
I CIBI DEL FUTURO
Intervista al Prof. PAOLO RANALLI (*)
di Giuseppe Vinci, presidente della Accademia dei Semplici, Sic et Simpliciter, Bologna
PREMESSA. Considerando l’attuale tendenza dei consumi alimentari, il futuro del cibo è
molto incerto perché è influenzato dalla crescita della popolazione mondiale, dal
cambiamento climatico e dalle innovazioni tecnologiche. Pertanto, è pensabile che in un
prossimo futuro gli alimenti avranno sempre più una base vegetale e includeranno matrici
alternative alla carne animale, come alghe, insetti o carne coltivata interamente in
laboratorio. L’intervista che segue affronta un argomento che certamente potrebbero
cambiare nei prossimi anni le nostre abitudini alimentari.
D. Professore come sarà il nostro futuro alimentare?
R. La terra e l’agricoltura, da sempre fonti di vita e pilastri della civiltà umana, stanno
affrontando una serie di sfide senza precedenti, come cambiamenti climatici, esaurimento
delle risorse idriche, degrado del suolo, perdita di biodiversità. In particolare,
l’intensificazione agricola basata sull’uso esagerato di pesticidi e fertilizzanti sintetici, ha
creato problemi ambientali e sociali che possono essere contrastati con pratiche agricole
più sostenibili.
D. Professore quali potrebbero essere le pratiche più sostenibili da adottare?
R. Sono quelle previste dall’agricoltura di precisione (agricoltura 4.0), basata su
infrastrutture avanzate (sensori, droni, macchine con guida autonoma) che consentono di
erogare interventi solo laddove necessari: si dà l’insetticida solo sulle piante malate (così
per diserbanti, fertilizzanti e acqua). In tal modo, si riducono i residui sui frutti e sugli alimenti
e si garantisce una produzione più salutare, adeguata a nutrire gli 8 miliardi di persone sul
pianeta. Tali scelte devono essere implementate anche da una intensa attività di
miglioramento genetico per costituire varietà di piante resistenti/resilienti alle malattie,
sempre più insidiose con i cambiamenti del clima.
D. Professore quali sono le altre innovazioni alimentari?
R. Per esempio, una delle frontiere più affascinanti e dibattute riguarda la produzione della
carne coltivata in laboratorio, prodotta da cellule animali coltivate in bioreattori. In pratica, si
tratta di una nuova tipologia di carne che potrebbe rivoluzionare tutto il settore
dell’allevamento, anche se restano ancora aperte numerose questioni etiche legate al gusto
e al costo elevato.
D. Professore cosa si aspettano i giovani di oggi?
R. Desiderano un mondo più inclusivo e rispettoso delle diversità. Si aspettano azioni
concrete per combattere il cambiamento climatico, vivere in un modo sano e alimentarsi con
cibi salubri. Aspirano a un mondo del lavoro che valorizzi il merito, offra opportunità di
crescita professionale e garantisca una dignitosa retribuzione. Non ritengono dignitoso
continuare a vivere con i genitori, anche dopo la laurea, per la impossibilità di avere un
impiego all’altezza delle aspettative o, addirittura, essere costretti a migrare all’estero.
(*) Il Prof. Paolo Ranalli, è laureato in Scienze Agrarie con lode. PhD in genetica applicata.
Stage di studio alla Cornell University (New York, USA). Docente all’Università di Modena
e Reggio Emilia, direttore di dipartimento del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione
in Agricoltura (CRA). Accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili e dell’Accademia
Nazionale di Agricoltura. Membro del Comitato Scientifico dell’European Association Potato
Research (EAPR) e presidente della Società Italiana di Bioenergie e Agroindustria (SIBA).
Ha coordinato progetti di ricerca nazionali e internazionali su genetica e miglioramento
genetico delle piante. Ha pubblicato oltre 500 lavori scientifici su qualificate riviste italiane e
internazionali. E’ costitutore di 22 varietà vegetali.