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La rivoluzione culturale: ecologica e sociale

La rivoluzione culturale: ecologica e sociale

di Vincenzo Balzani*

La nostra epoca è caratterizzata da due insostenibilità: ecologica, come mostrato, ad esempio, dal cambiamento climatico, e sociale, testimoniata dalle sempre crescenti disuguaglianze. Possiamo e dobbiamo porvi rimedio.

Papa Francesco, nell’enciclica Laudato si’, ci esorta a compiere una rivoluzione culturale che ci porti a custodire il pianeta. La principale causa dell’insostenibilità ecologica è l’uso dei combustibili fossili. È necessario, dunque, ricorrere a fonti energetiche alternative, le energie rinnovabili del Sole (fotovoltaica), del vento (eolica) e dell’acqua (idroelettrica) che, senza generare inquinamento e senza causare cambiamento climatico, forniscono elettricità, una forma di energia molto più pregiata del calore prodotto dai combustibili fossili. Le energie rinnovabili non sono solo la risposta alla crisi climatica, ma anche la chiave per combattere la povertà energetica. Come denunciato proprio su Avvenire dal direttore del Centro studi Power Shift Africa, alcune nazioni sviluppate, soprattutto Italia e Germania, anziché sostenere l’Africa nello sviluppo delle energie rinnovabili, spingono molti Paesi africani a riversare le loro limitate riserve finanziarie nello sviluppo di un’industria di estrazione dei combustibili fossili.

In natura, le energie fornite dal Sole, dal vento e dall’acqua sono molto abbondanti, ma per convertirle in elettricità servono apparecchiature (pannelli fotovoltaici, pale eoliche, dighe, ecc.) che dobbiamo costruire partendo dalle risorse materiali che ci fornisce la Terra. La quantità di questi materiali è però limitata, per cui dobbiamo utilizzarli con la massima efficienza e riciclarli. Per questa ed altre ragioni è necessario abbandonare l’economia lineare dell’usa e getta, alimentata dai combustibili fossili, e adottare un’economia circolare che utilizza le energie rinnovabili e che è basata su riuso, riparazione e riciclo di tutto quello che produciamo. Parallelamente, dobbiamo abbandonare il consumismo e vivere in modo più sobrio.

C’è poi un altro problema. Le limitate risorse materiali necessarie per convertire in energia elettrica le energie del Sole, del vento e dell’acqua non sono equamente distribuite sulla Terra. Ad esempio, alcuni elementi chimici fondamentali, come il Litio per le batterie e il Neodimio per le pale eoliche, non si trovano né in Italia né in Europa, ma prevalentemente in Cile, il primo, e in Cina, il secondo. Alla scarsità di una risorsa importante un Paese può far fronte in due modi: con la guerra, come spesso è accaduto in passato per il petrolio, o con accordi di collaborazione e scambi commerciali. Le nazioni continueranno ad essere così incoscienti da fare guerre per conquistare le risorse che non hanno, o finalmente capiranno che ogni guerra è una sconfitta per l’umanità intera?

Ecco allora l’altro aspetto della necessaria rivoluzione culturale, indicato da papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti: promuovere un’aspirazione mondiale alla fraternità e all’amicizia sociale per costruire un mondo migliore, a partire dalla comune appartenenza alla famiglia umana e dal riconoscerci fratelli perché figli di un unico Creatore.

  • Professore emerito di Chimica nell’Università di Bologna
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