
Processo Berkan : che la Berkan sia solo la punta dell’iceberg?
Per quanto molto acuminata…Solidali con il presidio indetto da Italia nostra
Attendiamo la sentenza che riguarda la vicenda della nave Berkan prevista per il 3 luglio 2025 a
Ravenna; purtroppo non abbiamo avuto le energie per seguire il processo ma vogliamo fare alcune
riflessioni:
- Rispetto all’inquinamento complessivo da fonte industriale a Ravenna è verosimile che, pur
nella sua gravità, l’evento Berkan sia solo una parte di quello che a tutt’oggi è venuto a galla - A parte il processo AMIANTO conclusosi in maniera certo molto contraddittoria ma
“raccontata” in maniera distorta ;SIAMO MOLTO LONTANI DALL’AVERE RICOSTRUITO UN
QUADRO REALISTICO DELL’IMPATTO AMBIENTALE, SANITARIO E SPECIFICAMENTE
CANCEROGENO DELLE ATTIVITA’ INDUSTRALI COSIDDETTE “PRODUTTIVE”
Per risalire la china e addivenire ad una fotografia fisica, materiale ed epidemiologica veritiere c’è
ancora molta strada da fare preso atto di istituzioni pubbliche che non hanno indagato a sufficienza
per non parlare dell’Inail che, sulle malattie professionali, si attesta quasi sempre su posizioni
negazioniste;
molti casi di tumore sono stati inopportunamente “archiviati” (rene, leucemie, tiroide ed altri) ;
questo è stato “facilitato” dal fatto che si tratta di tumori non patognomonici come il mesotelioma
, tumori a cosiddetta “più bassa frazione eziologica occupazionale” : MA SONO “CASI” CHE
POSSIAMO E DOBBIAMO RIAPRIRE SE TROVASSIMO DATI ED INFORMAZIONI PIU’ APPROFONDITE
la precarietà delle conoscenze sulle fonti di inquinamento, sulla loro tipologia e sulla loro entità
porta spesso i consulenti dei datori di lavoro a disegnare uno scenario non credibile; parrebbe che
le fabbriche chimiche abbiano sparso nell’ambiente solo profumi e sostanze benefiche e che
quanto è successo sia solo colpa dei lavoratori colpevoli di fumare sigarette e peraltro rei confessi
mentre i padroni dichiarano di aver gestito ambienti di lavoro salubri e persino bucolici;
oltre la drammatica vicenda Berkan (non si è parlato di amianto ; non ce ne era -sarebbe un fatto
insolito- o semplicemente il tema non è stato approfondito?) per la quale aspettiamo il responso
della magistratura, occorre guardare a più ampio raggio secondo queste prime ipotesi di lavoro: - Redigere una anagrafe delle emissioni degli impianti industriali e delle sostanze nocive e
cancerogene presenti nei vari cicli produttivi - Se si è “parlato” abbastanza di amianto poco si sa su cvm, benzene, stirene, toluolo,
formaldeide, fosforiti radioattive,ftalati , additivi della gomma, IPA e altre sostanze simili - Poco si sa ma non proprio nulla : per esempio la presenza degli ftalati è stata monitorata nei
corsi d’acqua della regione e i livelli più altri sono risultati quelli in Romagna; la presenza di
f
talati la abbiamo peraltro riscontrata nella ricostruzione del lay out di almeno una azienda
del petrolchimico (e molto probabilmente non è l’unica) - Organizzare una “mnemoteca” delle esperienze operaie del petrolchimico che , nella ricerca
della verità, contrasti le narrazioni bucoliche dei padroni e dei loro consulenti : sono gli
operai che ci hanno riferito di polveri rivelatesi radioattive giunte ad un inceneritore e SOLO
da quel momento in poi rifiutate ! Nessun ente istituzionale invece ha memorizzato
riscontri di radioattività ! Sono gli operai che ci hanno riferito di ftalati (interferenti
endocrini) e di altri solventi ed additivi pericolosi che erano parte integrante di certi cicli
produttivi - Rendere pubblici i dati biostatistici ed epidemiologici di tutte le patologie (segnalate anche
se non riconosciute) avviando contestualmente un confronto con gli operatori sanitari e in
particolare con i medici di base per cercare di risalire la china del fenomeno delle malattie
professionali “sottosegnalate” (un fenomeno grave in Italia ma altrettanto grave in molti
altri paesi europei e del mondo)
Ci fermiamo, per ora qui, dando la nostra adesione alla manifestazione indetta per mercoledì 2
luglio 2025 da Italia nostra presso il tribunale di Ravenna.
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO E AEA
Bologna, 1.7.2025
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