pari o superiore ai 30 minuti, il miglioramento del dolore con il movimento, il peggioramento nelle ore notturne o comunque dopo un periodo di inattività e la brillante risposta agli antinfiammatori rappresentano i principali campanelli d’allarme. Il sintomo più tipico della spondiloartrite assiale è la lombalgia più comunemente nota come mal di schiena che in questa malattia assume caratteri distintivi, tipici di un interessamento infiammatorio delle strutture dello scheletro assiale. Riconoscere i sintomi della patologia consente un invio precoce del paziente al reumatologo e l’inizio tempestivo di una terapia mirata.

Ecco, infine, un elenco dei principali segni e sintomi della possibile insorgenza della spondiloartrite assiale che occorre tenere monitorati: 

    • Mal di schiena a livello lombare di tipo infiammatorio
    • Rigidità articolare
    • Dolore e gonfiore di altre articolazioni quali ad esempio quelle sacroiliache (tra osso sacro e bacino) e alle inserzioni di tendini e legamenti sulle ossa (dette “entesi”) soprattutto a livello di calcagno e cartilagini costali
    • Uveite
    • Difficoltà respiratoria
    • Infiammazione dell’aorta
    • Affaticamento ed estrema stanchezza

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