di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
È dii questi giorni la discussione circa i rischi che derivano alla salute dal consumo di alcool. Va subito detto che questa discussione ha senso se riferita ad un consumo limitato di alcool al giorno (15-20 g),quindi non ad un abuso. L’alcool chimicamente etanolo o alcool etilico, non può essere utilizzato come risorsa energetica dall’organismo che invece lo ossida ad acetaldeide attraverso una reazione di tipo enzimatico il cui prodotto, l’acetaldeide, per l’appunto, è considerata pericolosa per il DNA delle cellule il cui accumulo può procurare una mutazione. Nel nostro organismo perfettamente disegnato dalla natura il pericolo acetaldeide viene contrastato mediante un’altra reazione che avviene fegato e che riguarda l’ossidazione dell’acetaldeide ad acido acetico. Queste reazioni di ossidazione hanno il grave inconveniente di svilupparsi con la produzione di radicali liberi dell’ossigeno. Queste sono specie molto reattive caratterizzate dalla presenza di un elettrone dispari nella struttura elettronica. Questo elettrone infatti può essere ceduto provocando la riduzione della molecola partner oppure può accoppiarsi ad un altro sottratto ad un’altra specie che così viene ossidata: in tutti e 2 i casi si rileva un danneggiamento di organi, a partire dal fegato, di tessuti, di proteine piombando il consumatore in uno stato prepatologico di stress ossidativo. Durante il consumo di alcool ci sono altri 3 rischi: il ridotto sviluppo del cervello, l’accresciuta produzione di estrogeni con il maggiore conseguente rischio di contrarre per le donne un tumore al seno, infine l’infiammazione dei tessuti e delle membrane del tratto gastrointestinale che vengono a contatto con l’alcool al momento del suo consumo. Quanto detto va letto con ragione ed equilibrio: se si rimane al di sotto dei valori di consumo pericolosi un bicchiere di vino al giorno in una persona con la corretta dotazione enzimatica può non solo non nuocere, ma giovare in relazione al contenuto di antiossidanti capaci di proteggere proprio dallo stress ossidativo a cui prima si accennava. Wang, Hodskinson, Anderson, Bagnardi sono alcuni dei ricercatori che hanno prodotto lavori e risultati di ricerche dalle quali quanto detto più sopra deriva in un ambito strettamente scientifico che esula da considerazioni, pure entro certi limiti accettabili, di ordine culturale ed economico.
Quanto vino è giusto bere al giorno? La quantità consigliata di vino al giorno è dunque di 240g per l’uomo (due bicchieri) e 120g (un bicchiere) per la donna .