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Migliorare il processo di riforma del sistema di cura della non Autosufficienza (di cui alla legge 33/2023)

  • di

Associazione di Promozione Sociale RINATA – ETS

COMUNICATO STAMPA

Vogliamo contribuire a migliorare il processo di riforma del sistema di cura della Non Autosufficienza (di cui alla legge 33/2023), condividendo l’appello del Patto NNA al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.

Proponiamo altresì il cambiamento dalla base, chiedendo a cittadini, caregiver e comunità locali di promuovere e sostenere  le buone pratiche già presenti nelle Regioni italiane, affinchè diventino realtà accessibili e diffuse, quali i Centri Multi Servizi socio sanitari che, ponendo al centro i bisogni e i desideri delle persone in cura, offrono, con un approccio olistico, un ventaglio di attività dall’assistenza domiciliare ai centri diurni, dall’assistenza residenziale a quella per le patologie di demenza e alzheimer e in fase terminale.  

Chiediamo l’attenzione del mondo politico istituzionale alla salvaguardia del fondamentale diritto di ogni individuo – indipendentemente dalla condizione e dall’età – e interesse della collettività alla Salute, attraverso impegni e atti concreti.

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Roma, 2 febbraio 2024

Egregio Signor 

Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Giorgia Meloni

Egregio Signor Presidente Meloni,

Le scriviamo come Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza in merito allo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, in attuazione della delega di cui agli art. 3, 4 e 5 della Legge 23 marzo 2023, n.33 della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti presentato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 25 gennaio. Si tratta di un atto decisivo per 10 milioni di persone: i 3,8 milioni di anziani coinvolti, i familiari che li assistono e chi lo fa professionalmente.

Il Patto coinvolge 60 organizzazioni: la gran parte di quelle della società civile coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti nel nostro Paese. Si tratta della comunità italiana della non autosufficienza, che ha deciso di superare confini, appartenenze e specificità per unirsi.

Il Patto ha seguito la riforma sin dall’inizio. Nel 2021 ne ha ottenuto l’introduzione nel PNRR; ha poi salutato con favore l’impatto innovativo contenuto dalla successiva legge delega (Legge 33/2023), pur perfettibile, che riprendeva in ampia misura anche le dettagliate proposte delle organizzazioni.

Oggi, a pochi giorni dall’approvazione dello schema di decreto legislativo e a seguito di una sua attenta lettura, pur apprezzando l’attenzione riservata ad alcune rilevanti questioni, in particolare il processo di valutazione multidimensionale dell’anziano non autosufficiente, riteniamo importante condividere con Lei alcune considerazioni su quello che invece manca o ci appare poco definito.  

È opportuna una premessa. Anche se il settore ha evidente necessità di maggiori risorse, non è questo ora il nostro focus. Prima bisogna discutere il progetto per il futuro dell’assistenza agli anziani: solo se questo è solido ha senso affrontare i finanziamenti. E il decreto approvato in via preliminare, a nostro parere, non sviluppa adeguatamente il progetto che invece la legge prevede.

Per questo motivo, auspichiamo che il Governo da Lei guidato possa compiere una revisione del decreto perché sia in linea con le previsioni più innovative della legge-delega, a partire dai seguenti punti.

Riformare i servizi domiciliari. Dalla pandemia in poi, opinione pubblica, media e politici hanno insistito – come una sola voce – sull’imperativo di assicurare agli anziani la possibilità di continuare a vivere a casa. In Italia, però, manca un servizio domiciliare pubblico disegnato per assistere gli anziani non autosufficienti. Quelli esistenti – di Asl e Comuni – sono utili ma pensati per altre categorie di persone e ad altri fini e non tengono conto di aspetti ineludibili come, ad esempio, la durata dell’assistenza. Sul punto, lo schema di decreto rimanda a successivi provvedimenti di semplice indirizzo, mentre si dovrebbero già qui individuare alcuni criteri che siano vincolanti e che orientino il ridisegno dell’assistenza domiciliare verso la non autosufficienza.

Avviare la riqualificazione delle strutture residenziali. Seppure la priorità sia sostenere la permanenza dell’anziano a domicilio, nei casi più gravi questa non è un’opzione possibile. Se questo tema è prioritario, come è emerso durante la pandemia, ed è indispensabile, come il decreto stesso contempla, che le strutture siano luoghi accoglienti dove gli ospiti godano della miglior qualità di vita possibile, ci saremmo aspettati delle previsioni più stringenti, tanto nella definizione di tutti i criteri utili per l’accreditamento, quanto dei necessari requisiti di sicurezza e qualità. Il decreto attuativo, invece, contiene solo prime indicazioni in merito e rimanda a ulteriori provvedimenti.

Dare un futuro alla prestazione universale. Per ottenere la nuova misura – sperimentale per il 2025-2026 – sono richiesti un elevato bisogno assistenziale, un’età di almeno 80 anni, e ridotte disponibilità economiche. Viene così introdotto il principio che si può fruire dell’assistenza per la non autosufficienza solo se, oltre a trovarsi in questa condizione, si è poveri mentre attraverso il welfare è necessario sostenere anche le classi medie. Inoltre, con la prestazione vengono aggiunti 850 euro mensili all’indennità di accompagnamento – la più diffusa misura pubblica – che rimane immutata, senza affrontarne i tanti problemi. Sarebbe auspicabile che la sperimentazione prevedesse anche una revisione dell’indennità per le persone coinvolte: solo così potrà costituire un’utile base per il futuro.

Tutto ciò premesso, e nonostante riteniamo che sarebbe stato auspicabile un pieno coinvolgimento delle organizzazioni rappresentanti il mondo della non autosufficienza degli anziani nella fase ascendente del decreto, come d’altra parte era stato annunciato, il Patto continua ad esprimere la propria disponibilità alla collaborazione sulla riforma, a partire da queste settimane che ci separano dalla definitiva approvazione del provvedimento.  

La ringraziamo per l’attenzione che vorrà riservare a questa nota e cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri più distinti saluti

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ORGANIZZAZIONI ADERENTI AL PATTO

Il Patto raggruppa 60 organizzazioni, la gran parte di quelle della società civile coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti nel nostro Paese: rappresentano gli anziani, i loro familiari, i pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi. Si tratta della comunità italiana della non autosufficienza, che ha deciso di superare confini, appartenenze e specificità per unirsi.

ORGANIZZAZIONI DI CITTADINANZA  SOCIALE ACLI – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani Associazione APRIRE – Assistenza Primaria In Rete – Salute a km 0 Associazione Prima la Comunità Caritas Italiana Cittadinanzattiva Diaconia Valdese Federcentri APS    Forum Disuguaglianze Diversità Forum Nazionale del Terzo Settore La Bottega del Possibile APS Movimento per l’Invecchiamento Attivo Network Non Autosufficienza (NNA) Percorsi di Secondo Welfare Rinata APS – ETS  SOCIETÀ SCIENTIFICHE E ORDINI PROFESSIONALI AIP – Associazione Italiana Psicogeriatria CARD ITALIA – Confederazione Associazioni Regionali dei Distretti CNOAS – Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali FNOFI – Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti FNOPI – Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche  SIGG – Società Italiana di Gerontologia e Geriatria SIGOT – Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa  
RAPPRESENTANTI DELLE PERSONE COINVOLTE E DEI FAMILIARI AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica A.L.I.Ce. Italia ODV – Lotta all’Ictus Cerebrale Alzheimer Uniti Italia Onlus AMOR – Associazione Malati in Ossigeno-Ventiloterapia e Riabilitazione ANNA – Associazione Nutriti Artificialmente ASSINDATCOLF – Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico Associazione Apnoici Italiani – APS Associazione Comitato Macula Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus Associazione Respiriamo Insieme APS CARER ETS – Caregiver Familiari Confederazione Parkinson Italia DOMINA – Associazione Nazionale Famiglie  Datori di Lavoro Domestico FAIS – Associazioni Incontinenti e Stomizzati Federazione Alzheimer Italia FIDALDO – Federazione Italiana dei Datori di  Lavoro Domestico    Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato Nuova Collaborazione – Associazione Nazionale Datori di Lavoro Domestico SOS AlzheimerRAPPRESENTANTI DEI PENSIONATI ANAP Confartigianato Persone – Associazione  Nazionale Anziani e Pensionati ANPA Confagricoltura – Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori ANP-CIA – Associazione Nazionale Pensionati Cia Federazione Nazionale Coldiretti Pensionati CNA Pensionati FNPA Casartigiani – Federazione Nazionale  Pensionati Artigiani FNP CISL PENSIONATI   RAPPRESENTANTI DI REALTÀ CHE OFFRONO INTERVENTI E SERVIZI AGeSPI – Associazione Gestori Servizi Sociosanitari e Cure Post Intensive ANASTE – Ass. Nazionale Strutture Terza Età ANSDIPP – Ass. dei Manager del Sociale e del Sociosanitario ARIS – Ass. Religiosa Istituti Socio-Sanitari ASSIFERO – Ass. Italiana delle Fondazioni ed Enti Filantropici Assoprevidenza – Ass. Italiana per la Previdenza Complementare Confcommercio Salute, Sanità e Cura Consorzio MUSA – Consorzio Mutue Sanitarie FIMIV – Federazione Italiana della Mutualità Integrativa Volontaria Legacoopsociali Professione in Famiglia UNEBA – Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale  

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