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“E’ più pericoloso essere una donna che un soldato”

  • di
di Giancarla Codrignani, politologa, giornalista, già docente e parlamentare
Ottomarzo ’24: E’ più pericoloso essere una donna che un soldato. In Africa, dice Amref, che dovrebbe “essere più donna” perché la disparità impedisce lo sviluppo sociale, culturale ed economico. ***** “Era dai tempi del presidente Lincoln e della guerra civile che la libertà e la democrazia non erano mai state sotto attacco qui in patria come lo sono oggi. Ciò che rende raro il nostro momento è che la libertà e la democrazia sono sotto attacco sia in patria che all’estero, nello stesso momento». Inizio del discorso di Biden sullo stato dell’Unione davanti al Congresso”. Quindi, viveri ai palestinesi, difesa del commercio nel Mar Rosso e crescita della produzione delle armi. *****  “Demografia “Servono 7 milioni di lavoratori”: titolo del Sole il 3 marzo. Macron invece dichiara necessario “il riarmo demografico”. Come se non venisse prima il regolamento dei flussi migratori…. ***** L’aborto nella Costituzione francese. Il “diritto” è la maternità, che rende dispari il lavoro e che discrimina la donna-madre nell’art.37 della Costituzione italiana. L’aborto ha bisogno di una legge perché la donna non ha l’autodeterminazione del suo corpo. L’incoerenza del governo francese è palese avendo votato in sede europea contro “il principio del consenso” nei casi di stupro. ***** Bocciato il referendum irlandese su miglioramenti costituzionali per le donne… ***** La libertà di stampa in Italia: 250 giornalisti “sotto tutela”, 22 sotto scorta. Poi troppi pronti a moderarsi secondo le veline che escono dal Fazzolari, funzionario di fiducia della presidente. ***** Due obiettivi per l’Europa: uno, trattare il debito come comunitario, “per ridurre le disuguaglianze” dentro i paesi e nell’UE (Gentiloni); due, sulle questioni ambientali il green deve essere sociale, ma l’Europa deve guidare la finanza. C’è anche un tre, la produzione comune delle armi. Non posso che essere contro le armi, ma meglio una produzione comune che la gara al mercato. Ma soprattutto è più prontamente attuabile e va nel senso dell’europeismo. ***** Affari e Finanza ha compiuto 40 anni. Ho selezionato tre titoli: 1) Serve un modello misto di sanità pubblics-privata. 2) La trappola demografica che tiene l’Italia sotto scacco. 3) La pensione di scorta ancora non decolla. ***** Da Domani: Il Ponte si è mangiato tutto. Anche i fondi del Pnrr. E teniamoci Salvini…. ***** L’inchiesta sui dossier “illegali” della guardia di finanza: vedremo gli esiti e le speculazioni a carico della sinistra. Ma la sostanza l’ha detta Michele Serra: “ognuno di noi è un dossier, perché ognuno di noi è un cliente”. Le intercettazioni sono sotto regole di legge, ma “basta la telefonata di un call center che ti chiama per nome (signor Michele) per sapere che la tua vita è tracciabile…spiato, classificato per età, luogo di residenza, spostamenti, gusti personali, reddito e dunque per solvibilità”. ***** Il dossieraggio è comunque grave. Ma è dovuto alla mancanza di coraggio per fare norme di trasparenza. Nel 1964 il gen. traditore De Lorenzo (che organizzò il Piano Solo, eversivo, e nel 1972 fu eletto in Parlamento da MSI)) ebbe a disposizione 150mila dossier, come rivelò l’inchiesta giornalistica di Jannuzzi e Scalfari sull’Espresso. Idem Pio Pompa (alle dipendenze di Pollari) che prosternato ringraziava la Provvidenza di poter servire uno come Berlusconi. ***** Le truffe degli influenze ovvero: il reddito dei “like”fornito dagli influenzati. ***** Le truffe sui terreni agricoli e i soldi UE: Repubblica  è partita dall’Abruzzo per ragioni elettorali, ma il caso è importante: dove i Comuni sono proprietari della terra gli agricoltori ne cedono la titolazione a privati (forestieri del Nord Italia e mafia pugliese) che ottengono, secondo le regole. ***** Il cancelliere Scholz è andato in Vaticano: rispetto alla posizione tedesca sulla guerra dell’Ucraina è quella responsabile di chi sta più vicino al fronte e sente parlare di intervento diretto. I nazionalismi (in Germania) sono pericolosi, la guerra deve finire e la Russia non può essere umiliata. ***** Congresso del Partito Socialista Europeo: senza nessun segretario PSI italiano. Per fortuna Schlein si è presa la tribuna. Il PD è diventato titolare del socialismo. *****  Uso proprio della parola shoà: si è dimesso il Presidente dell’ANPI perché in Palestina non c’è la shoà, ma il genicidio. Ha ragione: alimentare l’antisemitismo è fuori dalla storia (e dalla politica). ***** In Ucraina: campi minati, lavoratori arruolati nell’esercito e commercio in crisi. “Vivono giorno per giorno”, ma arruolano altri soldati. ***** La guerra contro la Russia non può volere lo smembramento delle 22 Repubbliche della Federazione (più le 85 ripartizioni federali di secondo livello). Gorbaciov aveva cambiato la Costituzione in senso amministrativo della Federazione, ma nessuno, nemmeno la Nato può credere che sia un bene smembrare uno Stato in tante piccole (si fa per dire) patrie. ***** La Russia collabora con la Cina per istallare un reattore nucleare sulla luna…. *****  Macron che fa? Dopo l’aborto in Costituzione chiama “codardi” i colleghi europei che non apprezzano la sua disponibilità a partecipare sul campo con soldati europei in Ucraina ***** La Repubblica dei Bashiri è oggetto di un articolo di Internazionale: “la Russia vuole distruggere la cultura del suo popolo”. Lo dice una signora che si è laureata in cinema e ha un negozio di oreficeria bashira. Ma aggiunge – riferendosi all’Ucraina – che “i bashiri sono un popolo combattente e non smettono di sottolineare la loro fama storica di grandi arcieri. ***** Gli Houti attaccano il caccciatorpediniere italiano Caio Duilio e l’Italia ha sparato per distruggere il drone: saremmo in guerra. Abbiamo il comando operativo della missione Aspides, ma siamo lenti e non abbiamo ancora votato in Parlamento (chi va piano….). ***** Guerre che crescono: l’Etiopia (il paese più popolato del mondo, 126 milioni) non ha sbocco al mare e, stremata dalla povertà (le spese in armi per la guerra interna contro i tigraini e crisi post-covid) non può versare 1,5 mld, di dollari a Gibuti per uno sbocco commerciale. Ha firmato un accordo con il Somaliland (resosi Stato democratico indipendente, ma riconosciuto solo da Taiwan), ma è insorta la Somalia. Da ricordare che l’accesso etiopico riguarda il Mar Rosso. ***** Le conflittualità nell’Africasubsahariana si sono dopo le crisi russo-ucraina e israelo-palestinese acuite dove non mancano interessi geostrategici locali, regionali, continentali e globali. Guerre civili e belligeranza tra attori statali, movimenti e gruppi armati trans-nazionali: dal Sahel al Corno d’Africa, dalla Nigeria al Mozambico. ***** Birmania: dalla testimonianza resa a un convegno in Thailandia (riferisce Albertina Socilani)di un giovane che ha scontato un anno e dieci mesi: Mi sono reso conto che il nostro mondo fuori era già stato una grande prigione, con masse di persone che soffrivano e affrontavano forme di oppressione molto peggiori di quelle che ho dovuto sperimentare”. *****  Ad Haiti la situazione è insostenibile. Abbandonata da chi aveva promesso di aiutarla. Tra i 4.500 criminali fuggiti dal carcere ci sono bande criminali e responsabili dell’assassinio del presidente Jovenel Moïse. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha denunciato l’insostenibilità della situazione: dall’inizio dell’anno, 1.193 persone sono state uccise e altre 692 ferite dalle gang. Gli ospedali non hanno la capacità di curare chi arriva con ferite da arma da fuoco. Le scuole e le imprese sono chiuse e i bambini sono sempre più utilizzati dalle gang. Le bande criminali impongono restrizioni ai movimenti delle persone. Il più grande fornitore di acqua potabile di Haiti ha interrotto le consegne”. ***** Vignetta costituzionale: un gruppo bipartisan di intellettuali, giornalisti e agenti ha pubblicato un documento inteso a correggere gli svarioni del progetto di riforma costituzionale governativo. L’hanno intitolato “Non famolo strano”.  Vignetta dei “nostalgici”: insieme Violante e Ferrara a rimpiangere il vecchio Pci – quello sì che era un partito – che però non era “libertario”! Io rimpiango lo stile, ma il comunismo non era il D’Alema il mediatore di affari che piace ai due…
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