“Di madre in figlia” di Concita De Gregorio

Recensione di Marina Cagossi, bibliofila
Tre donne, tre generazioni, un’estate che cambia tutto.
Nel suo romanzo, Concita De Gregorio ci regala un racconto intimo e pratico sul legame profondo, e spesso complicato, tra madri e figlie.
Adelaide, adolescente iperconnessa viene lasciata tre mesi dalla nonna Marilù, in una casa sperduta tra i boschi di un’isola.
Marilù , donna libera e solitaria, è una figura enigmatica e potente; sarà proprio lei, con la sua presenza fuori del tempo, a traghettare Adè in un viaggio dentro le radici femminili della famiglia.
Attraverso piccoli gesti, silenzi e memorie, si ricostruisce un filo che unisce passato e presente, dalla nonna guaritrice finita in convento, alla farmacista ribelle, fino a Marilù stessa.
Un filo fatto di forza,fratture, libertà e riconciliazione.
La scrittura elegante, densa e sincera. Un romanzo che parla al cuore, soprattutto a chi ha vissuto o sta vivendo il difficile e bellissimo compito di essere figlia.