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Onu: ‘In 4 mesi di guerra a Gaza uccisi più bambini che in 4 anni in tutto il mondo’. Save the Children: ‘Devastata la loro salute mentale’

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Onu: ‘In 4 mesi di guerra a Gaza uccisi più bambini che in 4 anni in tutto il mondo’. Save the Children: ‘Devastata la loro salute mentale’

di F. Q.

 | 12 MARZO 2024

Paura, ansia, carenza di cibo, iper-vigilanza e problemi di sonno, un’alternanza nello stile di attaccamento ai genitori, regressione e aggressività. È questo il vivere quotidiano dei bambini di Gaza dopo cinque mesi di violenza, sfollamento, malnutrizione e malattie, che si aggiungono agli oltre 16 anni di blocco da parte di Israele verso la Striscia. Tutti elementi che hanno avuto impatto psicologico che Save the Children definisce “devastante” in una ricerca. Il disagio emotivo di schivare bombe e proiettili, la paura di perdere i propri cari, di essere costretti a fuggire attraverso strade disseminate di detriti e cadaveri e di svegliarsi ogni mattina senza sapere se riusciranno a mangiare hanno aggravato la situazione rendendo gli adulti di riferimento sempre più incapaci di affrontare la situazione. Il sostegno, i servizi e gli strumenti di cui hanno bisogno per prendersi cura dei loro figli – secondo la ricerca – sono sempre meno. E proprio genitori e care giver hanno dichiarato all’organizzazione che la capacità dei bambini di immaginare un futuro senza guerra è ormai praticamente scomparsa. Una condizione nella quale si trovano, comunque, i bambini della Striscia più fortunati. Perché come spiega il commissario generale dell’Agenzia Onu per i profughi palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, “il numero di bambini uccisi in poco più di 4 mesi a Gaza è superiore al numero di bambini uccisi in 4 anni di guerre in tutto il mondo. Questa guerra è una guerra contro i bambini. È una guerra contro la loro infanzia e il loro futuro”. Un esempio, anche se in Cisgiordania, lo si è avuto anche martedì, quando un 13enne è stato ucciso a colpi di pistola dagli agenti della polizia di frontiera israeliana nel campo profughi di Shuafat per aver acceso un fuoco d’artificio nella loro direzione anche se non era diretto contro di loro. Atto che è valso ai militari i complimenti da parte del ministro per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir: “Mi congratulo con il combattente che ha ucciso il terrorista che ha tentato di sparare fuochi d’artificio contro di lui e la polizia. Questo è esattamente il modo in cui si deve agire contro i terroristi, con determinazione e precisione”.

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