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Bologna diventa città 30: dal primo luglio via alla transizione bike friendly

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Bologna diventa città 30: dal primo luglio via alla transizione bike friendly

 Alessandro Di Stefano, BC

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Dal primo luglio Bologna darà il via al percorso di transizione che la condurrà a diventare città 30 nel giro di un semestre. Negli anni su BC abbiamo raccontato le politiche, le iniziative e le misure portate avanti nel capoluogo emiliano, evidenziando il rapporto storico che lega anzitutto i cittadini e le cittadine alla mobilità dolce. Nei giorni scorsi la Giunta guidata dal sindaco Matteo Lepore ha approvato il cosiddetto Piano Particolareggiato del Traffico Urbano “Bologna Città 30” con tutta una serie di misure che andranno a trasformare entro il primo gennaio 2024 la viabilità urbana. Tanto per cominciare è prevista la sostituzione/installazione di oltre 500 cartelli e la realizzazione di circa 300 bolloni su strada che andranno a indicare la presenza di una zona 30 km/h.

Ma una città 30 non può che partire dai nuovi limiti di velocità. Come ha spiegato l’amministrazione i 30 km/h non saranno più l’eccezione, bensì la regola sulla maggior parte delle strade. Per la precisione su circa il 70% delle vie dell’intero centro abitato. La percentuale, fa sapere il Comune, arriva comunque a sfiorare il 90% se si considera il solo perimetro della parte più densamente abitata della città.

Per facilitare la transizione di Bologna verso il modello città 30 l’amministrazione ha preferito evitare di partire subito con le sanzioni. Dal primo luglio a fine anno non saranno previste multe, mentre sarà attivata una campagna di sensibilizzazione per far comprendere l’importanza dell’introduzione di misure da città 30 in un momento storico in cui, ancora una volta, la questione sicurezza stradale è di costante (e tragica) attualità.

A completare le misure ci sono anche altri investimenti, come il mezzo milione di euro per finanziare le cinque nuove piazze scolastiche pedonali (il primo test a Bologna risale al 2022). La città va così a fare da capofila di un percorso ancora pionieristico in Italia: altri comuni impegnati sul tema sono  Olbia e Cesena mentre Milano è ferma alla mozione votata a inizio anno dal consiglio comunale. L’impegno di Bologna darà forza anche alla proposta di legge nazionale sulle città 30 promossa da un ventaglio di associazioni tra cui Fiab.

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