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L’ABA IN ITALIA: EQUITA’ E SOSTENIBILITA’

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Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale
Sede: c/o Hanau, via Paradiso,7 – 40122 Bologna E-mail: Apri.associazione.Cimadori@gmail.com Sito: www.apriautismo.it Bologna 30.09.25 COMUNICATO STAMPA
L’ABA IN ITALIA: EQUITA’ E SOSTENIBILITA’
In Italia vi sono professionisti e operatori che sostengono: adottare l’Analisi Applicata del Comportamento (ABA) per
il trattamento precoce e intensivo di bambini con autismo così come previsto dalle evidenze scientifiche non è equo
né sostenibile dal Fondo sanitario nazionale e quindi non è accettabile. Si tratta dell’ennesimo tentativo di mantenere
l’Italia fuori del contesto generale: dopo che l’ABA era stata esorcizzata con la motivazione che gli innegabili risultati
ottenuti fossero bambini ridotti a robottini, poi con la pretesa che le prove di efficacia fossero eccellenti, negando le
buone prove di maggiore efficacia ed equiparandola così alle altre forme di terapie psicoterapeutiche (Floor Effect), ed
ora affermando che l’intensività sarebbe a danno degli altri utenti del nostro povero Servizio Sanitario Nazionale (SSN),
promuovendo la “guerra fra poveri”. Se si accetta che l’intensività si possa ridurre a tre ore la settimana si otterrà come
risultato che anche gli interventi basati su ABA non potranno mai dimostrare la loro superiore efficacia rispetto agli altri.
Ricordiamo anzitutto che in sanità le risorse vanno distribuite non in maniera eguale per tutti, ma a seconda dei bisogni
e dei risultati ottenibili e misurabili, secondo molti autori, con gli Anni di vita ponderati per la qualità della vita (QALY),
considerati nel breve e nel lungo periodo. Chi vive sano e a lungo senza bisogno della sanità deve soltanto ringraziare il
Cielo e non può chiedere nulla al fondo del SSN e del sociosanitario. Sarebbe più equo aggiungere alla valutazione dei
risultati con lo strumento dei QALY un’ulteriore ponderazione, gli “EQALY”, che tenesse conto della riduzione della
qualità della vita con una disabilità non soltanto per il futuro degli anni di vita attesi dopo l’intervento, ma anche degli
anni di vita già trascorsi. Questa proposta è ancora più valida per le disabilità che si presentano fin dall’infanzia come
l’autismo https://apriautismo.it/wp-content/uploads/2025/09/Carlo_Hanau_EQALY.pdf .
Prima di analizzare i numeri facciamo una precisazione normativa: l’ABA è stata inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza
(LEA) con l’approvazione dell’articolo 60 del DPCM del 12 gennaio 2017. Essendo osteggiata da una buona parte dei
professionisti che operano all’interno del SSN, formatisi sotto l’influenza delle teorie psicoanalitiche psicogenetiche
(madre-frigorifero come causa dell’autismo) e perciò contrari alla Linea guida per bambini e adolescenti con autismo
n.21 del 2011 https://angsa.it/wp-content/uploads/2017/11/Il-trattamento-dei-disturbi-dello-spettro-autistico-nei
bambini-e-negli-adolescenti.pdf , si è dovuto pronunciare in merito anche il Consiglio di Stato con la sentenza n.
8708/2023, che ha confermato come più efficaci gli interventi basati sull’ABA inserendoli nei LEA.
L’errore commesso dai detrattori dell’ABA, che si ritrovano anche nella Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia
e dell’Adolescenza (SINPIA) e nelle società scientifiche collegate (si veda il comunicato contro l’operato del
Sottosegretario Gemmato https://sinpia.eu/wp content/uploads/2024/03/LETTERA_MINISTRO_SALUTE_11.03.2024.pdf), è quello di considerare le terapie psicoeducative basate su ABA esclusivamente di natura sanitaria, mentre la sentenza n. 8708/2023 ha precisato che questi interventi hanno una natura “mista”, sanitaria, educativa e sociosanitaria. Questi interventi abbracciano
Associazione riconosciuta a sensi dell’art.12 C.C. con decreto 18/5/1992 n.255 del Presidente Giunta Regione E.R.
Iscritta col N.509 nel Registro del Volontariato dell’Emilia Romagna con determinazione N.4859 del 19/03/2021,
Numero repertorio RUNTS 44627, Organizzazione di Volontariato. U.N.A.R. n.1511.
CF 92027220372 (per devolvere il 5 per mille). Ccb n. 000002759634 UNICREDIT, Piazza Aldrovandi 12/a, Bologna IBAN IT22N0200802457000002759634 Conto corrente postale n.606400. Associazione Cimadori per la ricerca italiana
sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale conseguentemente un ambito ben più vasto rispetto a quello sanitario-riabilitativo tradizionale, perché oltre che in ambito sanitario vengono erogati a scuola, in famiglia ed in tutti gli ambienti naturali di vita del bambino. Si deve formare intorno al bambino un “concerto psicoeducativo” e perché non ci siano stonature occorre un direttore d’orchestra esperto a livello di Supervisore/Analista del Comportamento formato secondo lo standard dell’Association for Behavior Analysis International (ABAI), ma non si deve addossare alla famiglia (in genere alla madre) la maggior parte di questo
onere.
Generalmente in Italia, a partire dall’asilo e dalla scuola dell’infanzia, vengono già assegnate ai bambini certificati con
autismo infantile risorse umane in rapporto 1:1 per tutte le ore che potrebbero coprire il monte ore di 25 a settimana
raccomandato dalla recente letteratura per la prima fase intensiva. L’intensività è un investimento molto conveniente,
che può ridurre notevolmente la necessità di assistenza per tutto il resto della vita. Nonostante ciò, alcuni esponenti
della SINPIA arrivano persino a teorizzare che è meglio poco ma per tutti. Questa proposta fa comodo ai Dirigenti
responsabili del budget delle Aziende sanitarie, che spesso devono contenere le spese per il breve periodo in cui sono
in carica, trascurando il futuro.
Lo scorso marzo, nel comunicato congiunto con IACABAI (Italy Associate Chapter of ABAI)
https://www.orizzontescuola.it/allievi-con-autismo-scaduto-protocollo-mim-msal-criticita-e-interventi-proposti-da
apri-e-iacabai/#:~:text=Cosa%20dice%20la%20lettera?,riferimento%20al%20seguente%20Rapporto%20ISTAT
avevamo ricordato, basandoci sui dati ISTAT per l’anno scolastico 2023-’24, che nella scuola dell’infanzia, dove
l’intervento deve essere intensivo, la media pro capite è di 20,9 ore di insegnante di sostegno alla settimana. A queste
ore bisogna aggiungere quelle assegnate dagli Enti locali e affidate agli assistenti all’autonomia e comunicazione (AEC).
Per i 359mila alunni con disabilità lo Stato e gli Enti locali stipendiano già 246mila insegnanti di sostegno (fonte ISTAT
anno scolastico 2023-24) e almeno 57mila assistenti all’autonomia e comunicazione (AEC) (fonte ISTAT anno 2021) che,
se correttamente formati in analisi applicata del comportamento, potrebbero coprire ben oltre la totalità delle ore
previste da un programma intensivo basato su ABA.
Gli interventi basati sull’ABA possono essere utili non soltanto per i casi di autismo infantile, ma anche per altre forme
di disabilità, come ad esempio quella cognitiva grave, la prima che venne trattata dal Prof. Caracciolo e collaboratori
fondatori dell’ABA. Trascuriamo questa parte di casi difficilmente reperibili sulla base dei dati esistenti e come
grossolana compensazione consideriamo invece tutta una categoria presente nell’ultimo Report ISTAT sugli alunni
certificati nella categoria “F84, Disturbi evolutivi globali dello sviluppo psicologico” che comprende oltre che l’autismo
infantile anche la sindrome di Asperger, di Rett ed altre forme diverse anche per necessità di trattamento, che
contavano circa 114mila allievi, pari al 34,8% del totale degli alunni con disabilità certificata di tutte le scuole. Possiamo
ipotizzare un intervento fattibile a partire dalle prime 3 coorti d’età stimabili in 15.000 bambini e considerando
necessario un rapporto 1:1 bisognerebbe prevedere la formazione dello stesso numero di insegnanti con una spesa
totale pari a 3.750.000 Euro UNA TANTUM avendo ipotizzato un costo pro capite di 250 Euro per un corso in modalità
mista (a distanza e in presenza per il tirocinio). Per gli assistenti all’autonomia e comunicazione (AEC) non vi è necessità
di considerare nessun onere formativo aggiuntivo a carico delle finanze pubbliche perché i bandi di selezione degli enti
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raccolto oltre
Si pensi che EDUISS, con i pochi spiccioli destinati dalla cabina di regia dell’autismo, ha fatto un corso a distanza che ha
già 60.000 partecipanti fra il personale della scuola
https://www.eduiss.it/theme/tcontinuum/infocourse.php?course=308&popup=1 : peccato che il corso fosse
incentrato sulla Comunicazione aumentativa alternativa, molto gradita a SINPIA ma sicuramente di minore interesse
per molti allievi con autismo come quelli verbali. Purtroppo, si è voluto evitare di fare un corso sugli interventi
psicoeducativi basati su ABA.
Stimando per la prima fase di applicazioni su 3 coorti un totale di 17.000 operatori formati in ABA, 15.000 insegnanti e
2.000 tra AEC e educatori, bisognerebbe assumere circa 1.100 Supervisori (1:15 è il rapporto indicato dal Behavior
Analyst Certification Board BACB). Tale numero rappresenta l’ipotesi massima ma potrebbe essere diminuito nel caso
ci fossero già disponibili dei Supervisori inquadrati nel SSN. Il costo annuale per assumere uno psicologo dirigente di
primo livello può essere stimato in circa 55.000 Euro lordi da cui ne deriva che per 1.100 Supervisori la spesa annuale
ammonterebbe a circa 60milioni di Euro.
Contrariamente a quanto sostenuto dai detrattori dell’ABA non si avrebbe un aggravio insostenibile sulla spesa pubblica
ma le risorse aggiuntive da stanziare per i primi 15.000 bambini sarebbero di soli 3.750.000 di Euro per la formazione
iniziale del personale della scuola, dato che i costi per il mantenimento/aggiornamento sono già correntemente stanziati
e spesi, a cui andrebbe aggiunta una spesa annua di 60milioni di Euro per stipendiare i 1.100 Supervisori.
L’estensione alle coorti successive comporterebbe una spesa aggiuntiva di circa 20milioni di Euro all’anno per coorte
con un valore a decrescere perché l’intensità del trattamento si prevede in decremento con il crescere dei bambini. La
necessità di supervisione e di altro personale decresce con l’età proprio perché l’intervento basato su ABA è spesso
efficace, anche se la fase dell’adolescenza può presentare nuove difficoltà. L’adozione dei provvedimenti qui suggeriti
consentirà risparmi ai bilanci pubblici del futuro.
Per realizzare questo progetto equo, sostenibile e accettabile è fondamentale che venga rinnovato il protocollo d’intesa
sottoscritto nel 2022 tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Salute avente oggetto la “Tutela del diritto alla
salute, allo studio e all’inclusione” che è scaduto lo scorso 17 gennaio 2025 e vengano inoltre recepite anche le proposte
dello scorso 31 marzo.
Prof.Carlo Hanau, Tel.3381621980 – Email: hanau.carlo@gmail.com
già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari nelle Università di Modena e Reggio Emilia.
Presidente di A.P.R.I. Odv ETS – Associazione legittimata ad agire in giudizio in difesa delle persone con disabilità vittime di
discriminazioni con Decreto del Ministro per le Disabilità dal 16/03/2023 e Iscritta nel Registro U.N.A.R. n.1511
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