di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
La fitodepurazione di Micro e Nano plastiche atmosferiche ha il potenziale di influenzare la salute del suolo attraverso molteplici percorsi mediati dalle piante. Le piante possono intercettare MP/NP aerotrasportate sulle superfici fogliari e successivamente influenzare le proprietà del suolo attraverso la deposizione di lettiera, l’essudazione radicale e le interazioni all’interno della rizosfera. Questi processi possono alterare la struttura del suolo, il ciclo dei nutrienti, le comunità microbiche e le dinamiche della materia organica. Sebbene la probabilità complessiva e l’entità di questi effetti rimangano incerte, le prove disponibili suggeriscono che i percorsi mediati dalle piante possano svolgere un ruolo significativo nel trasferimento degli inquinanti atmosferici al suolo. Nonostante il rapido crescente interesse per le MP/NP atmosferiche, gli studi che ne valutano direttamente l’impatto sul suolo attraverso la fitorisanamento rimangono limitati. L’attuale mancanza di evidenze empiriche limita la valutazione quantitativa di questi effetti; tuttavia, evidenzia allo stesso tempo una lacuna conoscitiva critica e inesplorata. Basandoci sulla ricerca esistente sulle MP nei suoli e sulla fitorisanamento di altri inquinanti ambientali, varrebbe studiare se e come l’intercettazione delle MP/NP atmosferiche da parte delle piante e il loro successivo trasferimento al suolo – attraverso la deposizione nella lettiera fogliare, processi mediati dalle radici o interazioni con la rizosfera – possa influenzare la struttura del suolo, le comunità microbiche e i principali processi biogeochimici