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  L’ANNO CHE VERRA’

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  L’ANNO CHE VERRA’

 di Beppe Manni, giornalista, Gazzetta di Modena

Nostradamus scrive, nel 1555, un libro di profezie. Per il 2023 prevede una guerra e una carestia. Altri profeti e profetesse più recenti, prevedono disastri di ogni tipo. E’ facile prevedere guerre, fame e disastri ecologici. Non serve consultare gli astrologi o indovini. E’ sufficiente il nostro buon senso, se lo avessimo, e i dati degli scienziati.

Veggenti da Fatima a Medjugorje prevedono catastrofi cosmiche, saccheggiando i testi apocalittici della bibbia che i teologi definiscono profezie post factum, inseriti in testi scritti dopo che il fatto è realmente accaduto. Del resto i raccontatori di profezie stanno sulle generali cosicché, in un modo e in un altro, ci prendono sempre. Il futuro non esiste e nemmeno gli dei lo conoscono.  Solo le stelle, la luna e il sole non mentono mai nel loro eterno girovagare per il cielo come ci insegnano i magi e il mago Newton, che da bravi astrologi leggevano meravigliati non il volo degli uccelli, ma il movimento e la luminosità delle stelle.

E allora non ci resta che la canzone augurale di Lucio Dalla: ‘L’anno che verrà’. Fu scritta nel 1978 un annus horribilis: uccisione di Moro, attentati, brigatisti e mafiosi all’opera, inflazione: paura e angoscia. La sua non era una divinazione ma un grido di speranza, l’attesa di un mondo nuovo di libertà e di felicità per tutti. Un augurio attualissimo oggi appena usciti dalla pandemia, ma entrati in una guerra con il terrore dell’atomica e in una crisi energetica imprevista; nelle mani di un nuovo governo che arranca. “Caro amico ti scrivo…Si esce poco la sera, compreso quando è festa – E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra – E si sta senza parlare per intere settimane…”…“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno…porterà una trasformazione – e tutti quanti stiamo già aspettando: sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno – ogni Cristo scenderà dalla croce – anche gli uccelli faranno ritorno  ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno…E si farà l’amore, ognuno come gli va … Anche i preti potranno sposarsi – ma soltanto a una certa età…Ma la televisione ha detto che il nuovo anno – porterà una trasformazione…E tutti quanti stiamo già aspettando”.

Sono le speranze che attraversano i nostri cuori nel nuovo anno: ci sarà la pace e i soldati torneranno dalle loro madri; lavoreremo tutti meno per lasciare spazio alle feste; non ci saranno più predicatori che proibiscono l’amore; e morto Ratzinger anche i preti e suore liberamente faranno…quello che desiderano. Il nostro mare finalmente non sarà un mare di morte, liberamente attraversato solo da allegre navi passeggeri.

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