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Morbillo: aumentano casi in 30enni

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Morbillo: aumentano casi in 30enni

INFETTIVOLOGIAAdnkronos Salute

È una malattia seria che non va sottovalutata

Nel Lazio «c’è un allarme negli adulti, rivediamo casi nei giovani, 30enni non vaccinati, e personalmente è una situazione a cui noi medici di famiglia non assistevamo da decenni. Il morbillo è una malattia che non va sottovalutata perché è un virus ‘cattivò che porta febbre alta e l’esantema, un rush cutaneo nelle mucose nella faringe, poi arriva l’esantema con le bolle. Quello che consigliamo ai nostri assistiti è di verificare se si è fatta la vaccinazione anti-morbillo e nel caso negativo di farla». Così all’Adnkronos Salute interviene sull’alert per l’aumento dei casi di morbillo negli adulti (19-42 anni) rilanciato da una circolare del Servizio regionale di sorveglianza (Seresmi) del Lazio. Perché nel Lazio c’è questa recrudescenza di morbillo negli adulti? Per il morbillo non c’è cura e può dare in alcuni casi anche complicanze, dalla polmonite all’encefalite. Ma cosa deve fare chi ha un sospetto di morbillo? Ci si rivolge al proprio medico, se ci sono in atto già complicanze serie, che possono purtroppo arrivare in certi soggetti, sarà però necessario valutare anche il ricovero in ospedale. Ora la cosa necessaria è che tutti controllino se hanno o meno fatto la vaccinazione. Se non si è fatta occorre contattare l’Asl, perché non abbiamo i vaccini e purtroppo non abbiamo accesso all’anagrafe vaccinale, e prendere appuntamento per l’immunizzazione.

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