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A Natale abbiamo bisogno di amore e vicinanza: silenziosi apostoli della speranza

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GAETANO E MARTA ovvero della normalità

di Beppe Manni, giornalista, Modena

Mentre leggevo su ’Piazza Grande’ della Gazzetta di sabato 7 XII “Gaetano e un amore indimenticabile”, mi è venuta in mente la scultura etrusca degli sposi che ho ammirato in questi giorni al Louvre di Parigi: sorridenti, affettuosamente abbracciati per l’eternità. Non in marmo come la vittoria di Samotracia o in bronzo come il dio Mercurio o in granito come Ramses III. Ma in umile terracotta, quasi a simboleggiare la leggerezza e la dolcezza ma anche la delicata fragilità dell’amore coniugale.

Gaetano racconta il suo amore per la sposa Marta appena scomparsa. L’innamoramento, la nascita del figlio, la malattia, la morte. Una vita insieme. Hanno superato le difficoltà di una lunga convivenza. Non sono divi del cinema o della TV, sportivi famosi, miliardari da rotocalco. Lui magazziniere, lei sarta. Gaetano parla sobriamente di sua moglie, della sua dedizione alla famiglia, degli impegni di volontariato in Africa del figlio medico, della sua vicinanza e quella degli amici, dopo la morte di Marta.

Sono tante, credo la maggioranza, queste famiglie ‘normali’ che hanno continuato a vivere insieme. A prendersi cura gli uni degli altri, superando le difficoltà, le incomprensioni (e perché no qualche tradimento), e i momenti bui delle malattie e dei lutti. Insomma a volersi bene.

Sono storie normali non raccontate dai media e dai social occupati da una minoranza di personaggi ‘famosi’ che sporcano pagine e videate, raccontando come fossero prodezze, le loro infedeltà e tradimenti, i litigi, i pettegolezzi e le maldicenze. Quasi che la fedeltà sia un capriccio ormai fuori moda.

Le loro malattie sembrano eccezionali; e le loro ‘povere ville’ svaligiate da ladri provetti offese irreparabili.

Hanno sdoganato un nuovo linguaggio: parole volgari e triviali che si dicevano sottovoce solo nei bar e nelle ‘osterie’. Senza pudore, esibiscono le loro vite intime alla morbosa attenzione di milioni di curiosi, alla ricerca di sterco spray. Con una ricaduta tragica sui più giovani, forse non educati ad un amore condiviso, amicale e tenero nelle famiglie.

Parliamo e scriviamo di storie positive, di uomini e donne che continuano ad amarsi, di giovani e anziani che fanno volontariato, studiano e lavorano; di malati, disabili e anziani accuditi da migliaia di donne in famiglia. Di tutti i ‘volontari’ che senza prendere mille euro ad apparizione in TV, aiutano chi ha bisogno di cura.

A Natale abbiamo bisogno di amore e vicinanza che ci regalano questi silenziosi apostoli della speranza. Consapevoli che fa più chiasso e rumore una pianta marcia schiantata dal vento che i mille alberi che resistono alla burrasca e continuano a regalarci ombra, bellezza e frutti.

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