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La lebbra torna a diffondersi: nel mondo 174.087 nuovi casi nel 2022 (+ 23,8%)

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La lebbra torna a diffondersi: nel mondo 174.087 nuovi casi nel 2022 (+ 23,8%)

OMS, DOTTNET

Il maggior numero di notifiche (aldulti e bambini) arrivano dal Sud est asiatico (71,4% dei nuovi casi), seguito dalla Regione Africana (12,6%) e dalle Americhe (12,3%)

Dopo anni di decrescita, torna a salire nel mondo il numero di casi segnalati di lebbra. L’Oms, nel suo Rapporto, parla di 174.087 nuovi casi segnalati da 182 Paesi che hanno partecipato al monitoraggio (pari a 21,8 casi per milione popolazione), cioè il 23,8% in più dell’anno precedente. I numeri più alti arrivano dal Sud est asiatico (il 71,4% dei nuovi casi), seguito dalla Regione Africana (12,6%), dalle Americhe (12,3%), dalla Regione del Mediterraneo Orientale (2,2%), da quella del Pacifico Orientale (1,4%) e dall’Europa (<1%). Il 5,9% dei nuovi casi ha riguardato i bambini, per un totale di 10.302 nuovi casi infantili (5,1 per milione di popolazione infantile).

Nessun allarme, al momento, in Italia, che non registra casi. Ma i nuovi dati dell’Oms preoccupano Aifo, Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau, che da oltre 60 anni è impegnata nella lotta contro la lebbra. “Aifo porta avanti la lotta di liberazione dei malati di lebbra e alle ingiustizie sociali intrapresa da Raoul Follereau, di cui quest’anno ricorre il 120° anniversario dalla nascita, promuovendo dignità e inclusione affinché nessuno resti ai margini”, spiega l’associazione evidenziando che “dal 2013 a oggi i nuovi casi di lebbra sono tendenzialmente in progressivo declino, anche se molto lento. Negli ultimi due anni, tuttavia, si è registrato un netto aumento dopo il calo del numero annuale dei nuovi casi causato dalla pandemia Covid-19 che ha rallentato le attività di sorveglianza epidemiologica e la capacità diagnostica dei centri di trattamento ambulatoriali”. Diversi, inoltre, i paesi in cui si segnalano ancora discriminazioni nei confronti dei malati di lebbra o hanno leggi che consentono discriminazioni basate sulla malattia.
“Il cammino verso un mondo senza lebbra è lungo e presuppone diversi obiettivi da raggiungere attraverso un lavoro costante e collettivo

È necessario interrompere la catena di trasmissione della malattia, prevenire le disabilità causate dalla malattia, promuovere e sostenere l’inclusione sociale delle persone colpite, eliminando le barriere politiche, sociali e culturali. Crediamo sia positivo il fatto che la lotta contro lo stigma legato alla lebbra rappresenti una priorità per l’OMS, come lo è da sempre stato per AIFO. Di contro è evidente come il calo dei nuovi casi annuali è progressivo, ma ancora troppo lento rispetto a quanto previsto e, come atteso, in aumento dopo la pandemia da Covid-19: l’impegno di Aifo nel mondo si concentra sull’interruzione della trasmissione della lebbra, ma anche nel prevenire le disabilità ed eliminare le discriminazioni nei confronti delle persone colpite, oltre il pregiudizio e lo stigma, promuovendo l’inclusione sociale per ridare dignità di persona a coloro a cui non è riconosciuta per una malattia.

Nello specifico, nei Paesi dove è presente, in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (SDG 2030), AIFO promuove un approccio multisettoriale che include riabilitazione fisica delle persone con disabilità, educazione sanitaria e informazione per la popolazione in generale, riabilitazione socioeconomica in favore delle persone colpite e delle loro famiglie. Aifo si mobilita ogni anno anche in Italia. Il prossimo 28 gennaio 2024, si celebrerà la 71^ Giornata Mondiale dei malati di Lebbra.

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