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Oltre 6 milioni di italiani rinunciano al SSN per i lunghi tempi d’attesa

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ll diritto ad accedere alle cure pubbliche in tempi certi è previsto per legge, ma purtroppo viene disatteso. Liste d’attesa infinite penalizzano i malati che hanno necessità di eseguire esami diagnostici in tempi brevi per evitare aggravamenti della malattia. Coordinamento ITP Sicilia chiede che gli strumenti che consentirebbero cure e diagnosi in tempi certi vengano utilizzate in maniera adeguata per garantire a tutti il diritto alla salute. Sei d’accordo? Il diritto ad esami diagnostici in tempi certi e adeguati nel SSN 4.209 hanno firmato la petizione di CoordinamentoITP Sicilia. Arriviamo a 5.000 firme! Firma con un solo click Al Presidente della Repubblica, Al Presidente del Governo, Ai Presidenti delle Regioni, I sottoscritti promotori della presente petizione per una sanità giusta che rispetti quanto enunciato dall’art. 32 della Costituzione,  chiedono il diritto ad accedere alle cure pubbliche in tempi certi, ciò è già previsto da una serie di norme che in pratica viene disatteso da coloro che dovrebbero tutelare la salute del cittadino. Sono evidenti delle asimmetrie informative che penalizzano i malati che hanno necessità di eseguire esami diagnostici in tempi brevi per evitare aggravamenti della malattia. Richiediamo che le liste d’attesa non siano infinite o in tempi superiori al mese per accedere ad una prestazione sanitaria, poiché spesso non viene applicata e considerata dal medico che ne fa richiesta, né dalla struttura che fornisce il servizio, e nel caso, che i tempi massimi vengono superati dall’azienda sanitaria, il cittadino ha diritto di accedere ad una prestazione intramoenia pagando solo il ticket equivalente, cosa che, come sappiamo, non viene attuata sia dall’azienda sanitaria che dalla struttura recettiva e ancora più grave il richiedente non viene mai informato di questa possibilità e anzi viene ostacolato nel richiederne l’applicazione. Secondo il Decreto Legislativo n. 124/98, se una struttura non può garantire il rispetto dei tempi previsti, l’Azienda sanitaria deve indicare al cittadino le strutture pubbliche o private accreditate che assicurano il rispetto della tempistica e nel caso che nessuna struttura pubblica o convenzionata sia in grado di erogare la prestazione, l’Azienda sanitaria deve autorizzare la prestazione in regime intramurario, cosa che non viene mai applicata o raramente utilizzata, poiché è l’Azienda sanitaria a prendersi carico della procedura con cui ottenere l’esenzione dell’intero importo e l’applicazione del solo ticket dovuto.  Benché sappiamo che il Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa prevede la possibilità per il medico (medico del servizio pubblico, medico di famiglia, pediatra, guardia medica) di applicare un codice di priorità alla prestazione richiesta. Questo viene sempre disatteso, benché sulla ricetta viene indicato il codice U (urgente) per cui la prestazione dovrà essere erogata entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni le visite, 60 giorni gli esami diagnostici, P programmabile. Riteniamo che il diritto alla salute non debba essere garantito solo formalmente, ma anche praticamente e quindi che le Istituzioni insieme alla cittadinanza e la comunità scientifica, nonché gli operatori sanitari (dal medico di base o specialista a chi effettua le prenotazioni) si prendano carico del rispetto dei valori costituzionali.  Non possiamo sottrarci all’evidenza delle iniquità esistenti e che via via sono peggiorate nel tempo, che hanno costretto di fatto, il cittadino ad affrontare spese ingenti per curarsi.  Firma con un solo click Visita la pagina della petizione
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