Celle e fornellini: «Venga a prendere il caffè»
di VITO TOTIRE (*). A seguire notizie su un nuovo suicidio in carcere.

CASSAZIONE: SPEGNERE I FORNELLETTI DA CAMPEGGIO PRIMA DELLE ORE 22… OPPURE NON ACCENDERLI PER NULLA?
Appresa la notizia della sentenza della Cassazione sulla liceità dell’uso del fornelletto da campeggio in carcere dopo una certa ora ci corre l’obbligo di fare un commento e soprattutto una domanda: meglio definire l’orario della liceità d’uso o meglio evitare l’uso del tutto?
Alcuni organi di informazione rendono noti particolari delle diete di certe persone private dalla libertà. Al momento su questo sorvoliamo.
Dobbiamo dire che la Cassazione ha perso una importante occasione per suggerire una soluzione equa e completa della questione: il fornelletto a gas infatti non va gestito secondo particolari fasce orarie ma va semplicemente messo fuori uso.
Per quali motivi?
1) I dati epidemiologici sul rapporto tra uso del gas e impatto sanitario sono evidenti e drammatici: numerosi e attendibili studi convergono verso la stessa conclusione; l’uso del gas è nocivo per la salute ; ovviamente è tanto più nocivo tanto più l’ ambiente in cui si usa è angusto e scarsamente ventilato. Le istruzioni per i consumatori sono chiare: usare le bombolette solo all’aperto o, appunto, in luoghi ampiamente ventilati (le celle – pardon, le stanze di pernottamento – quasi mai
rispondono a questo requisito). Fra gli inquinanti diffusi nell’ambiente : ossido di carbonio, biossido di azoto, formaldeide…possiamo approfondire
2) Ancora più grave è il rischio legato all’uso cosiddetto “voluttuario”, autelosionista o addirittura suicidario delle bombolette. La bomboletta è risultata il secondo mezzo suicidario utilizzato in carcere dopo l’impiccagione. Con una
popolazione carceraria così connotata dalla presenza di persone in condizioni di tossicodipendenza o di tossicofilia o propriamente a rischio suicidario ABBIAMO DETTO E RIPETUTO PIU’ VOLTE CHE UNA ORGANIZZAZIONE (IL CARCERE) CHE RENDE FACILMENTE ACCESSIBILE A TUTTI LE BOMBOLETTE COMMETTE UN VERO E PROPRIO CRIMINE DI PACE
3) su qquesto tema non abbiamo registrato nessuna disponibilità al dialogo da parte delle istituzioni,
A fronte di tutto questo la Cassazione entra nel merito solo dell’orario in cui il detenuto prepara la sua cena ?
Certo sappiamo che la magistratura ha vincoli e costrittività per cui, probabilmente, anche in questo caso, poteva o doveva pronunciarsi su un singolo e limitato interrogativo ma a fronte di interpretazioni superficiali come quella in cui è caduto il minestro Nordio sulla prevenibilità del suicidio, “qualcuno” deve pur intervenire; qualcuno che possa andare oltre la nostra debole ma lucida vox clamans in deserto e che possa superare l’atteggiamento pilatesco assunto da qualche “garante” che sul tema delle bombolette si è limitato a dire «il cui uso è consentito» ; è troppo poco, aspettando per riparlare del “rischio bomboletta” al prossimo morto o alla prossima discussione sull’orario della cena di un singolo detenuto ? Magari se è spagnolo mangiare dopo le 22 è consuetudine ma sorprende un approccio così limitato al macroscopico problema della alimentazione per le persone private della libertà.
Dobbiamo ribadire alle tante istituzioni (totali o anche elettive) che non rispondono: OCCORRE ARRIVARE IL GIORNO PRIMA E NON IL GIORNO DOPO.
Occorre mettere immediatamente fuori uso le bombolette (vedi anche i reiterati “consigli” della Ausl di Bologna) poi, o meglio contestualmente, potremo parlare della alimentazione in carcere, visto che ovviamente il fornellino non è l’unico problema…
(*) Vito Totire è portavoce del Centro studi “Francesco Lorusso” di Bologna.
In “bottega” cfr Carceri: fermare la strage delle bombolette, Ministri o «bombolette»? Tre suicidi in carcere a Modena… e Carcere di Bologna : omicidio colposo con previsione?