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“La via da percorrere non è facile né sicura”

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di Giancarla Codrignani, giornalista e politologa, già docente e parlamentare

 Trump e i dazi: una passione “erotica”, secondo Beppe Severgnini. Urgente capire che l’Europa non deve avere paura e lo deve ripagare con la stessa moneta. Grave sarebbe cercare un’intesa o trasferire l’impresa a produrre negli Usa. ****** Italia/Nordio: come diventare pericoloso e disonesto: il ministro della Giustizia si autoassolve difendendo la protezione concessa ai palestinesi della diaspora. Attaccando l’opposizione e contrapponendosi al diritto internazionale e all’iniziativa del Tribunale penale Internazionale a proposito del rimpatrio ormai famoso del generale libico Almasri. ****** Gaza: oltre 50mila le vittime uccise da Israele, di cui un terzo bambini. Abbiamo visto le piccole salme avvicinate per la sepoltura, con emozione da lacrime vere. Fatah ha chiesto il ritiro di Hamas dal Governo (che dal 2005 non ha potuto rinnovarsi). Gli israeliani accusano Netanyahu di distruggere Israele, anche il Presidente Herzog e la Corte. ****** Palestina/Hamas: ancora razzi contro Israele e richiesta israeliana di evacuazione. È scoppiata la rabbia di Beit Lahya contro Hamas: soprattutto donne che vogliono vivere in pace e porre fine al conflitto. ****** Turchia: reazione dell’intero popolo a difesa del sindaco di Istanbul e candidato alle elezioni arrestato in carcere di sicurezza (per corruzione!): milioni ai seggi per le primarie. ****** Europa: senza gli Usa l’autonomia del potere nucleare va discusso e regolato. Anche le testate americane in Europa (Italia 35).. ****** Ucraina: i “volonterosi” spiazzati: la Cina disposta a partecipare all’invio di soldati per il peace keeping. ****** Ucraina: una fonte indipendente russa (citata da Repubblica il 25 marzo pag.11) dice che nella Costituzione (russa) non c’è nessuno strumento con cui una Repubblica della Federazione possa autodeterminarsi. Quale lo statuto dei territori che Putin vuole occupare? ****** Trump/Ucraina/Russia in Arabia Saudita: accordo sul Mar Nero. 1) accesso sicuro, 2) aiuto Usa a Putin per rientro nel mercato agricolo, accesso ai porti e assicurazioni a costi abbassati, 3) i due leader svilupperanno misure per agevolazioni su energia e accordi marittimi, 4) impegno ad assicurare pace duratura. ****** Arabia Saudita: assumendo tutta l’autorità di un grande potere (petrolio), ha aumentato la quantità dei prodotti energetici in modo da fare i conti con Biden che lo aveva offeso, di far scendere l’inflazione Usa e di spingere Putin ad accettare la fine del conflitto. ****** Usa/Navy: costi fuori controllo, ritardi sistemici, e nuove esigenze strategiche. Trump impone di rilanciare i cantieri per rispondere alle sfide globali. ****** Armi: la Convenzione sulle armi biologiche ha compiuto 50 anni e a Ginevra si è celebrato quello che è stato è il primo trattato multilaterale che metteva al bando un’intera categoria di armi di distruzione di massa. Purtroppo non significa che le armi biologiche non esistono più (direi che tutti ne hanno). ****** Il ritorno dell’oro, che ha toccato il picco. La causa? I fondi speculativi e la fuga dei capitali dalle Borse. Non è un bel segnale: nella storia non ha mai portato bene. ****** Con il cedimento della Germania – colpevole di aver mantenuto finora la regola del pareggio di bilancio secondo le regole di un tempo – non esiste più quel dogma – il debito è la nostra palla al piede, ma il debito più grande in assoluto è quello degli Usa (oltre 30mila mld). Adesso la Germani ha diritto al suo debito. E lo fa. Per armarsi. ****** La Svizzera (neutrale?): ha cancellato l’incontro del 7 marzo a Ginevra sull’applicazione della “Quarta Convenzione di Ginevra nei territori occupati della Palestina” per scarsa adesione. L’ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite a Ginevra, Ibrahim Khraishi, ha criticato duramente la mancata denuncia di Israele circolata tra gli Stati partecipanti per la mancanza di misure concrete – sanzioni e azioni diplomatiche – contro Israele, contraria all’evento. ****** La quarta Convenzione di Ginevra del 1949 protegge la popolazione civile in tempi di guerra, proibisce trasferimenti forzati della popolazione e insediamenti nei territori occupati, oltre a regolare il comportamento della potenza occupante. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite aveva richiesto l’organizzazione dell’evento sei mesi fa per indirizzare le gravi violazioni nei territori occupati. La Svizzera, impegnata all’imparzialità perché depositaria delle Convenzioni. Erano stati invitati 196 Stati. Cancellando l’incontro, la Svizzera ha negato la possibilità di partecipare anche agli Stati che avevano espresso l’intenzione di partecipare. ****** Panama: il Canale, principale fonte di reddito per il Panama è al centro della contesa tra Usa e Cina. Trump ha rivendicato l’autorità sul Canale lamentandosi dei costi per il passaggio delle navi americane nonostante gli sconti e accusando il presunto controllo di Pechino sul traffico del Canale, controllato fino al 1999. ****** Il Sud Sudan sull’orlo di una nuova guerra civile. ****** Portogallo e Spagna al largo delle Azzorre hanno sequestrato un sottomarino con a bordo 6,5 tonnellate di cocaina. ****** Azerbaijan/Europa: Rubio è intervenuto sull’accordo tra Armenia e Azerbaijan che coinvolge i problemi tra Caucaso, Mar Nero e Mediterraneo. Necessaria un’iniziativa europea a proposito delle relazioni europee con Yerevan e Baku, le mire di Erdogan, il dossier energetico (gli azeri sulla vendita dell’Ilva). L’Italia nei primi due mesi del 2025 si è affermata come il primo partner commerciale dell’Azerbaijan. ****** Italia: “il governo è allo sbando”. Vero: a metà mandato i segnali dicono che potrebbe non reggere la compattezza dell’alleanza. Adesso è necessario pensare l’alternativa. Certo cercando di non litigare troppo al proprio interno, ma sapendo che il Pd è – per ora – solo e la segretaria deve usare tutte le armi per emergere come futura presidente. Possibilmente, oltre ai modi e al linguaggio e al controllo dei compagni, con proposte: “Voi fate, noi faremmo, voi dite, noi pensiamo. ****** Italia/Istat, allarme redditi: un italiano su quattro è in povertà. ****** Italia: Fosse ardeatine. La Meloni non nomina il fascismo. Tutte le critiche, sacrosante. Ma lo stupore? Chi si stupisce dell’omissione non si accorge che lei davvero appartiene a quell’ideologia e si dispiace se qualcuno la avverte che è sbagliato credere che Trump sia il passaggio alla farsa della dittatura del suo duce. ****** Italia/oggi 25 marzo: in poche ore 4 morti sul lavoro. ****** Italia/sanità/IA: dai farmaci ai servizi possono trovare opportunità (si prevedono 500 mld. entro il 2032). Ma bisogna regolare l’amministrazione e il bilancio attuali. Anche perché i cyber attacchi sono perfezionati e sono un rischio da combattere. ****** Italia/costruzioni: gli sportelli edilizia (Sole24Ore) senza bussola. Dalle Regioni ai Comuni una babele di piattaforme che non dialogano. La funzione pubblica chiede regole comuni di riferimento. ****** Italia/artigianato: perché non entra nel progetto politico un’attenzione raffinata per proteggere e incentivare (formazione e sussidi) la professionali di un settore per giovani ambiziosi. ****** Italia/denatalità: dal prossimo anno 134mila studenti in meno. Taglio di 5.667 cattedre? ****** Italia/scommesse: anche lo Stato ci guadagna dalle giocate legali (venderemo il lotto?), ma impressiona sapere che valgono 157 mld. Da quando si gioca online crescono i rischi di dipendenza (almeno il 3 % dei giocatori) soprattutto dei minori. ****** Italia/Amazon: Jeff Bezos a fine giugno celebra le nozze d’argento. A Venezia. E ha occupato tutti gli alberghi per gli amici che verranno e sequestreranno di fatto la città. ****** Per capire l’America. Noi europei abbiamo coscienza che la salute è un diritto e abbiamo (avevamo?) il Servizio Sanitario Nazionale. In America la salute è un bene personale e, siccome si sa che purtroppo ci sono dei poveri esistono il Medicare e il Medicaid, allo stesso modo che per le pensioni c’è il Social Security. Ogni contribuente paga, entro un certo massimale, una tassa proporzionale al reddito (che significa che chi guadagna di più paga meno). ******  vignetta (tempo di quaresima) Gesù in croce, perizoma giallo/celeste. Ai lati bandiera Usa e bandiera Federazione russa: “una faccenda da chiudere entro Pasqua…. e giocarsi a dadi le sue vesti”. ******* approfondimento  L’UE NON HA ANCORA REALIZZATO IL VERO SOGNO DI VENTOTENE          Domani, 21.03.2025 Giancarla Codrignani Nel 1867 – erano in corso le guerre risorgimentali – a Ginevra si svolgeva il congresso della Ligue Internationale de la Paix et de la Liberté, un movimento che aveva guadagnato consenso a tutti i livelli e riceveva il gradimento dai governanti del tempo. Pubblicarono un giornale Le Etats-Unis d’Europe – pensate che titolo! – e intendevano mettere in guardia i governi: se mancava il coraggio di radicali riforme, prima o poi i conti li avrebbe saldati una guerra “mondiale”. Oggi anche tra i molti che sentono il bisogno di più Europa non è stato chiaro il messaggio di una manifestazione improvvisata che sostanzialmente, in termini affettuosi, richiamava il paese ad abbracciare un sogno per un risveglio decisivo per tradurlo in realtà. Giusto partire dal una meditazione sul Manifesto di Ventotene purché lo si legga tutto. Perché, proprio alla fine, sostiene che la creazione più grandiosa e più innovatrice sorta da secoli in Europa, deve costituire un saldo stato federale il quali disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali. Altiero Spinelli ragionava così nel 1941, dal confino in cui testimoniava l’antifascismo degli uomini (e delle donne) liberi. Nel 1954 era d’accordo con De Gasperi per votare la CED, la Comunità Europea di Difesa. Quando fu eletto nel 1979 dalla prima elezione europea (partecipazione italiana: 85,65%), volò a Bruxelles carico del sogno dello Stato federale rimasto, dal 1957, una Comunità Economica Europea. Lavorò senza risparmio fino alla morte (1986), amareggiato dalla mancata condivisione dell’attività del Parlamento europeo da parte della sinistra italiana faticosamente arrivata alla moneta unica, ma non ancora al bilancio comune stoltamente frenato da nazioni politicamente “sovraniste per sé” e non per i nostri “Stati Uniti”. Che, per essere tali e magari “federali”, debbono conquistare i requisiti degli stati: Spinelli tornava da Bruxelles spesso furibondo, ma se qualcuno si associava alla sua rabbia, frenava “no, arrabbiarsi non serve, bisogna ricominciare da dove si è interrotto”. Anche se ci si inquieta, bisogna capire il senso della comunque necessaria costruzione. Sentire che è sogno, ma anche interesse. Infatti se avessimo l’unità politica con il covid senza l’Europa non avremmo avuto i vaccini gratis. Infatti se avessimo l’unità politica, saremmo il più grande mercato commerciale del mondo, superiore agli Stati Uniti d’America. Che ci fanno paura, ma è reazione condizionata: da un pezzo le due Grandi Potenze si vengono rivelando tigri di carta: analisi recenti e considerazioni critiche attuali ne mostrano la fragilità. Oggi Ursula von der Leyen, dice che dobbiamo prepararci alla guerra. Quale se le armi da produrre per la difesa europea andranno in funzione nel 2030? Intanto riarmiamo gli eserciti nazionali? ci si deve attendere uno dei soliti “incidenti” che gli storici cercheranno di leggere in documenti sempre segretati, che servirà a fornire alla Nato di ricorrere all’art. 5 che obbliga all’intervento solidale dell’Ue? Von det Leyen presiede la Commissione, ma non governa nessuno Stato Federale secondo forme costituzionalmente previste e ancora inesistenti neppure se si approvasse l’esercito europeo a sostituzione della Nato. D’altra parte non si possono abolire gli eserciti nazionali senza predisporre la formazione di uno Stato Maggiore che governi il coordinamento della strategia. I pacifisti che hanno sempre sostenuto il principio del risparmio che si realizza con un solo esercito al posto di 27 attuali, sanno che non ci sono bacchette magiche e per qualche anno continuerebbe il regime misto. In realtà ai tempi della CED una Ue militare avrebbe avuto bisogno di condividere la politica estera e probabilmente ne sarebbe derivata l’unità politica. Per ora il parlamentare europeo, come quello nazionale, può essere pacifista integrale, magari anche antimilitarista, ma deve superare passo dopo passo tutti i passaggi necessari al raggiungimento definitivo degli Stati Uniti d’Europa, tanto più venendo da un paese a cui finora ha fatto comodo essere difeso o dalla Nato o direttamente dagli Usa. “La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà”: la firma in calce di Altiero Spinelli e di Ernesto Rossi fa pensare che davvero dal 1941 sono passati troppi decenni: ci sembra duro prendere atto di quanto la paura ha indotto la maggioranza pressoché assoluta del Parlamento europeo a votare la risoluzione su “difesa e riarmo”, con il piano ReArm Europe. Se i singoli paesi sono divisi, non si deve assolutamente pensare che ci sia inevitabile la subalternità agli “uomini forti”. Forse ci sfuggono le opportunità.
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