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Importanza dello screening prostatico

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Tumore prostata: solo il 6% degli uomini ha fatto lo screening oncologico

DOTTNET | 17/11/2022 12:24

Dallo studio, effettuato su un campione di uomini tra i 50 e i 70 anni, è emerso anche che la maggior parte non ritiene importante condurre uno stile di vita sana

Nonostante i casi di incidenza siano 40.000 l’anno e i morti 7.000, gli italiani adulti non fanno prevenzione per il tumore alla prostata. Soltanto il 6% ha eseguito uno screening di tipo oncologico mentre il 40% non ha fatto alcun tipo di controllo e il 57% esclusivamente un controllo generico. Sono i numeri emersi dallo studio Ipsos presentato a Roma durante il convegno ‘Androday’, organizzato da Fondazione Pro.  Nel corso del convegno è stato illustrato il progetto di screening nazionale sulla familiarità del tumore prostatico, promosso dalla Fondazione, Fnomceo e Agenas con il supporto di Netmedica. L’ereditabilità di questa patologia, infatti, è stimata intorno al 58%, ma solo un italiano su tre ne è a conoscenza. Dallo studio, effettuato su un campione di uomini tra i 50 e i 70 anni, è emerso anche che la maggior parte non ritiene importante condurre uno stile di vita sana. Soltanto il 23%, infatti, dice di avere un’alimentazione controllata e di effettuare attività fisica.   “Il tumore della prostata colpisce ogni anno circa 40.000 uomini e ne uccide 7.000. Il dato più importante è che gli uomini con un padre o un fratello che hanno avuto un tumore alla prostata corrono un rischio doppio di ammalarsi anche loro. Il rischio però aumenta con l’aumentare del numero dei parenti malati. Per chi ha avuto un padre e un fratello malati, o due fratelli, le probabilità di ricevere la temuta diagnosi salgono al 55% a 75 anni. Non basta chiamare in causa una generica familiarità per ipotizzare un generico rischio: bisogna tenere in considerazione l’età, la diagnosi e il numero di parenti che hanno avuto un tumore alla prostata”.

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