La tragedia di Crans Montana : niente sarà come prima
Giovanni Tamburi : il Francesco Lorusso di questa nuova generazione
Una vera e propria strage operaia che ha colpito , con 41 morti e 115 feriti, anche persone molto più vulnerabili di quanto lo possano essere i lavoratori
Lettera aperta a studenti e studentesse del liceo Righi e a tutti gli studenti medi che si sono generosamente mobilitati per fermare il genocidio del popolo palestinese
Il vostro coetaneo Giovanni Tamburi è stato vittima di una organizzazione sociale che non rispetta la speranza di salute e di vita degli esseri umani; il drammatico evento sarà, per chiunque, indimenticabile.
Non voglio fare paragoni tra eventi tra loro molto diversi ma credo che la elaborazione del lutto sarà difficile per voi come lo è stata per noi, di una altra generazione, per l’omicidio di Francesco Lorusso
Non intendo proporre nessuna analogia forzata; le condizioni socio-politiche sono estremamente diverse ma la base emotiva e psicologica è analoga, a quella da noi vissuta per la morte di Francesco e che ha comportato un disturbo post traumatico collettivo di cui ancora oggi portiamo i postumi;
certo si tratta di due figure (Franceso e Giovanni) differenti ma apprendiamo che Giovanni Tamburi ha mostrato grande sensibilità sociale nell’accudire persone vulnerabili mentre lui, come persona vulnerabile, nella notte di capodanno, non è stato sostenuto da nessuno ed è stato vittima di gravissime omissioni ; sulla autopsia abbiamo già detto; “inutile” ma anche motivo evitabile di sofferenza per i familiari; non vogliamo dire oltre salvo su questo argomenti salvo proporre a chi interessato la ipotesi di lavorare per la costituzione di parte civile nel processo penale che è stato avviato: CE NE È BISOGNO se si riflette sulle vicende giudiziarie per stragi del recente passato (ultima notizia l’annullamento della sentenza di Cassazione Eternit perché non scritta in tedesco…9
Ma occorre soprattutto trovare una strada per trasformare il dolore e i sentimenti di rabbia e di impotenza in speranza per il futuro;
da decenni si “parla” della necessità di lavorare nelle scuole per sviluppare la “cultura della prevenzione”; quanto poco sia stato realizzato in questo campo è evidente a tutti vista anche la grave esperienza denominata “scuola-lavoro” che è stata purtroppo teatro e occasione di tragedie “evitabili” che hanno colpito giovani inseriti in ambienti di lavoro per la loro formazione professionale e che invece ne sono stati mortalmente colpiti;
in effetti la “cultura della prevenzione” , intesa come “conoscenza”, anche tecnica, è importante ma è un prerequisito a cui deve fare seguito contestualmente il “potere della prevenzione” ; lo vediamo tutti giorni con lo stillicidio di morti inframmezzato da vere e proprie stragi (una sequenza infinita negli ultimi decenni) che non basta conoscere , intuire o anche percepire chiaramente la esistenza di un rischio) : OCCORRE AVERE IL POTERE DI ELIMINARE IL RISCHIO ALLA FONTE; senza dubbio, a questo si accennava prima, i giovani morti a Crans Montana erano ancora più vulnerabili dei lavoratori i quali, almeno in teoria, dovrebbero poter contare su informazione/formazione/addestramento e preventiva valutazione dei rischi al
fine della loro eliminazione; a Crans Montana tutti le norme di prevenzione, persino le più semplici e non costose sono state bypassate ;
si è consumata una strage, per dirla in linguaggio giuridico/burocratico, “colposa con previsione” o “colposa con dolo eventuale” ; sarebbe persino bastato evitare l’uso delle candele pirotecniche, una merce nociva, inquinante e mortifera di cui chiediamo da decenni la messa al bando a partire dalla stessa produzione che ha fatto tante altre stragi nel mondo ;
dopo l’omicidio di Francesco Lorusso molti di noi hanno continuato, come direbbe Alex Langer “in quello che era giusto” ed hanno cercato di proseguire l’impegni di Francesco nel campo della medicina e della difesa della salute;
certo non vogliamo dare “suggerimenti” sui percorsi di elaborazione del lutto ma ci pare spontaneo che la attenzione e la vigilanza dei compagni di scuola di Giovanni Tamburi e di tutti i suoi coetanei si orientasse verso un impegno sociale sui temi della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.
Certo non esiste il rischio di dimenticare per noi che siamo stati testimoni della strage ma perché tra anche tra un secolo o più nessuno abbia occasione di dimenticare Giovanni proponiamo che da oggi i liceo sia il liceo “Righi-Tamburi”
Cari/e ragazzi/e non vogliamo “darvi lezioni” ; vi invitiamo ad un incontro che si terrà lunedì 16 febbraio 2026 presso il circolo Berneri di via S.Stefano a Bologna dalle 19 alle 21 (è il secondo anniversario della strage operaia della ESSELUNGA di Firenze) sul tema
“ dalla ESSELUNGA di Firenze A CRANS MONTANA LE STRAGI CONTINUANO: ORGANIZZAMO LA PREVENZIONE”
Un incontro che può contribuire , con la prassi del gruppo di auto-aiuto, anche alla elaborazione del lutto.
Un invito ma anche un abbraccio ai familiari, ai compagni di scuola, agli amici
Un invito infine a incontrarci l’11 marzo 2026 sotto la lapide di Francesco.
Vito Totire, portavoce Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatra via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 12.2.2026
(Visited 25 times, 1 visits today)