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Il clima sulla Terra in questi ultimi decenni è cambiato in peggio

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di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma

E’ ormai appurato che il clima sulla Terra in questi ultimi decenni è cambiato in peggio dove siccità prolungate e violenti nubifragi stanno creando ovunque problemi sia all’ambiente naturale che alle strutture civili, nonché alla stessa umanità.

Dinanzi a questo scenario planetario l’Italia da sola può fare ben poco, ma può fare molto instaurando rapporti di intesa e collaborazione e lavorando attivamente in casa propria.

Partendo da questa considerazione nascono progetti di adattamento ai cambiamenti climatici, al momento riservati agli enti pubblici territoriali.

Dobbiamo, purtroppo, prendere atto che anche l’ultima COP 30 a Belém può definirsi quasi un fallimento, soprattutto perché vincoli per ridurre la produzione di gas climalteranti restano volontari e poi per avere sottostimato  completamente la questione dei combustibili fossili.

Alla storica e famosa COP di Parigi del 2015 era stato detto di non superare la temperatura del tempo di un grado e mazzo, altrimenti a partire dal 2030 si sarebbero potuti innescare processi climatici negativi tali da mettere a rischio il futuro della stessa umanità. Ebbene quel grado e mezzo in più lo stiamo superando e gli scienziati ci dicono che di questo passo tra due o tre anni dovremo parlare non più di 1,5 gradi di calore in più da superare, ma 2° o addirittura 2,5°

Fenomeni climatici estremi da qualche anno stanno interessando anche il nostro Paese, producendo inevitabilmente danni a cose e persone. In tutto questo, da non sottovalutare la questione dei costi che peseranno sulle casse della Stato.Ed ecco che la soluzione potrebbe essere attraverso  il coinvolgimento di compagnie sociali di assicurazione, le quali dovrebbero impostare polizze di specificatamente indirizzate a coprire i danni ambientali-climatici. Le compagnie di assicurazione, dal loro canto,  hanno chiarito che la sottoscrizione di polizze di assicurazione “climatiche” possono essere accettate solo se gli enti territoriali interessati metteranno in sicurezza da eventi meteoclimatici avversi i loro territori. 

Un altro intervento finalizzato sempre all’,adattamento potrebbe consistere nella creazione di un centro climatico di assistenza con la creazione di una nuova figura di diplomato/laureato, l’assistente climatico. Dovrebbe essere una figura attiva sul territorio capace di affrontare a favore dei cittadini le emergenze derivanti da eccessi del clima

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