
di Giancarla Codrignani, politologa e giornalista, già docente e parlamentare
| LA SUSPENSE. La newsletter si è chiusa sabato 11. La giornata del grande incontro in Pakistan (la gente normale non sa nemmeno che è una potenza nucleare per gentile concessione americana) tra due sfidanti molto particolari: la delegazione americana (J.D.Vance, vicepresidente) e quella iraniana (Mohammad Ghalibaf capo del Parlamento) con i mediatori pakistani (Shehbaz Sharif primo ministro e il capo dell’esercito). La sfida è al buio: le proposte degli uni (15 punti proposti dall’America) inaccettabili dagli altri (10 punti gli Ajatollah che in ogni caso si tengono il ricatto del passaggio di Hormuz) e viceversa. Non si sa neppure se arriveranno a sera. La mossa di Islamabad deve poter contare su impegno riservato di Cina e Russia, e comunque nasce dal terrore che Trump intendesse usare il nucleare per far tornare l’Iran all’età della pietra. Si è aggiunta la terrificante, illegale e illegittima operazione israeliana contro il Libano e la devastazione della popolazione civile di Beirut. Non si può far conto di nulla, ma il timore è che stia passando l’idea che la forza sia vincente in politica e che il diritto internazionale sia una stranezza passata di moda: Donald può arrivare alla frontiere di ogni territorio che reputi “suo”. ****** Inizio moralistico. Il calcio ha occupato pagine e pagine sui media dopo la sconfitta della Nazionale italiana. Un sacco di dimissioni della dirigenza, lotte per nuovi organismi: la generazione Z non potrà fare l’esperienza di tifare per l’Italia ai mondiali. Non si è esagerato con la principale distrazione di massa che ha sempre conosciuto scandali, corruzioni e ultras fascisti? ****** Inizio serio. Il Corriere di Pasqua: Cassese: il fossato tra lo Stato e la società. Meditazione laica. ****** Ordine di Trump: entro due giorni aprire Hormuz. Quando l’aveva detto? ****** Replica del papa. La bontà dell’uomo come al tempo di Gesù. Pure oggi c’è chi crede di avere un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare come vuole, decidendo per esempio di avviare una guerra. Le storia racconta cose edificanti: per esempio i regni africani (gli Ashanti in Ghana o gli Allada nel Benin) che avevano lucrato sulle razzie e la vendita di uomini e hanno fatto soldi sullo schiavismo, la pelle dei loro fratelli. ****** L’Onu – 123 voti a favore, 3 contrari (Usa, Israele e Argentina) e 52 astenuti; l’Europa, Italia compresa – ha approvato una risoluzione che definisce la tratta degli schiavi e, per la prima volta nella storia, invita gli Stati membri ad avviare percorsi di riparazione come “passo concreto per rimediare alle ingiustizie storiche”. ****** La pace, le trattative, il greggio dell’Iran e le “terre rare”. Il ministro degli esteri del Pakistan e il collega cinese Wang Yi hanno redatto un piano per un accordo Washington/Teheran. il greggio iraniano va verso Cina, India, Europa (gli Usa non ne hanno bisogno), mentre le terre rare dell’Iran sono materia di discussione: sono tra 37 e 60mila mld. di tonnellate, scarsa capacità tecnologica e di rapporto di mercato. Gli Usa hanno le capacità tecnologiche: possibilità di un accordo? (Molinari su Repubblica). ****** Bilancio 2027 / Usa: proposta +1.500 mld. per il ministero della guerra. Se il Congresso approverà. Aspettiamo… ****** Ungheria: Orban governa da 16 anni esercitando controllo su Magistratura, Stampa, Università, dopo aver modificato ill sistema elettorale. Le misure punitive europee servono per condannare gli aiuti a Zelinski di Ursula von der Leyen: “non li pagheremo”. Arrivato Vence per sostenerlo. Ci saranno manipolazioni? Russia, Cina e Usa non amano il potere di un’Europa che si può unire… ****** Germania: i cittadini in età di leva non possono lasciare il paese per lunghi periodi (più di tre mesi) senza avvertire lo Stato. Anche la Germania ha così tanta paura? ****** Olanda: un’elezione finita bene! Eletto Bob Jetten del partito D86 (anche loro con nomi privi di senso politico se non per iniziati), già ministro dell’energia, tecnocrate, ma europeista. Viene dopo una coalizione caotica e populista che non ha attuato riforme. ****** Brasile: gli Stati Uniti vogliono classificare i due principali gruppi criminali brasiliani come organizzazioni terroristiche per giustificare una maggiore ingerenza nel paese. ****** Cile: controlli antidroga a tutti i funzionari dello Stato. in passato la misura si applicava soltanto ai ministri, ora anche i sottosegretari e gli assessori dovranno eseguire l’analisi per dimostrare di non avere assunto sostanze stupefacenti. ****** Egitto e il caso Regeni. Caso drammatico per più versi; tra l’altro molti sono convinti che dei contatti con i sindacalisti egiziani sia stata responsabile la docente con cui Giulio lavorava, non è possibile “fare giustizia” tra paesi diversi è possibile solo in cooperazione. L’Egitto non è democratico (chiedere a Zaki, studente a Bologna). Ma è stato ritenuto paese affidabile per il respingimento degli emigrati. ****** Italia/Aeroporti. Nel NordItalia rifornimenti contingentati: incertezza dei voli. Il ministro Giorgetti chiede all’Europa di tassare gli extraprofitti. Le Borse giocano all’altalena, ma si contentano di quelli che passano a Hormuz “pagando”. Poi paghiamo noi. ****** Italia / Governo. Meloni in sella, così crede secondo la narrazione del suo report alle Camere: buona la replica di Schlein che doveva battere più la rivalità di Conte che persuadere gli italiani che la Meloni è brutta e cattiva. Comunque aveva realizzato a sorpresa la prima visita di un leader occidentale ai paesi del Golfo dopo lo scoppio della guerra. Incontri con principi ereditari e vertici Adnoc per diversificare le forniture energetiche, senza risultati effettivi, ma fanfara spiegata. Vi immaginate la campagna elettorale: il primo governo che in ottant’anni arriva a completare la legislatura secondo i 5 anni previsti dalla Costituzione. Per le elezioni del prossimo anno, deve prestare un po’ di attenzione a Marina Berlusconi. ****** Il Resto del. Carlino: Borgonuovo “alleanza tra vescovi, magistrati e ong per far ripartire l’invasione di migranti”. ****** Per avere impedito a Casa Pound di entrare a Montecitorio per una conferenza autorizzata sulla remigrazione, 32 deputati hanno subito la sospensione. ****** A proposito. L’ennesimo barcone a Lampedusa: carico di corpi metà vivi e metà morti di freddo. Dal 1° gennaio al 12 marzo già 545 vittime. ****** Casa Pound, Rete dei patrioti, Veneto Fronte Skinheads l’11 aprile terranno un banchetto nella piazza davanti a Santa Maria delle Grazie (dove c’è il Cenacolo di Leonardo) banchetto per la remigrazione (legge di iniziativa popolare) per rimandare ai loro paesi i migranti).. ****** Teatro La Fenice, all’inizio di un concerto, nel silenzio, una voce urla dimissioni del sovrintendente e mezzo teatro segue gridando in appoggio agli orchestrali per una sostituzione non gradita e per l’ormai lunga contestazione della direttrice Beatrice Venezia giudicata inadeguata. I veneziani vogliono partecipare anche sulla cultura. Infatti è il direttore della biennale Buttafuoco (Fratelli d’Italia) che ha aperto il padiglione Russia per non escludere in nome dell’arte. Contro la decisione (politica?) di escludere in nome di Putin. ****** Urgenza lavorativa: c’è un buco di 8 milioni della popolazione in età da lavoro. L’inverno demografico avrà tutte le colpe, ma se manca personale di fronte all’invecchiamento cala la produttività. Studiare come l’intelligenza artificiale venga utilizzata per creare produttività senza licenziamenti, ma volta a produrre con altri modi. Sembra che la manodopera straniera non serva del tutto. ****** Vignetta: ElleKappa rifà il verso a Trump che ha detto “un’intera civiltà morirà stanotte per non tornare mai più”: sullo sfondo di una città simbolica di un Occidente semidistrutto: “per quest’altra civiltà, invece, c’è voluta “più” di una notte”. ****** Approfondimento Ragionando di futuro. Cuba. Jon Lee Anderson del New Yorker scrive su Internazionale Il futuro incerto di Cuba. Trump vuole far morire una civiltà in una notte e, a sentire il vuoto di paura percepito in quella notte, può farlo senza che i generali del Pentagono si ribellino e i militari americani disertino. Ma non c’è solo l’Iran e la sua millenaria storia. C’è anche Cuba, per lo stesso Trump una minaccia per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti, e destabilizza la regione attraverso la migrazione e la violenza, promuove piani contro gli Usa e gli alleati e offre rifugio a Hezbollah e Hamas. Volendo colpire “il governo di Cuba, non la popolazione,” non solo hanno bloccato gli aiuti del Venezuela – che ha avuto il “merito” di adattarsi all’arresto del Presidente Maduro contro il diritto internazionale che non prevede l’arresto in catene del capo di un governo estero legittimamente eletto – ma ha bloccato (sanzioni per i trasgressori) le forniture di petrolio in un’isola disastrata da tre uragani, con le casse dello Stato vuote, la carenza di acqua, di medicine e degli stessi prodotti alimentari. Nel suo social Truth (!), Trump dice “gli consiglio caldamente di trovare un accordo…. non hanno più niente”. Naturalmente il Presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha risposto “chi trasforma tutto in affari, perfino le vite umane, non può permettersi di criticare Cuba”. Il minimo sindacale, visto l’analogo trattamento – non lo dice Anderson – a cui è stata sottoposta la Danimarca per via della Groenlandia. D’altra parte la vecchia America geneticamente Maga stava serena quando a Cuba governava Fulgencio Batista e l’isola era il casino e il lupanare degli americani ricchi. Fidel Castro era un giovane patriota indipendentista, socialista che portò alla ribalta del mondo un paese desideroso di “riscatto” e vinse. A dispetto della democrazia americana che mastica amara la libertà altrui. Ridotto con le spalle al muro, Castro non poté che accettare il ricatto sovietico ed entrare nel binario della guerra fredda, fino alla minaccia (e c’era Kennedy!) di far esplodere la terza guerra mondiale, bloccata da Giovanni XXIII al cui richiamo sia Kennedy sia Chruscev (intenzionato ad armare l’isola con missili a medio raggio). Il 1959 è lontanissimo, nessuno si ricorda l’esplodere nel mondo della leggenda di Davide e Golia in un tempo in cui i movimenti di liberazione portavano i popoli a farsi interpreti dei diritti umani e della propria autodeterminazione. Così lontano che nessuno della quondam sinistra ci preoccupa più di tanto. Perché Trump sarà pazzo – cosa che interessa solo i suoi elettori, se responsabili – ma sta determinando il futuro degli assetti mondiali. In Vietnam si è votato e il segretario del partito comunista è stato eletto Presidente secondo il modello cinese. In Vietnam ormai si va per turismo senza problemi ideologici più di tanto. Il partito della guerra con l’America era (Ho-chi-min) socialista, divenne comunista per poter avere armi e aiuti, dato che era vittima della guerra fredda: o stavi con gli Usa e con i governi fantoccio del colonialismo francese o non c’era alternativa. L’Estremo Oriente dopo Trump sente di doversi riallineare: stiamo attenti perché l’Asia sta orientandosi e può diventare filocinese o filoamericana (il Giappone, una delle due Coree esprimone interesse per Trump, ma con preoccupazione). Il metodo di Trump serve solo a portarci indietro quando le ideologie non ci sono più e i gioco sulla scacchiera delle guerre, anche se è solo strategico, deve guardare al futuro, non ai poteri che, comunque costituiti, debbono rispettare i diritti, almeno quelle convenzioni internazionali su cui si fonda una pace, costituita sul rispetto di regole, cooperazione, arbitrati. GC |
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