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Si leggono spesso notizie di maltrattamenti di disabili in strutture residenziali e semiresidenziali

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Si leggono spesso notizie di maltrattamenti di disabili in strutture residenziali e semiresidenziali

Purtroppo solo le cose cattive fanno notizia.  Sarebbe bene parlare anche delle cose buone o ottime in modo che si creassero circoli virtuosi di imitazione.

Sono reduce da Melito Porto Salvo, dove ho visitato la residenza e il centro riabilitativo della Fondazione Marino https://www.fondazionemarino.it/

Gli ospiti della residenza sono dodici, alcuni dei quali molto problematici, ma evidentemente nessuno viene rifiutato. Per ognuno si cerca il modo di procurargli la migliore qualità di vita compatibile con la sua condizione.

La casa è bella, pensata anche nella struttura in modo che gli ospiti vi si possano muovere senza pericolo.

Le attività giornaliere sono lavori veri, utili e il fondatore, l’ingegner Giovanni Marino, sempre presente nella struttura, progetta sempre nuove attività.

Al momento c’è la locanda tre chiavi, mensa per i poveri, dove i residenti della fondazione servono a tavola e puliscono dopo il pasto, assistiti da un educatore.

All’interno della struttura si fa ceramica e si progetta di aprire all’esterno un laboratorio di ceramica con annesso negozio per la vendita di quanto prodotto.

L’ingegner Marino ha appena comprato un pezzo di terra annesso alla residenza in cui si coltiveranno ulivi e, con un mini frantoio, si produrrà l’olio.

Tutto pensato per tenere impegnati gli ospiti in lavori veri, utili e inclusivi. E naturalmente la varietà delle opzioni lavorative fa sì che per ogni residente si possa trovare il lavoro che più lo appaga.

Nulla è stato improvvisato, ma prima dell’apertura della casa la progettazione strutturale e abilitativa è stata programmata con la consulenza del compianto Lucio Moderato, che dall’estremo nord dell’Italia andava all’estremo sud per portare la sua grande competenza in materia di abilitazione di disabili intellettivi e relazionali senza limiti di gravità.

La sua allieva numero 1 è stata  la Dottoressa Pasqualina Pace, che ora dirige il centro e mette costantemente in programma numerosi eventi di formazione,  importantissimi per aumentare le competenze, ma anche per prevenire la demotivazione degli operatori.

Insomma: quello che spesso si predica a Melito Porto Salvo è realtà in continua evoluzione. Penso che sarebbe bene che i media ne parlassero, in modo che  le realtà virtuose diventassero la regola e non l’eccezione anche nella gestione dei disabili più complessi

    Daniela Mariani Cerati, medica geriatra, Bologna

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